Bonus benzina

Guerre e accise: fare benzina è diventato un lusso

Gianrenzo Orbassano 16/04/2024
Updated 2024/04/16 at 1:17 PM
3 Minuti per la lettura

Benzina alle stelle: il costo dei carburanti, nelle ultime settimane, è tornato nuovamente a salire, raggiungendo livelli non molto distanti da quelli del 2022 considerando anche l’inflazione. Se andiamo ad osservare i dati del Ministero dell’Ambiente degli ultimi 18 anni, si capisce come i prezzi di benzina e gasolio abbiano raggiunto il picco nel 2022, quando hanno superato i 2 euro al litro, e adesso siano comunque molto vicini, ovvero siamo arrivati a circa 1,9 euro per la benzina e 1,8 euro per il gasolio. Ma perché questi prezzi?

Benzina: quali sono le parti che compongono il prezzo?

Gli automobilisti che si recano alle pompe di benzina devono sapere innanzitutto quali sono le parti che compongono il prezzo della benzina. Iniziamo a specificare che la parte maggiore è data dalle accise (73 centesimi) di origine statale così come l’IVA (35 cent): insieme fanno oltre il 50% del prezzo della benzina. Vi ricordate le promesse di Matteo Salvini circa il taglio delle accise di origini statali? Nel 2018, Matteo Salvini annunciò l’intenzione di tener fede a questa promessa elettorale ma non se ne fece nulla. Ora che è diventato Ministro dei Trasporti, il leader della Lega ha fatto l’esatto contrario: dal 1° gennaio 2023 sono aumentate le accise sui carburanti, con l’abolizione definitiva degli sconti da 30 centesimi al litro introdotti dal governo Draghi che erano già stati tagliati del 40 per cento nel mese di dicembre. Il taglio delle accise in realtà era un sussidio molto costoso, pari a circa 1 miliardo di euro al mese.

Ritornando al discorso sulle parti che compongono il prezzo della benzina, a completare il quadro ci sono la materia prima (60 centesimi) e i costi legati a trasporto e distribuzione (24 centesimi). E qui entra in gioco la situazione drammatica in medio oriente e in Ucraina: queste guerre infatti stanno avendo delle ripercussioni anche sul portafoglio degli italiani.

L’impatto sulle nostre tasche

Per il Codacons l’impatto in termini di aumenti per gli italiani potrebbe arrivare a 390 milioni di euro al mese solo per i costi dei rifornimenti di carburante. Basta infatti un aumento di 10 centesimi di euro al litro per benzina e gasolio per dover pagare 5 euro in più ogni pieno.

Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha sottolineato la necessità di vigilare, perché la situazione in Medio Oriente «rischia di far esplodere altre problematiche, mi riferisco per esempio a quella dell’energia come accaduto per la guerra della Russia in Ucraina, per l’approvvigionamento di gas e petrolio». Il timore sarebbe addirittura quello di vedere la benzina arrivare a 3 euro al litro. Il ministro ha aggiunto: «Per l’Italia i problemi derivano dal fatto che «l’80% di approvvigionamento energetico viene dall’estero tra petrolio e gas».

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