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“Guardare oltre”: Medici Senza Frontiere e Magnum in mostra al Palazzo Reale di Napoli fino al 25 aprile

Giovanna Bile 12/04/2022
Updated 2022/04/12 at 11:15 AM
4 Minuti per la lettura
RWANDA. Kabgayi. 1994. Hospital near a concentration camp.

È stata inaugurata al Palazzo Reale di Napoli la mostra Guardare oltre – MSF & Magnum: 50 anni sul campo, tra azione e testimonianza che ripercorre cinquant’anni di attività di Medici Senza Frontiere attraverso le testimonianze dirette dei fotografi dell’Agenzia Magnum e che sarà visitabile fino al 25 aprile 2022.

Le 19 fotografie di Ațțār Abbas, Enri Canaj, Raymond Depardon, Thomas Dworzak, Stuart Franklin, Hiroji Kubuta, Lorenzo Meloni, Paolo Pellegrin, Gilles Peress, Cristina Garcia Rodero, Moises Saman, Jerome Sessini, Chris Steele-Perkins, rappresentano un potente antidoto all’indifferenza dell’Occidente per le crisi umanitarie passate e per quelle ancora in corso.

Nelle parole del Direttore di Palazzo Reale, Mario Epifano, troviamo le ragioni per l’apertura dei beni del patrimonio culturale ad ospitare temi di attualità: «Siamo orgogliosi di ospitare questa esposizione nel Cortile d’Onore, proprio nel cuore del Palazzo Reale di Napoli, al centro della città. Il Palazzo per la sua importanza, il valore simbolico e la forza della sua presenza storica si presta a rappresentare un palcoscenico da cui trasmettere messaggi di impegno civile e sociale».

Cinquant’anni di crisi umanitarie

È Francesca Mapelli, direttrice della comunicazione di Medici Senza Frontiere, a illustrare il percorso espositivo: «Dal genocidio in Ruanda alle guerre in Afghanistan e Siria, dallo Tsunami in Indonesia fino alla recente pandemia di Covid-19, da più di cinquant’anni i nostri operatori umanitari si trovano a lavorare fianco a fianco con i fotografi della Magnum e anche se con strumenti diversi – un bisturi o una macchina fotografica – condividiamo una stessa missione fondamentale: testimoniare».

Si parte dagli scatti di Raymond Depardon – il primo a documentare l’azione di Medici Senza Frontiere in Ciad nel 1977 – che raccontano i conflitti in Libano del ’76 e in Afghanistan nel ‘79, quando le équipe di MSF attraverso il Pakistan trasportarono medicinali e attrezzature a cavallo, allestendo piccoli ospedali tra le montagne afgane.

Il primo piano di un uomo devastato dalle cicatrici è l’immagine di Gilles Peress che ricorda del genocidio in Ruanda del 1994 e dell’appello che Medici Senza Frontiere lanciò all’Assemblea Generale dell’ONU. Sottolinea Jean-Hervé Bradol, coordinatore di progetto per MSF in Ruanda: «Bisognava rompere completamente con la neutralità umanitaria e affermare quanto fosse necessario intervenire militarmente contro gli autori di quelle atrocità».

Si passa attraverso il massacro di Srebrenica del 1995, la battaglia contro l’HIV in Africa degli anni ’90, il terremoto di Haiti del 2010 per arrivare alla pandemia da Covid-19 che ha visto Medici Senza Frontiere affiancarsi al nostro Sistema Sanitario Nazionale nella gestione della Crisi.

LEBANON. 1978. Beirut. Civil War. Snipers.

Medici Senza Frontiere e Magnum

Nel 2021 Medici Senza Frontiere ha festeggiato i cinquant’anni di attività, una missione i cui caratteri identificativi sono da rintracciarsi nelle tre parole scelte come slogan: Indipendenti, Neutrali, Imparziali. Attualmente è presente in 88 paesi per portare cure mediche e aiuto incondizionato nelle emergenze attraverso il lavoro di oltre 65.000 operatori ed effettuando oltre 11 milioni di visite l’anno.

L’Agenzia Magnum nasce nel 1947, all’indomani della Seconda Guerra Mondiale, quando quattro fotografi pionieri crearono un’ormai leggendaria agenzia fotografica: erano Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, George Rodger e David Seymour. Il loro impegno era quello di valorizzare le storie e le testimonianze delle popolazioni. Attraverso i suoi uffici editoriali a Parigi, Londra e New York, oltre a una rete di agenti, Magnum fornisce le fotografie dei suoi membri e collaboratori fotografi alla stampa internazionale, gallerie e musei di tutto il mondo.

 

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