Gori Spa, Rega: “Che l’acqua torni ad essere un bene comune anche a Sarno”

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Risale ad alcuni giorni fa la notizia di una sentenza promulgata dalla Corte d’Appello a favore del Comune di Roccapiemonte, che ha dovuto difendersi dalla citazione in giudizio da parte della Gori Spa.

A determinare l’azione legale, il mancato pagamento da parte dell’Ente dell’erario proveniente dal pagamento delle fatture delle utenze alla società. Dopo la prima sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale di Salerno, nella quale il Comune è risultato non solo vincitore, ma anche beneficiario del rimborso delle spese legali sostenute, la Gori ha presentato la questione anche presso il grado successivo di giudizio, arrivando alla promulgazione di una sentenza da parte del Consiglio di Stato che, di fatto, confermava quanto già sancito in primo grado. Tale precedente ha fatto sì che anche nelle altre città dove sussiste la realtà della privatizzazione delle risorse idrografiche da parte della Gori, si muovesse qualcosa.

È ciò che è accaduto a Sarno, dov’è il consigliere di Sarno Civica, Antonello Manuel Rega, ha espresso la sua in merito, e ha annunciato imminenti azioni per difendere il beneficio pubblico e collettivo dell’acqua.

“Vista anche la sentenza del Consiglio di Stato – ha detto il consigliere – , che ha dato ragione al Comune di Roccapiemonte nel giudizio intentato dalla Gori per il mancato trasferimento del servizio idrico ad essa, chiederò al sindaco, all’assessore al ramo ed al responsabile del settore avvocatura, di avviare l’iter necessario per uscire dalla gestione privatistica dell’acqua e tornare invece ad una gestione pubblica, lasciando la Gori Spa”.

A determinare l’avvio di quest’azione, tuttavia, non è soltanto il precedente che l’Ente della vicina città ha fornito. “È il momento di rispettare la volontà popolare che vuole Sarno fuori dal carrozzone Gori – ha concluso il neoeletto nel direttivo provinciale di Fratelli d’Italia – e combatterò in prima persona, con i colleghi consiglieri, le associazioni ed i cittadini, affinché l’acqua a Sarno torni ad essere un bene comune”.

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