Henry Kolt: nel suo romanzo l’Italia degli anni Settanta attraverso i ricordi

Vi è mai capitato di ritrovare una scatola dei ricordi? È quello che succede al protagonista del romanzo d’esordio di Henry Kolt, intitolato “Tutto come (im)previsto. La scatola delle Ex”.

Il protagonista, infatti, trova una scatola nella quale sono conservate le lettere delle sue ex fidanzate e amiche e rimettendole in ordine cronologico ne legge anche il contenuto, ripercorrendo così alcune tappe significative della sua vita a partire dagli anni della scuola. Quello a cui assistiamo è un lungo racconto fatto in prima persona, in cui ci imbattiamo in alcune donne, ognuna accompagnata da un preciso bagaglio di sentimenti ed eventi. Incontriamo Viola, Alice, Asia, Giorgia, che hanno rappresentano un momento particolare della vita del protagonista, ma ora sono il mezzo attraverso il quale analizza il percorso compiuto fino a quel momento e ciò che egli ora è. La particolarità di questo romanzo consiste nel fatto che la scrittura segue il flusso della memoria, che si attiva in seguito alla lettura ora di una lettera ora di un’altra. In tal senso la scrittura può sembrare leggermente disomogenea e slegata, ma è quasi impossibile mantenere coerenti i pensieri, i ricordi e i sentimenti, soprattutto quando questi sopraggiungono improvvisamente e senza preavviso.

Il romanzo è in parte autobiografico. La finzione narrativa che copre con il suo velo di mistero la narrazione non ci permette di distinguere la parte reale dall’invenzione, per questo motivo, prendiamo nomi e situazioni come non reali, ma tendiamo a sentire come veri i sentimenti e le conclusioni a cui giunge il protagonista. Questo potrebbe essere nella realtà l’esatto opposto, ma i sentimenti sono universali e le esperienze che li provocano possono coincidere con quelle del lettore e ciò ci dimostra che questo romanzo ci parla di vita e lo fa attraverso il cuore e l’amore, che più di tutti forgia l’animo umano. Questo romanzo, tuttavia, non è solo un racconto autobiografico e di una serie di esperienze sentimentali, perché sullo sfondo c’è un preciso periodo storico. Le lettere risalgono agli anni Settanta del Novecento, anni impregnati del movimento sessantottino, che ha cambiato letteralmente la gioventù, ma sono anche gli anni in cui si affermano le Brigate Rosse, anni difficili, di paura e di lotte ideologiche estremamente accese. La gioventù di allora non poteva rimanerne indifferente. Il romanzo di Kolt, quindi, ci fa riflettere anche su un contesto storico che ha segnato il nostro Paese, caratterizzato dagli anni di Piombo, dall’avvicendarsi di due Papi, dalla disoccupazione giovanile e dall’incertezza per un futuro sempre più nebuloso. Lo stile è vivace e scorrevole, accompagnando bene la narrazione del protagonista e aprendo la strada a riflessioni psicologiche, analisi del tessuto socio politico di una età ormai perduta, ma di cui la società contemporanea porta ancora i segni indelebili.

di Alessandro Lisi

Print Friendly, PDF & Email