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Ho 20 anni, ma perché devo rimanere in Italia?

Redazione Informare 30/09/2022
Updated 2022/09/30 at 10:41 PM
4 Minuti per la lettura

Ho 20 anni. Scrivo per il giornale sul quale è presente quest’articolo. Spero di diventare un giornalista. Partendo da questo presupposto, e facendo finta che io sia una persona intelligente, perché dovrei rimanere in Italia?

E tu che hai 20 anni, scappi o resti?

“Avevamo tutti più o meno quell’età in cui non hai ancora deciso se mettere su famiglia o perderti per il mondo” dicevano in quel capolavoro di “Mediterraneo“. Effettivamente per me e per molti miei coetanei è così, non abbiamo ancora capito effettivamente cosa fare della nostra vita. Qui però il problema è diverso, non si tratta più di attitudine personale o curiosità, si tratta bensì di possibilità. Eh si, perché se la maggior parte dei ragazzi italiani ha dei dubbi riguardo la permanenza nel Bel Paese, è solo perché l’Italia li disgusta.

Perché vedete, il giovane italiano è intelligente: se si rende conto che il nostro è il paese con il maggior numero di beni culturali al mondo allora studia per la conservazione di questi ultimi, per la ricerca inerente a quest’ambito. Se è ancora più intelligente, si rende conto che la scienza e la medicina italiane sono stagnanti da qualche anno e quindi si concentra sullo studio e il miglioramento di questi ambiti. Ma sapete qual è la cosa divertente? Sarebbe comunque tutto inutile.

Che in Italia non ci sia lavoro è una frase talmente stantia e melensa che ormai ci quasi vera. In realtà il lavoro in questo paese è pure troppo, sono le possibilità e i contesti per svolgerlo che mancano. L’impresa è un cadavere in decomposizione, sempre lo stesso, dal quale giovani e vecchi devono continuare a spolpare la carcassa. In parole povere, servirebbe nuova carne. Servirebbero nuove opportunità di caccia.

Siamo tutti deviati

Se poi volessimo concentrarci sui recenti risvolti politici, dove i nuovi rappresentanti del paese ci definiscono deviati, dove non sono ammesse le ampie vedute, le mescolanze, la fruizione della cultura sana e libera. Allora lo scenario appare ancora più frustrante. E se sei giovane ti viene quasi la voglia di abbandonare tutto, di fare impennare l’età media del paese, di lasciare in Italia vecchi parrucconi che si crogiolano in questa situazione e vedere tutto bruciare dall’alto di un paese civile.

Non parliamo poi di quei poverini che vorrebbero fare gli artisti, gli scrittori, i registi. Si sa, l’arte non riempie la pancia, ergo non è utile. Probabilmente se smettessimo di riempire lo stomaco e cominciassimo a riempire un po’ di più l’anima saremmo lievemente più sensibili su molti temi.

Eppure, nonostante ciò, rimaniamo qui. Qualche malpensante direbbe che lo facciamo perché ci piace troppo la pasta e le coccole di “mammà”. La verità è che quelli che scappano sono intelligenti, quelli che restano sono solo degli illusi. Forse dei tenaci, gli ultimi stoici sopravvissuti di un paese che ha stuprato il loro futuro. Quelli che rimangono sono gli stolti che vogliono ricostruire. E tu che hai 20 anni sei intelligente o coraggioso?

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