informareonline-Falchi

I Falchi Del Sud, il volontariato nella quotidianità

Ludovica Palumbo 03/12/2021
Updated 2021/12/03 at 4:41 PM
6 Minuti per la lettura

I Falchi del Sud è un’organizzazione di volontariato di Protezione Civile appartenente alla colonna mobile della Regione Campania nata come circolo FIR-CB nel 1996. Da anni, con la collaborazione delle Istituzioni e delle autorità competenti, si occupa della protezione del nostro territorio.

Indice
Molti sono gli esempi del loro straordinario lavoro, dalla collaborazione con il COM in occasione degli eventi sismici del ’97 in Umbria ricevendo un diploma di benemerenza con medaglia da parte del Ministro degli Interni On. Giorgio Napolitano fino ai più recenti interventi per la pandemia da Covid-19. Abbiamo intervistato il Presidente dell’Associazione Dott. Emanuele Cervelli per capirne un po’ di più.Innanzitutto come definireste i ‘’Falchi del Sud’’ a chi non ne ha mai sentito parlare?«Falchi del Sud è in primis un’associazione di volontariato. Gente comune, studenti, lavoratori, pensionati, che prestano la propria opera gratuitamente e sacrificando il proprio tempo libero per intervenire in caso di emergenze, preferendo rimboccarsi le maniche, anziché stare a guardare. Il tutto operando nell’ambito delle attività previste dal Sistema Nazionale di Protezione Civile per il volontariato, e con una struttura e delle regole per organizzare e rendere efficienti e professionali i nostri interventi, puntando soprattutto sulla formazione dei nostri volontari».In cosa consiste concretamente la vostra associazione? Ci può fare qualche esempio di lavoro sul campo?«La nostra Associazione è un Centro Operativo di Protezione Civile e, come dice il nome stesso, interviene in caso di calamità o catastrofi o anche in caso di grandi eventi. Il nostro centro aderisce alla Colonna Mobile della Regione Campania, ovvero l’insieme di uomini, mezzi ed attrezzature che la Regione dispiega in caso di necessità.I nostri ambiti di intervento, chiamati “moduli d’emergenza”, per i quali può essere richiesto il nostro intervento e per cui siamo formati ed abbiamo in dotazione attrezzature di emergenza, sono: Antincendio Boschivo (AIB), che ci vede impegnati ogni anno nelle “Campagne Antincendio” promosse dalla Regione, e che ci ha visto impegnati, negli anni, anche su fronti molto estesi, come ad esempio nel Luglio 2017, con il vasto incendio che per giorni imperversò sul Vesuvio; Emergenza Idrogeologica, che ci vede impegnati in caso di allagamenti, smottamenti o esondazioni di fiumi, come avvenne a Benevento nel 2015; Segreteria d’Emergenza, ovvero la creazione di una segreteria da campo e la successiva gestione del campo stesso, come avvenuto a seguito del Sisma in Abruzzo del 6 aprile 2009, quando, in collaborazione con un’altra associazione, gestimmo la segreteria del campo di Poggio Picenze, a 13 km da L’Aquila, dal giorno dopo il sisma fino al novembre dello stesso anno. Naturalmente, oltre a quelle elencate, possiamo essere attivati come supporto anche ad altre attività, come in caso di grande affluenza di persone in occasione di grandi eventi».Come ha detto all’inizio, chiunque può diventare uno di voi. Ma immagino ci sia una formazione da seguire.«Certo, ma è molto semplice, basta fare un colloquio conoscitivo in sede con il Presidente o uno dei Consiglieri, che serve ad entrambi per conoscersi: da un lato, la persona interessata potrà rivolgere tutte le domande e chiarirsi eventuali dubbi, dall’altro, si cerca di capire che persona si ha di fronte ed in quale ambito potrà essere più utile.Dopodiché, compilata la domanda di iscrizione, il nuovo socio verrà contattato a stretto giro per seguire dei corsi di formazione obbligatori presso la nostra sede, quali Protezione Civile, Antincendio, Sicurezza sui luoghi di lavoro (81/08), Psicologia dell’emergenza, Primo Soccorso, Campistica, Attrezzature d’emergenza, Radiocomunicazioni. Intanto il nuovo socio inizierà alcune attività operative, non certo emergenze, affiancando volontari più esperti per immergersi subito nella nostra realtà. In ultimo, organizziamo delle giornate di esercitazione in cui fare pratica con quanto appreso durante i corsi».Dal 2020 siamo in emergenza Covid-19. Siete coinvolti anche in operazioni riguardanti la pandemia? E se sì, in che modo?«Sin dall’inizio della pandemia, siamo stati impegnati su più fronti. Inizialmente, abbiamo allestito il Centro Operativo Comunale di Napoli, la struttura d’emergenza che si attiva presso i comuni in questi casi, gestendolo e consegnando in prima persona gli aiuti per le famiglie bisognose segnalateci dal comune. Poi, siamo stati a lungo impegnati presso l’Aeroporto e la Stazione Centrale di Napoli, per lo smistamento dei passeggeri con obbligo di tampone e, infine, siamo stati impegnati presso il Centro Vaccinale del Museo Madre, in assistenza alla ASL, per la campagna vaccinale della scorsa primavera. In pratica, non ci siamo fermati un attimo».Il vostro è davvero un ‘’lavoro’’ straordinario. Ci sono modi per contribuire, seppur in piccola parte, alla vostra missione?«Il modo più veloce per aiutarci è attraverso donazioni, sia in denaro che eventuali attrezzature, o, più facilmente, tramite la devoluzione del 5×1000, per cui trovate tutte le informazioni sul nostro sito www.falchidelsud.org ».TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE
