Great Resignation

Great Resignation, smart working e digitale: come cambia il lavoro

Redazione Informare 17/01/2023
Updated 2023/01/16 at 5:11 PM
4 Minuti per la lettura

In un mondo sempre più digitale, sono in aumento i giovanissimi e gli adulti che intraprendono delle strade alternative a quelle tradizionali in fatto di formazione e occupazione.

La nascita di nuove professioni più “al passo” con le tendenze del momento (legate nello specifico all’ambito del digitale e all’uso delle più recenti tecnologie) ha dato la possibilità di allargare gli orizzonti lavorativi, con diverse conseguenze che è il caso di analizzare.

A confermare tale profondo cambiamento è il calo di immatricolazioni universitarie, insieme alla diffusione del fenomeno della Great Resignation.

Laurea, un traguardo poco ambito nell’era digitale

Sempre meno ragazzi si iscrivono all’Università: il calo ha raggiunto il -2% nell’ultimo anno, arrivando fino al -5% per il biennio 2020-2022. Le facoltà in fase di spopolamento sono per lo più quelle scientifiche, sanitarie e letterarie, mentre le immatricolazioni risultano piuttosto stabili per quanto riguarda l’area socio-economico-giuridica.

In molti casi, comunque, la scelta di trovare un’alternativa alla formazione accademica non dipende da una scarsa attitudine agli studi. Si tratta infatti in molti casi di un semplice adattamento alle nuove modalità di apprendimento utili per svolgere mestieri legati all’uso degli strumenti e delle tecnologie digitali. La digitalizzazione ha infatti dato la possibilità di svolgere lavori altamente specializzati anche senza laurea (alcuni dei quali anche molto richiesti e ben pagati dalle aziende). Ne sono degli esempi il data analyst, il social media marketer, il web developer e l’e-commerce manager, per dirne alcuni.

Great Resignation, lavoro agile e freelancing

Anche il mondo del lavoro sta vivendo un’importante fase di cambiamento: persino nelle aziende più stabili e affermate c’è chi dà le dimissioni e rinuncia a una posizione sicura in nome di una maggiore flessibilità di orario, di mansioni più in linea con le proprie inclinazioni e di guadagni più soddisfacenti.

Il fenomeno, nato sotto impulso della Generazione Z, sta coinvolgendo via via anche le altre fasce d’età (Millennial in primis).

Per chi intende cambiare carriera e riposizionarsi sul mercato, il mondo digitale offre molte prospettive, con l’ausilio di una formazione sul campo d’interesse, anche online. Se invece si è già in possesso di comprovate competenze, è possibile proporsi comecollaboratori o consulenti freelance ad altre imprese, sempre tramite la dimensione online. Affiliandosi a piattaforme o aprendo un sito web, possono vendere i loro beni e servizi in smart working. Aspetto peculiare del freelancer è poter godere della massima autonomia nella gestione del lavoro e avere l’occasione di lavorare a progetti sempre diversi.

Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Swg di Trieste, il 61% delle persone intervistate che lo praticano, valutano lo smart working come un’esperienza positiva. Il lavoro a distanza ha portato non solo a una crescita della digitalizzazione, ma anche a una migliore gestione degli impegni extra-professionali.

Svolgere il proprio mestiere da casa permette di organizzare l’agenda giornaliera o settimanale in base alla routine delle incombenze domestiche, alle esigenze del partner e dei figli. Pertanto, promuove il giusto equilibrio tra vita privata e lavoro (work-life balance) e contribuisce al raggiungimento di una stabilità psico-emotiva.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *