I giovani non sono (e non saranno) una priorità per il nostro paese

Fabrizio Pennino 11/03/2024
Updated 2024/03/09 at 2:31 PM
5 Minuti per la lettura

I giovani non sono una priorità né per il governo né per le numerose istituzioni. Questo è un dato di fatto, tuttavia, è giusto che sia così?

Cosa dice la Legge di bilancio?

Nella Legge di bilancio l’investimento sui giovani è pari, ed è bene sottolineare in maniera diretta ma anche indiretta, al 3%, ad una spesa di 800 milioni di euro su 25 miliardi. Un investimento esiguo come per la salute mentale.

La principale misura rivolta direttamente ai giovani è la proroga, fino al 31 dicembre 2024, della garanzia statale sui mutui per l’acquisto della prima casa per le persone sotto i 36 anni di età e con un Isee inferiore ai 40 mila euro. Da ciò capiamo, quindi, che i giovani per il governo, secondo la legge di bilancio, sono prevalentemente gli under 36: è ignorata completamente la fascia d’età dai 16 ai 23/24. Difatti, lo scorso anno il governo ha eliminato il bonus cultura, di circa 500 euro, per tutti i neo-18enni convertendo questo bonus in “carta del merito” accessibile unicamente ai ragazzi con un voto alla maturità corrispondente a 100 su 100 o un ISEE inferiore a 35.000.000 euro.

La seconda misura degna di nota è il “bonus asilo nido” introdotta per i neogenitori e lo stanziamento di 140 milioni di euro per aumentare il congedo parentale, naturalmente tutto ciò per gli under 36. E gli studenti tra i 16 e i 23/24? Il diritto allo studio, la cultura giovanile e il caro affitti non interessano al governo.

I giovani vengono ascoltati?

La risposta breve è no. Proprio negli scorsi giorni ci sono stati due esempi: il 5 marzo, durante l’inaugurazione dell’anno accademico all’università di Cassino, nel Lazio, proprio quando il rappresentante degli studenti stava iniziando il suo intervento numerosissimi esponenti delle istituzioni, come il presidente della regione Lazio, decidono di andarsene e di fregarsene di ciò che il ragazzo in questione aveva da dire, poiché probabilmente era di poco valore ed importanza. Il 6 marzo, invece, durante la presentazione del nuovo libro del ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, una ragazza prova a fare contestazione, ma il ministro non esita ad parlarle sopra, interromperla e a non darle nemmeno un briciolo di valore ed importanza. 

La popolazione italiana da chi è composta?

L’Istat, il 7 luglio 2023, per il rapporto annuale della popolazione italiana ha denotato un chiaro andamento demografico: sono in aumento gli over 65 e in diminuzione gli individui in età attiva tra i 15 e i 64 e i ragazzi under 14. L’età media della popolazione italiana è salita a 46,5 ed è in aumento: il numero di persone ultraottantenni è arrivato a 4 milioni 529 mila e rappresentano il 7,7 per cento dei residenti, e le persone con più di 65 anni sono 14 milioni 177 mila, il 24,1% (quasi un quarto) della popolazione totale. Mentre i ragazzi fino a 14 anni sono 7 milioni 334 mila, ovvero il 12,5% della popolazione.

I giovani devono essere una priorità?

La componente giovanile della popolazione, a rigor di logica, è la spinta e la linfa vitale di un qualsiasi Stato. Tuttavia, lo Stato italiano si sta avviando verso una situazione demografica composta in maggior parte dagli over 60: è quindi giusto investire sul futuro prossimo o addirittura remoto e non preoccuparsi della popolazione presente e immediatamente futura? Il governo ha risposto in maniera chiara con la Legge di bilancio, ignorando qualsiasi istanza giovanile: i giovani non sono una priorità e non lo saranno per lungo tempo, l’investimento sul paese e il suo futuro è trascurato.

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