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Gravi dubbi sulla nuova isola ecologica a Castel Volturno: mancano dati e firme

Antonio Casaccio 23/11/2023
Updated 2023/11/24 at 10:34 AM
5 Minuti per la lettura
Foto di Ciro Giso

Come abbiamo già scritto, il comune di Castel Volturno ha indetto una gara d’appalto per l’ampliamento dell’Isola ecologica già insistente a Via dei Diavoli. Un appalto di oltre 650mila euro che prevede tempi di realizzazione di 199 giorni per il nuovo centro di raccolta; un costo esoso ma in parte giustificato dalla costruzione di tanti spogliatoi.

L’isola ecologica che già esiste a Via dei Diavoli non è stata mai aperta, così il comune ha ben pensato di mettere su subito un altro progetto per ampliarla. L’isola ecologica sulla Domiziana, infatti, è stata finanziata e consegnata lo scorso anno, ma è ancora abbandonata a sé stessa.

In realtà nell’area individuata per l’ampliamento (circa 3000mq) dovrebbe sorgere il nuovo cantiere per il servizio rifiuti di Castel Volturno, anche se non vi è ancora nulla di ufficiale. Di certo i tanti spogliatoi previsti e la descrizione del progetto fanno presagire uno spostamento del cantiere, visto che già da tempo il comune cercava altri luoghi disponibili.

Ad ogni modo, considerato l’importo e l’importanza strategica della struttura, abbiamo approfondito le relazioni tecniche e siamo venuti a conoscenza di numerose note stonate.

Piano sicurezza non firmato

In tutti gli elaborati del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) mancano timbro e firma del tecnico, che fa sorgere dubbi sul professionista che ha materialmente redatto il piano. Il PSC è uno dei documenti più importanti, soprattutto per un’opera che avrà determinati impatti ambientali vista l’azione di conferimento dei rifiuti e il successivo smaltimento.

A non essere firmata è anche la Relazione specialistica mentre tutti gli altri doc sono firmati unicamente dal funzionario dell’ufficio; del professionista che si è occupato di redigere il progetto non c’è alcuna traccia.

Possono documenti così rilevanti non essere firmati e timbrati all’intenro di un appalto vicino al milione di euro?

Le falle della Relazione Generale

Sulla relazione generale si ritrovano alcune affermazione che destano sorpresa, come il punto 8 della relazione generale riguardo “Calcoli esecutivi strutture e impianti“. In questa voce si scrive: “Considerata la natura dei lavori in progetto, non sussiste la necessità di predisporre calcoli di strutture e impianti come previsto dalla normativa vigente“.

Ma come non si necessita di calcoli? La costruzione di un edificio del genere non prevede calcoli strutturali?

Quindi le pese per i camion fatte in cemento armato non vanno calcolate, così come l’intera struttura dell’edificio i cui calcoli andrebbero depositati anche al Genio civile e alla Commissione sismica comunale.

Quale bonifica?

Un altro elemento così vago da diventare dubbio è “l’intensa e massiccia attività di bonifica” che si prevede sul terreno individuato per la costruzione. Il tencico qui assume i connotati di un romanziere, visto l’uso impattante di termini ai quali però non viene dato alcun seguito.

La domanda che sorge spontanea è cosa specificamente riguardi questa massiccia opera di bonifica: vi sono rifiuti speciali nell’area? Da cosa la si bonifica effettivamente? Di questo non ci è dato sapere anche se parliamo di un’area di 3000 mq.

La relazione generale si presta ad altri interrogativi, soprattutto per l’impianto di disoleazione che viene accennato e graficato. È assente il dimensionamento delle griglie di raccolta dell’acqua piovana né dei serbatoi che dovrebbero disoleare. Quest’ultimi sono di particolare importanza visto che si tratta di impianti volti alla deuprazione dell’acqua piovana che va nei cassonetti e si mischia ad oli e idrocarburi che generalmente vi sono in un’isola ecologica (provenienti da marmitte di automezzi etc.).

Il progetto non prevede le specificazione dei sebatoi, così come non è specificato dove andrà poi scaricata l’acqua eventualmente depurata. Soprattutto non si evince se i fantomatici serbatoi raccoglieranno l’acqua della sola “nuova isola ecologica” (ampliamento) o anche di quella adiacente.

A ciò si aggiunge l’assenza di uno studio sulle piogge che si prevedono in quella specifica area.

Siamo maniacali? No, semplicemente consapevoli che per strutture del genere nulla è lasciato a vaghe definizioni, ma ogni cosa viene precisamente calcolata o prevista. Su altri aspetti il progetto è preciso, perciò non si spiega come siano potuti sfuggire dati così influenti, tra i quali addirittura l’assenza di firma e timbro su uno dei documenti principali.

All’Ufficio e a chi di competenza chiarire questi aspetti mentre il goloso appalto è già in gara.

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