#Globalstrikeforfuture, protesta in favore dell’ambiente

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“Fridays for future” è il nome con cui viene chiamato lo sciopero tenutesi nella giornata di oggi, 27 settembre. Potreste anche scegliere di parlarne come di “#Globalstrikeforfuture”, la differenza è poca. È la sostanza a non cambiare.

Per la terza volta in meno di un anno – il primo sciopero mondiale si era svolto venerdì 15 marzo – gli studenti scendono in piazza per provare ad invertire la tendenza che ha causato un repentino cambio del clima. In Italia oltre 180 città hanno aderito alla manifestazione. A Caserta si è stimata la presenza di circa 5000 persone e, oltre agli studenti delle scuole superiori, hanno partecipato anche alcune classi delle scuole elementari. Non solo i ragazzi, però, hanno a cuore il futuro del pianeta. Nei cortei è possibile trovare adulti di tutte le età, anche se la loro presenza appare ancora troppo esigua, rispetto a quanto ci si aspetterebbe.

Il messaggio è chiaro: ridurre, fino ad eliminare, l’utilizzo di combustibili fossili e cercare un modello economico ecosostenibile che soppianti il capitalismo.

E sebbene i manifestanti hanno un’idea precisa di ciò che chiedono, il traguardo sembra ancora lontano. Sicuramente in questi anni l’impegno dei vari Stati, incanalato verso un maggiore utilizzo di fonti di energia rinnovabile, è cresciuto. Tuttavia non si fa ancora abbastanza.

Tocca, così, alla sedicenne svedese Greta Thunberg caricarsi dell’onore di suonare la sveglia. L’anno scorso il suo volto era diventato noto ai più, grazie ad una protesta da lei svolta contro il governo svedese, accusato di non rispettare le condizioni del “accordo di Parigi”. Pochi giorni fa, lunedì 23 settembre, sfruttando la notorietà e la rispettabilità acquisita, le è stato concesso di tenere un breve discorso al summit dell’ONU sul cambiamento climatico. How dare you, come osate, dice la giovane ragazze guardando in faccia i presidenti degli Stati che hanno aderito all’ONU. E continua: «Se comprendete la situazione, ma continuate a ad agire male, questo significherebbe che siete cattivi e io mi rifiuto di crederlo».

Con un tale discorso, che non le manda di certo a dire, Greta Thunberg si è ancora una volta schierata apertamente dalla parte dell’ambiente. E prendendo questa posizione, si è anche apertamente schierata dalla parte di chi vuole proteggere il nostro futuro, ma anche il futuro dei nostri figli, nipoti e via dicendo.

Agli scettici suggerisco la lettura dell’ultimo rapporto dell’Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change, in cui, tra le altre cose: «Si prevede che tutti i ghiacciai più piccoli situati in Europa, in Africa orientale, nelle regioni tropicali delle Ande e in Indonesia perderanno oltre l’80% della loro massa entro il 2100». Stiamo letteralmente scherzando col fuoco.

Come si comporta lo Stato Italiano?

Nella nuova legge di bilancio potrebbe essere inserito il decreto preparato dal Ministro Sergio Costa. Gli incentivi fiscali che sono dannosi per l’ambiente potrebbero essere tagliati del 10%, circa 2 miliardi di euro, a partire dalle accise agevolate sul gasolio. In più si potrebbe usufruire di alcuni sconti fiscali per l’acquisto di prodotti senza imballaggi. Resta però da verificarsi l’attuabilità di tale progetto, poiché l’idea del Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è quella di chiedere alla commissione europea di non considerare gli investimenti ambientali nel calcolo del deficit pubblico.

di Marco Cutillo

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