Guerra russo ucraina

Guerra russo-ucraina: a Caserta si scende in piazza

Redazione Informare 25/02/2022
Updated 2022/02/25 at 12:31 PM
5 Minuti per la lettura

La guerra fra Russia e Ucraina è una realtà. Lo scenario che nessuno si sarebbe augurato si è aperto all’alba, con i primi fumi funerei che salivano verso il cielo mentre i tetti dei civili crollavano sotto i colpi dei missili. Una giornata surreale con le truppe russe che dal Donbass sono avanzate fino a raggiungere la capitale ucraina di Kiev.

Il mondo risponde alla guerra condannando ogni forma di violenza e le piazze più importanti d’Italia si sono riempite di folle di persone che gridano “No alla Guerra”. A Roma, Napoli, Firenze, Torino, Palermo e Bergamo i monumenti italiani si colorano con le tinte della bandiera ucraina.

A Caserta, invece, la CGIL ha lanciato a tutte le associazioni del territorio un invito ad unirsi insieme per manifestare contro ogni forma di guerra. “No”, anche alle macchinazioni della politica internazionale, pronta a macchiare con sangue civile le strade delle città per ridefinire i confini delle nazioni sulla base di interessi personali; “No” alla follia Russa e “No” all’espansionismo della NATO. Un “no” perentorio che da avverbio diventa elemento olofrastico inderogabile che va espresso contro chi la guerra sa comandarla ma non la vivrà sulla propria pelle.

La manifestazione per la Pace organizzata dalla CGIL di Caserta

Nello spazio antistante la Prefettura di Caserta in molti sono coloro che accolgono l’invito a manifestare; la posizione espressa è chiara: «La CGIL esprime profonda preoccupazione per la tensione crescente ai confini dell’Ucraina, condanna con forza ogni iniziativa che possa minare la pace e la stabilità in Europa e ribadisce la propria contrarietà a qualsiasi guerra e conflitto. La vita, la sicurezza e il benessere i milioni di persone sono concretamente messe a rischio da questa escalation. La CGIL chiede al governo italiano, agli Stati membri e alle istituzioni dell’UE di impegnarsi in un’iniziativa di neutralità attiva per ridurre la tensione e promuovere un accordo politico tra tutte le parti».

A parlare è anche Padre Igor Danylchuk, sacerdote della comunità ucraina di Caserta: «Pregiamo anche oggi per l’Ucraina. Anche Papa Francesco ha detto che tutto il mondo deve pregare per l’Ucraina. Voglio ringraziare tutte le associazioni che hanno organizzato questa manifestazione per la pace. Stiamo tutti attenti a quello che sta succedendo in Ucraina: i soldati russi invadono ma i soldati della Nato non combattono per la patria. Tutti stanno in cima all’Ucraina». Presente alla manifestazione anche un gruppo di cittadini originari dell’Ucraina. Questi, stretti insieme in una piccola comitiva, sventolano bandiere nazionali mentre nastri gialli e blu cingono i loro polsi come se la loro persona fosse inevitabilmente legata al tragico destino della terra d’origine.

Alessandra, da 18 in Italia: “Vorrei pace e tranquilità nella mia Ucraina”

Conosciamo Alessandra, una donna trasferitasi 18 anni fa in Italia per cercare lavoro. In Ucraina ha lasciato due figli, uno di 20 anni e l’altro di 18, entrambi educati dalla nonna. Alessandra ci dice di aver sentito i suoi figli stamattina, è molto preoccupata per la situazione. Ha chiesto loro di prendere un volo urgentemente per raggiungerla qui in Italia, ma è tutto bloccato. Alessandra ci guarda con occhi quasi supplicanti, è molto spaventata. Ripete continuamente che “è bruttissimo” e che desidera “pace e tranquillità” per i suoi cari lontani. Ci dice di dover mantenere la calma, cercare di essere lucidi e tranquilli e non farsi prendere dal panico. Probabilmente Alessandra ha colto delle agitazioni che aleggiano fra i suoi compagni.

La situazione è davvero delicata. Il dolore e la sofferenza palpabile e leggibile negli occhi degli ucraini presenti. Di lì a poco qualcuno sgomita per prendere la parola, vuole farsi sentire e vuole parlare ai presenti. Gli organizzatori leggono queste tensioni e negano l’intervento. Ribadiscono che la manifestazione è apartitica e condannano la guerra in sé, al di là di chi la combatte. Del gruppo di ucraini lì presente qualcuno si sente rifiutato, forse non capito o comunque attaccato. L’atmosfera si riscalda. Dal malinteso nasce il contrasto e dal contrasto il dissidio e una momentanea scissione. Il clima di tensione dovuto ai continui attacchi russi in Ucraina non ha aiutato. Si cerca una mediazione tra le parti attraverso un dialogo acceso tra le parti. L’obiettivo è e deve rimanere quello della diplomazia per la pace. Forse bisognerebbe ascoltare Alessandra: mantenere la calma e non farsi prendere dal panico almeno per sentire che non si è soli nel combattere la guerra.

di Nicola Iannotta e Gianrenzo Orbassano

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *