Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 11 fino a domenica 20 gennaio 2019, Gianfranco Gallo e Massimiliano Gallo saranno in scena con lo spettacolo “Comicissimi fratelli. Il pubblico ha sempre ragione”, scritto e diretto da Gianfranco Gallo e prodotto da Città Mediterranee.

Il repertorio napoletano comico, la tradizione, le famiglie d’arte, in una scenografia immaginata come una piccola piazzetta urbana e moderna: al centro della scena una pedana, intesa come zattera nel non-spazio nel quale entrano ed escono gli attori e che costituirà l’elemento innovatore di un nuovo tipo di Teatro. Un’insegna luminosa con il motto “Castigat Ridendo Mores”, derivante dalla Commedia dell’Arte, si staglia sullo sfondo della scenografia, come quella di un’attività commerciale che cerca ostinatamente clientela. E poi le opere dipinte, applicate sui muri della stessa, della geniale artista Roxy in the Box.

La trama racconta di due fratelli, attori in un piccolo teatro partenopeo, che all’inizio del ‘900 si separano. Uno dei due decide di andare a lavorare nella compagnia di Scarpetta, tradendo dunque, dal punto di vista dell’altro, il Teatro di Tradizione in un suo momento di crisi. Volutamente, non esiste riferimento temporale se non quello molto indefinito del passaggio dal Teatro popolare a quello borghese.

«In più ho di proposito mischiato le carte, presentando come successiva la farsa del secondo tempo, che invece è precedente a quella del primo. Tutto deve essere solo al servizio del gioco, della trama, del divertimento», spiega Gianfranco Gallo, autore e regista dello spettacolo. In scena con  i due fratelli anche Gianluca Di Gennaro, Bianca Gallo, Franco Pinelli, Arduino Speranza e Marco Palmieri.

«Quest’anno — spiega Gianfranco Gallo — avrei dovuto ‘girare’ i teatri con un altro testo, poi, per una richiesta specifica, dirottai su una messa in scena che avrebbe rappresentato la Summa degli spettacoli ispirati alla tradizione da me riscritti, coi quali, insieme a Massimiliano, avevo calcato le scene con sempre lusinghiero successo».

La trama della nuova commedia, dunque, nasce attraverso un’iniziale fusione di due dei cavalli di battaglia comici dei fratelli Gallo: “Ti ho sposato per ignoranza” e “Una Comicissima Tragedia“. «Durante il percorso però abbandonai l’idea — spiega il regista —sentii di dover più che altro festeggiare il nostro primo spettacolo di genere che fu “Stasera Francesca di Rimini”, una pìece che avevo poi riscritto completamente e intitolato appunto “Una comicissima Tragedia”. Ho rinverdito ancora una volta, ho riletto, ho ricamato con nuova linea il lavoro teatrale e ho ambientato l’opera in un luogo indefinito, con un prologo nuovo e significativo».

Volendo fare un’ulteriore passo indietro però, tutto parte dagli anni ‘80, dalla rivisitazione di uno spettacolo dei fratelli Giuffrè. Gianfranco, infatti, aggiunge: «All’epoca “Francesca da Rimini” di Petito era stato uno dei più grandi successi dei fratelli Giuffrè. Una nostra edizione del 1990 era stata poi firmata, per la regia, da uno di loro, il magnifico Aldo, e aveva segnato, nelle sue intenzioni, il passaggio di testimone da loro a noi. Con la recente morte di Carlo, “Comicissimi Fratelli” assume per noi un ancor più grande significato, e così il cerchio si chiude: Comicissimi fratelli… Una comicissima Tragedia… Stasera Francesca di Rimini… Francesca da Rimini».

di Antonio Casaccio

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