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Due settimane di guerra in Ucraina hanno letteralmente destabilizzato l’anima del nostro continente europeo. Geopoliticamente, l’invasione operata dal Presidente russo Vladimir Putin, ha segnato una svolta storica. Oltre alle constatazioni politiche, non bisogna dimenticare l’aspetto che più colpisce di una guerra: la sofferenza delle persone.

La guerra in Ucraina è entrata nella seconda settimana di combattimenti. Le forze di Mosca continuano ad avanzare nonostante la resistenza accanita dei militari e dei civili ucraini. Migliaia di donne e bambini cercano di fuggire dalle città assediate sfruttando la pur sempre fragilità dei corridoi umanitari  per l’evacuazione dei civili da Kyiv, Chernihiv, Sumy, Kharkiv, Odessa e Mariupol.

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Bombardamenti a Mariupol, donne e bambini sotto le macerie. Incontro in Turchia per negoziati

A due settimane dall’inizio dell’invasione russa, nel giorno di riapertura dei corridoi umanitari, a Kiev e in altre città dell’Ucraina tornano a suonare le sirene antiaeree. Attacco vergognoso e ignobile quello avvenuto a Mariupol, nel sud dell’Ucraina, in palese violazione del cessate il fuoco in vigore per l’apertura di un corridoio umanitario. Un crimine contro l’umanità che fa quantomeno riflettere per non dire altro. Ad essere colpito è stato un ospedale pediatrico. Molte le vittime sotto le macerie, soprattutto, dicono fonti ucraine, bambini e donne partorienti. Una strage che arriva alla vigilia di un importante summit in Turchia tra i ministri degli Esteri di Ucraina e Russia.

Sanzioni, promesse di cessate il fuoco, rischio centrali nucleari

L’Unione Europea, ha pesantemente sanzionato la Russia che rischia seriamente un collasso economico. Le prove testimoniate dall’effettivo isolamento della Russia con quasi tutto il resto del mondo. Effetto negativo che colpisce direttamente le tasche dei cittadini russi, ignari (?) di quello che sta succedendo. A sua volta, Putin ha stilato una black-list di paesi ostili al Cremlino. Guerra di sanzioni, guerra di minacce nucleare. Tutto questo, mentre le forze armate russe colpiscono punti nevralgici delle città ucraine, distruggendo non solo ponti o palazzi, ma anche ospedali. Notizie terribili arrivano da Mariupol, dove persone e bambini sono sotto le macerie a causa di un attacco ad un ospedale pediatrico. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskij si chiede – per quanto ancora il mondo sarà complice ignorando il terrore? Chiudete i cieli adesso! Fermate le uccisioni! – sapendo benissimo che una no fly zone sarebbe la cosiddetta goccia che potrebbe far traboccare il vaso di questa assurda guerra

Nessun segnale di cessate il fuoco dagli incontri tra le delegazioni ucraine e russe, concluse nei giorni scorsi con una distanza tra le due parti difficilmente colmabile. Eppure, sia Zelenskij che Putin sarebbero pronti ad arrivare a qualche compromesso. Sarà così? La situazione e le immagini di devastazione sicuramente confermano tutt’altro. Riprovazione e preoccupazione circolano sempre di più sulle scrivanie dei leader europei. Zaporizhzhia e Chernobyl sono constantemente attenzionate a seguiti di alcuni combattimenti a ridosso delle centrali nucleare, di cui si teme una letale fuga di radiazioni.

Accoglienza profughi ucraini in Italia, il punto della situazione

In Italia, la percezione della guerra si fa concreta con l’arrivo dei primi profughi provenienti dall’Ucraina. Tanta l’accoglienza del nostro Paese per la situazione emergenziale in atto, tanta la mobilitazione delle istituzioni e dei cittadini per fornire un aiuto. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha fornito i dati di ingresso dei cittadini ucraini in Italia: “All’8 marzo sono arrivati in 21.095 cittadini, oggi sono 23.872 principalmente dalla frontiera italo-slovena: oltre il 90 per cento sono donne e bambini. Ieri 10.500 donne, oggi 12mila, gli uomini erano 2mila ieri, oggi 2.200, i bambini 8.500 ieri e oggi 9.700. Il flusso è certamente destinato ad aumentare”. 

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