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Grumo Nevano: l’ex mendicicomio, una possibilità comunitaria

Tonia Scarano 20/03/2022
Updated 2022/03/20 at 6:32 PM
4 Minuti per la lettura

In Viale della Rimembranza, una delle strade principali del paese di Grumo Nevano (Na) , si trova l’edificio “Monte Parolisi-Cristiano”, oggi in fase di ristrutturazione per un’opera di riqualificazione territoriale in stand-by da mezzo secolo.

L’edificio e la sua storia

Costruito nel 1875 per volontà di Teresa Parolisi, una nobile grumese, nasce con l’intento di offrire un riferimento a chi non poteva permettersi cure mediche.

La struttura ha ospitato pazienti e organizzato donazioni per anni. Nel 1910, l’edificio è stato preso in “affido” da un nuovo benefattore, Michele Cristiano, che ha aperto le porte al “Monte Parolisi-Cristiano – Mendicicomio di San Giuseppe”.

Grumo Nevano, 1910 circa

Il decorso 

Dopo anni di assistenze mediche e psicologiche, poi ancora come centro di assistenza a poveri e malati e poi di istituzione didattica con le Suore degli Angeli, il mendicicomio fu chiuso e ne fu dichiarata l’inagibilità. L’ex-mendicicomio è stato poi abbandonato nella sua forma più trascurata, dando ai passanti la sua imponente e tetra immagine per 50 anni.

La riapertura

Non si può dire che l’edificio Monte Parolisi-Cristiano sia stato riaperto. Vi sono state costruite nuove finestre, nuove porte, impiantati nuovi di sistemi idraulici ed elettrici, ma la sua funzionalità rimane chiusa in quelli che sono secoli ormai lontani dall’attuale vita del paese, soprattutto date le intenzioni comunali di adibirlo a RSA.

Un appello comunitario: la petizione popolare

La cittadinanza ha deciso di scendere in piazza con una petizione. È la popolazione consapevole che i 17mila abitanti registrati oggi al comune di Grumo Nevano, sono i resti di un vero e proprio processo di emigrazione. I giovani non conoscono, nel loro paese d’origine, un luogo di cultura, un riferimento sociale attivo e riconosciuto. La vita è organizzata altrove, definitivamente o giorno per giorno.

Per tali ragioni si richiede – considerando la vocazione dello stesso edificio per un suo riuso ai fini di pubblica utilità, e considerando anche non necessaria o comunque “non primaria” la destinazione esclusiva di questo quale centro residenziale per gli anziani, così come voluto dall’amministrazione di Grumo Nevano, rispetto ad altre diverse e possibili destinazioni – che vengano sviluppati:

  1. Un centro diurno per anziani/e, così da non snaturare completamente la finalità per la quale l’edificio era stato inizialmente costruito;
  2. Uffici comunali ad indirizzo sociale e culturale, la cui mancanza risale all’impossibilità perpetrata nel tempo di rintracciare luoghi adatti;
  3. Uffici o parte di essi finalizzati alla realizzazione di servizi inerenti all’ambito 17, ovvero servizi educativi ed assistenziali per minori, famiglie, anziani/e e soggetti svantaggiati;
  4. Una sede per la biblioteca comunale, che ha necessità di un ridimensionamento rispetto alla sede attuale;
  5. Un ambulatorio Asl per anziani/e, che potrebbe trovare una sede adatta nel suddetto edificio. Possibilità inoltre di creare un hotspot di collegamento per infermieri/e di comunità, ruolo emergente di prevenzione sanitaria.
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