Molti sono gli esempi del loro straordinario lavoro, dalla collaborazione con il COM in occasione degli eventi sismici del ’97 in Umbria ricevendo un diploma di benemerenza con medaglia da parte del Ministro degli Interni On. Giorgio Napolitano fino ai più recenti interventi per la pandemia da Covid-19. Abbiamo intervistato il Presidente dell’Associazione Dott. Emanuele Cervelli per capirne un po’ di più.
Innanzitutto come definireste i ‘’Falchi del Sud’’ a chi non ne ha mai sentito parlare?
«Falchi del Sud è in primis un’associazione di volontariato. Gente comune, studenti, lavoratori, pensionati, che prestano la propria opera gratuitamente e sacrificando il proprio tempo libero per intervenire in caso di emergenze, preferendo rimboccarsi le maniche, anziché stare a guardare. Il tutto operando nell’ambito delle attività previste dal Sistema Nazionale di Protezione Civile per il volontariato, e con una struttura e delle regole per organizzare e rendere efficienti e professionali i nostri interventi, puntando soprattutto sulla formazione dei nostri volontari».
In cosa consiste concretamente la vostra associazione? Ci può fare qualche esempio di lavoro sul campo?
«La nostra Associazione è un Centro Operativo di Protezione Civile e, come dice il nome stesso, interviene in caso di calamità o catastrofi o anche in caso di grandi eventi. Il nostro centro aderisce alla Colonna Mobile della Regione Campania, ovvero l’insieme di uomini, mezzi ed attrezzature che la Regione dispiega in caso di necessità.
I nostri ambiti di intervento, chiamati “moduli d’emergenza”, per i quali può essere richiesto il nostro intervento e per cui siamo formati ed abbiamo in dotazione attrezzature di emergenza, sono: Antincendio Boschivo (AIB), che ci vede impegnati ogni anno nelle “Campagne Antincendio” promosse dalla Regione, e che ci ha visto impegnati, negli anni, anche su fronti molto estesi, come ad esempio nel Luglio 2017, con il vasto incendio che per giorni imperversò sul Vesuvio; Emergenza Idrogeologica, che ci vede impegnati in caso di allagamenti, smottamenti o esondazioni di fiumi, come avvenne a Benevento nel 2015; Segreteria d’Emergenza, ovvero la creazione di una segreteria da campo e la successiva gestione del campo stesso, come avvenuto a seguito del Sisma in Abruzzo del 6 aprile 2009, quando, in collaborazione con un’altra associazione, gestimmo la segreteria del campo di Poggio Picenze, a 13 km da L’Aquila, dal giorno dopo il sisma fino al novembre dello stesso anno. Naturalmente, oltre a quelle elencate, possiamo essere attivati come supporto anche ad altre attività, come in caso di grande affluenza di persone in occasione di grandi eventi».
Come ha detto all’inizio, chiunque può diventare uno di voi. Ma immagino ci sia una formazione da seguire.
«Certo, ma è molto semplice, basta fare un colloquio conoscitivo in sede con il Presidente o uno dei Consiglieri, che serve ad entrambi per conoscersi: da un lato, la persona interessata potrà rivolgere tutte le domande e chiarirsi eventuali dubbi, dall’altro, si cerca di capire che persona si ha di fronte ed in quale ambito potrà essere più utile.
Dopodiché, compilata la domanda di iscrizione, il nuovo socio verrà contattato a stretto giro per seguire dei corsi di formazione obbligatori presso la nostra sede, quali Protezione Civile, Antincendio, Sicurezza sui luoghi di lavoro (81/08), Psicologia dell’emergenza, Primo Soccorso, Campistica, Attrezzature d’emergenza, Radiocomunicazioni. Intanto il nuovo socio inizierà alcune attività operative, non certo emergenze, affiancando volontari più esperti per immergersi subito nella nostra realtà. In ultimo, organizziamo delle giornate di esercitazione in cui fare pratica con quanto appreso durante i corsi».
Dal 2020 siamo in emergenza Covid-19. Siete coinvolti anche in operazioni riguardanti la pandemia? E se sì, in che modo?
«Sin dall’inizio della pandemia, siamo stati impegnati su più fronti. Inizialmente, abbiamo allestito il Centro Operativo Comunale di Napoli, la struttura d’emergenza che si attiva presso i comuni in questi casi, gestendolo e consegnando in prima persona gli aiuti per le famiglie bisognose segnalateci dal comune. Poi, siamo stati a lungo impegnati presso l’Aeroporto e la Stazione Centrale di Napoli, per lo smistamento dei passeggeri con obbligo di tampone e, infine, siamo stati impegnati presso il Centro Vaccinale del Museo Madre, in assistenza alla ASL, per la campagna vaccinale della scorsa primavera. In pratica, non ci siamo fermati un attimo».
Il vostro è davvero un ‘’lavoro’’ straordinario. Ci sono modi per contribuire, seppur in piccola parte, alla vostra missione?
«Il modo più veloce per aiutarci è attraverso donazioni, sia in denaro che eventuali attrezzature, o, più facilmente, tramite la devoluzione del 5×1000, per cui trovate tutte le informazioni sul nostro sito www.falchidelsud.org ».
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°224 – DICEMBRE 2021

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.