Governare ai tempi del Covid-19: intervista al Sottosegretario Castaldi

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In questa situazione di emergenza il Governo lavora incessantemente, la politica si trova davanti ad una grande responsabilità che vede in primo piano la salute di tutti i cittadini italiani. Ringraziamo il Sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi per le risposte e il tempo che ha dedicato al nostro magazine in una situazione così complessa.

Dopo la Cina, l’intero continente europeo è il nuovo epicentro della pandemia. Ci sono state reazioni diverse da parte degli Stati, anche di Francia e Germania. Cosa ha fatto il nostro Paese?

«L’Italia è stato il primo Paese europeo a imporre limitazioni durissime alla libertà di movimento delle persone ed anche alle attività economiche e ora altri Stati la stanno seguendo. Questa crisi spinge tutti a fare di più e a fare meglio e soprattutto ci impone a essere più innovativi per non paralizzare la nostra società. Il Coronavirus ci spinge a ripensare la nostra quotidianità, cambiano gesti, relazioni, il nostro modo di lavorare, di fare la spesa, di passare il tempo. Il decreto Cura Italia, approvato il 16 marzo 2020, è solo il primo provvedimento volto ad affrontare l’emergenza economica causata dal coronavirus. Per aprile il Governo è già al lavoro per un nuovo provvedimento, chiamato a rispondere all’emergenza economica derivante dalla grave crisi epidemiologica del coronavirus. Da domani predisporremo nuove misure per ricostruire un tessuto economico e sociale fortemente intaccato dall’emergenza, con un piano di ingenti investimenti da promuovere con una rapidità che il nostro Paese non ha mai conosciuto prima. Una manovra economica “poderosa” che vede in campo 25 miliardi di euro a beneficio del sistema economico italiano, delle imprese e delle famiglie, e che attiveranno flussi per complessivi 350 miliardi di euro. E grazie alle nuove tecnologie restiamo operativi, nel senso che restiamo connessi con il mondo, riassumendo potremmo dire che restiamo vivi. Pensiamo a come avremmo vissuto questa emergenza senza il web o senza la banda larga che ci permette di comunicare con una videochiamata con chi vive dall’altra parte d’Europa o del mondo. Come tutti noi, anche il Parlamento deve restare operativo e continuare a dare delle risposte ai cittadini. Per esempio il 26 Marzo per la prima volta il Parlamento europeo si riunirà e prenderà delle decisioni anche a distanza, e non solo in un consesso chiuso come siamo abituati a vederlo. In una fase di emergenza come quella che stiamo vivendo il Parlamento europeo non può e non deve fermarsi. La Commissione europea ha avanzato delle proposte in risposta all’emergenza Coronavirus e, per vederle trasformate in atti concreti, il Parlamento deve poter discutere, votare e decidere. Senza questo passaggio istituzionale nessuna proposta diventerebbe atto, nessun aiuto arriverebbe all’Italia e ai Paesi più colpiti da questa emergenza. Certo questi sistemi sono ancora in una fase ancora provvisoria, ma sono utili e funzionali. Il blocco dei trasporti, la sospensione dei voli e il rischio legato alla diffusione del virus rendono impossibile raggiungere Bruxelles. Questa crisi ci impone a essere più innovativi per non paralizzare la nostra società».

Alla fine, l’orgoglio italiano, le competenze dei nostri professionisti e il lavoro di tutti, seppure con delle limitazioni, stanno tenendo accesi i motori della nazione accettando una grande sfida. A Roma di quale configurazione operativa vi siete dotati per continuare i lavori?
«Stiamo attraversando uno dei periodi più difficili per il nostro Paese e questo richiede responsabilità collaborazione da parte di tutti a cominciare dalla osservanza delle regole quotidiane, come non uscire di casa se non è necessario. Non ho parole per ringraziare tutti medici, infermieri, le forze dell’ordine e a tutte le persone che sono in prima linea con un lavoro instancabile tutti i giorni per portarci fuori dall’emergenza ed è questa l’espressione migliore dell’energia dell’Italia. Anche in un momento di così difficile la Presidenza del Consiglio, i Rapporti con il parlamento, dove io stesso opero, sta continuando il proprio lavoro che per alcuni uffici si è svolto nelle scorse settimane anche nelle giornate di sabato e domenica e in ore tarde e, nello stesso tempo: sta costituendo un esempio per altre amministrazioni per l’utilizzo del lavoro agile, per il quale aveva già ricevuto importanti riconoscimenti prima dell’emergenza. Nei giorni scorsi sono state poste in essere sanificazioni ordinarie e straordinarie degli ambienti di lavoro, al fine di scongiurare ogni possibile pericolo e ridurre al massimo ogni possibilità di contagio. Sono stati adottati tutti i provvedimenti necessari per limitare la presenza di personale in sede ai soli casi strettamente necessari per garantire lo svolgimento delle attività indifferibili, che non possono essere svolte in modo agile. Più in generale, sin dall’inizio dell’emergenza, sono stati rispettati tutti i protocolli adottati dalle autorità competenti ed è stato posto in essere un flusso informativo nei confronti di tutto il personale, con tempestivi e costanti aggiornamenti, fornendo le idonee raccomandazioni e indicazioni operative. In questa fase così delicata e difficile, è importante che i Rapporti con il Parlamento, che è di diretto collegamento con il Parlamento e la Presidenza del Consiglio, assicuri l’operatività e la continuità dell’azione governativa e costituisca anche un modello di riferimento per tutte le altre amministrazioni. Insomma, stiamo agendo con senso di responsabilità e di equilibrio, nell’interesse dell’intero Paese».
Intervista effettuata in data 22/03/2020

di Antonio di Lauro e Nicola Dario

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°204
APRILE 2020

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