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“Hanno rapito Orietta Berti”: la recensione dell’ultimo racconto di Maso Biggero

Angelo Morlando 02/03/2022
Updated 2022/03/02 at 4:04 PM
3 Minuti per la lettura

Tutto nasce dall’esposizione, a tutta vetrina, presso la Libreria Pacifico di via Alois (Caserta) del racconto/indagine di Maso Biggero. Sicuramente il colore giallo intenso, il titolo accattivante e la necessità di una lettura leggera in un periodo complesso come quello attuale, sono stati capaci di creare un vero e proprio “caso”, simpatico e coinvolgente. Non posso nascondervi che da assiduo frequentatore della Libreria Pacifico (luogo di ritrovo accogliente al centro di Caserta, grazie alla volontà della famiglia Pacifico e con l’indispensabile dedizione di Simona Fusco e Achille Callipo) l’esposizione e la vendita del libro è stata anche l’occasione per strappare qualche sorriso agli altri acquirenti: appena uno di loro si avvicina alla cassa col libro sotto il braccio, scatta il mio scherzo: “Avete saputo cosa è successo?”. Con la necessaria complicità dei “padroni di casa”, immediata la loro risposta girandosi verso di me: “No, cosa è successo?”. Finale scontato: “Hanno rapito Orietta Berti”. E via con le risate e, molto più interessante, inizia il racconto dell’acquirente che quasi sempre conosce e comincia a descrivere Maso Biggero, giovanotto del 1926, giornalista professionista e penna di grande talento, organizzatore di mostre d’arte internazionali, ideatore e organizzatore di Agricoltreno (mostra itinerante dell’agricoltura e artigianato da circa 30 anni) e con ancora tante iniziative in corso.

Siamo riusciti a strappargli una dichiarazione:

“In genere prima nasce uno scritto – romanzo, novella, articolo – poi si trova un titolo. Nel caso di questo mio racconto poliziesco è stato il contrario. La scorsa estate ero in Polonia, dove ogni anno vado a godere un po’ di frescura ai limiti di un bosco e sulla riva di un fiume quando, mentre fumavo il solito toscano sul terrazzo della casa dove abitavo, fui fulminato da una frase che mi passò per la mente: “Hanno rapito Orietta Berti”. I miei oltre settant’anni di giornalismo mi suggerirono che quella frase poteva essere un titolo. Lasciai il terrazzo e corsi al computer cominciando a scrivere qualcosa che ancora non sapevo bene cosa potesse essere. Così, frase dopo frase, situazione dopo situazione, arrivai alla conclusione di quello che sarebbe stato lo stravagante romanzo, ora nelle librerie.”

Il testo è leggero, intrigante, non povero di spunti culturali, veloce e avvincente. Trattandosi di un sequestro “ai tempi del covid” è immaginabile chi possano essere gli autori o gli ideatori. Il resto lo lasciamo volentieri e volutamente alla vostra curiosità, lasciandovi alla piacevole lettura delle 75 pagine del racconto.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°227 – MARZO 2022

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