I club Napoli esempi di solidarietà: Il Covid-19 non ha fermato i tifosi

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La stessa passione che ogni domenica serviva ad esprimere amore e sostegno per la squadra del cuore, è stato riversato in progetti benefici che hanno visto la partecipazione di tanti tifosi rimasti a casa, orfani del gioco.

Le loro iniziative vanno raccontate perché sconosciute. Distribuiti su tutto il territorio italiano e non solo, i Club Napoli nel Mondo si sono presi cura del prossimo, vicino e bisognoso di aiuto immediato.
Non si poteva aspettare, qualcosa andava fatto e subito! E loro sono scesi in campo.
L’istinto naturale del donare, la propensione alla condivisione ed al supporto del debole. Ecco cosa ha mosso, uno tra tanti, il Napoli Club Cercola Partenopea che con il suo
Sportello Solidale da mesi ha creato una rete di sostegno e solidarietà. Iniziata la quarantena, ha immediatamente organizzato una raccolta di generi di prima necessità per chi avesse bisogno. Latte, pasta ma anche pannolini per neonati, qualunque cosa potesse aiutare nell’immediato.

Un altro esempio di cultura partenopea che ha lasciato il segno, anche in un territorio che potrebbe essere considerato “diverso”, è quello dell’Ass. Culturale Club Napoli Novara Partenopea. Un paniere, un gesto semplice, un cartello che recita “chi può metta, chi non può prenda” è bastato a coinvolgere i vicini di casa di quel Club ritrovo di tifosi del Napoli. Così come il Napoli Club Santa Maria Capua Vetere, che ha raccolto e donato beni di prima necessità, insieme a tutti i prodotti da bar presenti presso la sede del club, alla Caritas ed agli Scout cittadini. Ma sono state davvero tante le raccolte fondi messe in atto a sostegno della cittadinanza bisognosa: Il Napoli Club Formia ha donato 350 mascherine al Comune. Il Napoli Club Castrovillari di Cosenza ha donato mascherine all’Ospedale ed ai militari della Caserma “Ettore Manes”, oltre ad aver effettuato una raccolta alimentare. Ed a seguire tanti altri club che, in un rispettoso riserbo, hanno offerto il loro sostegno in zone duramente colpite dall’epidemia. Come nel caso dei club lombardi Milano Azzurra e Bergamo Azzurra.
I Club Napoli si sono dimostrati subito una forza in campo necessaria e attiva: smessi i panni di tifosi di calcio hanno indossato quelli di tifosi della solidarietà!
E con lo stesso entusiasmo hanno aderito al progetto Help Naples, sollecitando le donazioni e facendosi aiutare dalla loro rete di contatti tra personaggi noti e sportivi per smuovere le coscienze. Il web è stato invaso dagli appelli video di queste persone che hanno sfruttato la loro popolarità per invogliare il pubblico a dare una mano. Un sodalizio nato per caso, lo scrittore Maurizio Castagna e Ciro Giorgio, presidente dell’Ass. Novara Partenopea, condividevano la preoccupazione per i tanti “invisibili” che sarebbero stati colpiti dal covid e dalla conseguente crisi. “Ci siamo rivolti alle persone che i servizi sociali non conoscono, che non ricevono sussidi ma che, nel contempo, si sarebbero potute trovare in difficoltà e soprattutto nel mirino della criminalità organizzata”.

“Un incoraggiamento ad agire, ma soprattutto ad arrivare prima di qualcun altro” ci racconta Rosario Avenia, Presidente del Napoli Club S. Maria C.V. “Bisogna arrivare a quelli che noi chiamiamo ‘i figli più deboli della città’ per evitare che il sostegno arrivi da soggetti poco raccomandabili. Nelle maglie di queste classi più disagiate si insidiano i sodalizi criminosi dei vari territori. Ci stiamo mettendo l’anima in questa iniziativa”.
Da qui l’idea! Il progetto, coordinato da Alessandro Fattore per la Fondazione Cristiano Tosi, avrebbe teso una mano proprio a quelle persone in pericolo. Tra le persone coinvolta anche il Procuratore Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti e l’Associazione Antonino Caponnetto.
Facimme ambressa, è stato il loro motto. E si sono davvero dati da fare in fretta, l’elenco dei Napoli Club sparsi nel mondo che anche con poco hanno voluto partecipare è davvero lungo. In questi giorni i Club sono chiusi e non sanno quando potranno riaprire ai soci, le spese le pagano ugualmente eppure tutti si sono mossi per aiutare.
Perché lo spirito del Club va oltre la partita di calcio vista insieme: è un supporto ai tifosi, al territorio e, in questo caso, ai deboli.

di Alessandra Criscuolo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°206
GIUGNO 2020

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