Gratitudine. Un termine che ci è particolarmente familiare. Ma siamo davvero consapevoli del suo valore e del ruolo che assume nella nostra vita?

Davanti alla stessa situazione “scomoda” possiamo reagire in due modi opposti: lamentarci e inveire contro le circostanze, oppure, pensare ed agire in maniera propositiva, valorizzando gli aspetti positivi dell’accaduto. L’esempio molto attuale è rappresentato dal Covid-19. Da un lato si alimentano il rancore, la depressione, il malessere, dall’altro- si notano delle opportunità ed accresce il senso della gratitudine.

Senz’altro i disastri, le tragedie e le avversità sono eventi che oggettivamente tendono a farci perdere d’animo, ma ciò che fa la differenza è il modo in cui reagiamo. Ecco perché, la gratitudine è la chiave per poter rispondere alle difficoltà in modo costruttivo che aumenta il nostro senso del benessere.

Gratitudine e approccio terapeutico

informareonline_gratitudine_4La gratitudine, oltre ad essere una qualità importante, è tra i filoni più battuti della psicologia positiva, una corrente cresciuta negli ultimi decenni in risposta alla centralità dell’aspetto clinico promosso dalla psicologia tradizionale. Il focus di quest’ultima è il malessere dell’individuo, mentre la speranza, la creatività, il coraggio e altre qualità vengono messe in secondo piano oppure ignorate del tutto. Diversamente, la psicologia positiva mira a catalizzare un cambiamento di prospettiva: non solo riparare quello che non va, ma costruire anche qualità positive.

Uno degli ambiti più sviluppati della psicologia positiva è quello della gratitudine. Chiara Ruini, professoressa associata al Dipartimento di psicologia dell’Università di Bologna, spiega: “E’ uno degli elementi più studiati, ed è alla base di tanti interventi per migliorare il benessere personale ed interpersonale, con prove consolidate dei suoi benefici…”.

I filoni della gratitudine

La ricerca ha evidenziato tre principali filoni:

La Gratitudine e la riconoscenza. In questo caso, la gratitudine rappresenta un’emozione che si prova quando qualcuno fa qualcosa per noi, quando siamo riconoscenti per aver ricevuto qualcosa di buono dal prossimo, da un evento, dalla natura, dall’entità superiore in cui crediamo.informareonline_gratitudine_2

La Gratitudine e l’inclinazione a notare quel che c’è di buono nella nostra vita. Questo filone è un’attitudine generale, indipendente dalle circostanze. Tale inclinazione è concettualmente opposta alla depressione, vista come un orientamento a percepire il negativo in sé, nel mondo e nel futuro.

-La Gratitudine e dimensione sociale. Gli studi cercano di indagare il modo in cui la gratitudine si esprime nei differenti contesti interpersonali, aiutando a plasmare le relazioni tra le persone e i gruppi. Un filone approfondito soprattutto nei campi della psicologia sociale, della sociologia e dell’antropologia.

I benefici

Una disposizione d’animo simile non è solo piacevole e desiderabile, ci fa anche stare meglio. “La gratitudine è associata a molti tratti della personalità che favoriscono il benessere e le relazioni positive con gli altri. Le persone grate sono meno colleriche, ostili, depresse e vulnerabili sul piano emotivo. Conducono vite più soddisfacenti, significative e produttive, con maggior senso di autonomia e crescita personale. E hanno migliori doti sociali come altruismo, socievolezza, fiducia, propensione al perdono”, spiega Wood.

Tutto questo si traduce in un migliore equilibrio mentale. I benefici aiutano anche ad affrontare le difficoltà, dai piccoli contrattempi ai grandi traumi, favorendo la cosiddetta crescita post-traumatica. Il meccanismo principale riduce la depressione e ottimizza la gestione delle emozioni.

“Allenare” la  gratitudine

Come tutte le qualità, oltre alla naturale predisposizione, la gratitudine si può imparare e migliorare. Per questo ci sono delle tecniche e approcci ben precisi da adottare nella nostra vita.

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  • Mindfulness o la meditazione, una tecnica contemplativa che ci aiuta a osservare e apprezzare quello che abbiamo intorno, a gustare appieno uno stato di benessere, senza darlo per scontato;
  • Prendere nota, sforzarsi attivamente di notare gli aspetti positivi nella nostra vita valorizzandoli.
  • Counting blessing, contare le cose buone: in questo caso bisogna contare tutte le cose positive che ci sono accadute in un dato arco di tempo.
  • Infine, c’è l’espressione della gratitudine. Ad esempio, si può pensare di scrivere una lettera di gratitudine ad una persona esprimendo la nostra riconoscenza e le emozioni che abbiamo provato.

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Questo set di interventi si sono dimostrati molto utili per ridurre l’ansia e depressione, aumentare le emozioni positive, l’ottimismo e anche la funzionalità fisica negli adulti.

di Marta Krevsun

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