“Hide and Seek”: una serie fotografica che cattura il rapporto con lo smartphone

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Durante lo scoppio della pandemia, in maniera ancora più preponderante rispetto ai tempi passati, sempre più persone finiscono con l’essere risucchiate dal vortice procurato dalla potenza dei social media e smartphone.

La tecnologia ha ormai invaso la nostra epoca e gli smartphone sembrano quasi essere diventati un terzo arto, rilevandosi, a seconda dell’uso che ne facciamo, un’arma a doppio taglio. In questo periodo, abbiamo potuto sperimentare con mano come in realtà social media come Facebook o Skype siano di per se dei mezzi vantaggiosi. Non potendoli raggiungere fisicamente, essi ci hanno permesso di comunicare con amici e parenti lontani da noi anche migliaia di chilometri, abbattendo così le distanze geografiche.

Ma il nostro rapporto con gli smartphone era lo stesso prima della pandemia? A mio avviso, la risposta è che prima mal utilizzavamo questa risorsa, tanto che finivamo con l’innalzare le barriere della comunicazione perfino con persone che si trovavano nella nostra stessa stanza. Se ci riflettiamo bene, quante volte, pur di condividere foto e stati d’animo, ci dimenticavamo di vivere il momento e preferivamo immergerci nel virtuale piuttosto che curare le persone che ci circondavano?

Informareonline-SmartphoneKamil Kotarba, artista polacco, ha saputo perfettamente immortalare tutto questo attraverso una serie fotografica intitolata “Hide and Seek”, cioè nascondino. Già il titolo esplicita in maniera repentina il nostro nascondersi attraverso uno schermo. L’intento dell’artista, infatti, è proprio quello di trasmettere nell’immediato, a chi guarda i suoi scatti, il nostro immergici nel virtuale piuttosto che curare ciò che amiamo fare, i nostri affetti e il nostro lavoro. Egli ritrae nei suoi lavori scene di vita quotidiana, come una passeggiata al parco, una lezione universitaria, una cena con il partner, nei quali luoghi la presenza umana è suggerita da delle braccia attaccate ai cellulari. Nei suoi scatti ci si trova di fronte a una realtà fredda, sempre più tecnologica ma sempre meno umana e la tristezza risiede nel fatto che si tratta proprio della nostra realtà che ci spinge ad avere un rapporto sempre più compulsivo con il nostro cellulare.

Ormai portare con se il telefono equivale a portarsi dietro un pezzetto di casa propria in quanto ci sentiamo più protetti e sicuri da un mondo che ci appare sempre più ostile. Tutte queste scelte recano delle conseguenze sulle quali non tutti riflettono abbastanza, siccome accade che siamo così presi dallo smartphone e da tutto quello che da esso deriva, da dimenticare che si tratta di tempo perso che non potrà più essere recuperato.

Di seguito è riportato il link diretto per osservare gli scatti appartenenti al progetto:

https://www.kamilkotarba.com/hide-and-seek

di Palmina Falco

 

 

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