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È devastante l’emergenza che sta affrontando il mondo in questi mesi a causa del COVID-19Una mattina apri gli occhi e sei catapultato in un film di fantascienza, strade deserte, le bancarelle di quartiere non ci sono più e l’amico con cui avevi appuntamento al bar non potrai rivederlo, almeno per un po’. È assai complesso comprendere, per i ragazzi d’oggi, la gravità di tale situazione.  

Questi vengono improvvisamente derubati dell’attributo fondamentale del periodo adolescenziale: la libertà. Questo periodo direclusioneinfatti, ha inevitabilmente riportato alla luce una concezione totalmente diversa dello “stare insieme in famiglia”, prima vissuto come piacere e, ad oggi, come costrizione. Raramente si sente parlare di come i più piccoli possano prendere questo momento, proprio in una fase della vita che, per definizione, “deve vivere di esplorazione e di relazione”. A tal proposito, la tecnologia è stata di fondamentale aiuto, soprattutto per salvaguardare quel che è il loro “percorso scolastico e formativo, bisogna però ricordagli che quella che stanno vivendo non è la cosiddetta normalità. 

Come stanno vivendo i bambini?

Infatti, chi ha dei bambini in casa, potrà osservare la naturalezza con la quale ormai prendono parte alle lezioni online mattutine o con la quale guardano i video delle spiegazioni della maestra. Ma fin quando questa routine andrà loro bene? Spiegare infatti ai più piccoli che “bisogna stare a casa” è un compito assai arduo che un genitore del terzo millennio non avrebbe mai immaginato di compiere. Ma i bambini sono intelligenti, più di quanto pensiamo e spesso sono loro a rincuorare i più grandi e a portare felicità in questi tempi in cui spesso, ci si lascia prendere dalla malinconia.

La riscoperta della malinconia

La malinconia, un sentimento che i giovani d’oggi provano nei confronti di una quotidianità che hanno dovuto abbandonare. Per capire il giusto modo con il quale un genitore può aiutare suo figlio a superare al meglio questo periodo, bisognerebbe guardare la vita dagli occhi di un adolescente. È un’età in cui si va in continua ricerca della propria identità e in cui si fugge dal “porto sicuro” che è la famiglia. Di conseguenza questo periodo di quarantena forzata ha messo a dura prova la lucidità dei nostri ragazzi che, nei casi più estremi, hanno attuato un vero e proprio ritiro sociale.  

In Giappone si parlerebbe del fenomeno di “Hikikomori”, un termine giapponese che sta ad indicare un periodo in cui ci si isola dal mondo esterno. In realtà il problema fondamentale ruota intorno al tempo, in questo momento ne abbiamo tanto e ci offre la possibilità di confrontarci con noi stessi. Di fatto, uno dei protagonisti fondamentali presente nelle nostre giornate è il silenzio. Un assordante silenzio al quale prima non eravamo abituati, che permette all’intera collettività di distaccarsi dalla vita frenetica di tutti i giorni e captare la superficialità che attribuivamo ad alcuni gesti quotidiani che, ad oggi, si sono invece rivelati di fondamentale importanza.  

Tuttavia tale situazione ha insegnato a bambini, ragazzi e adulti a reimparare le regole dello “stare insieme”, ha permesso a chi non poteva di coltivare i propri hobby ma soprattutto di dedicarsi a degli affetti talvolta trascuratiChe la società possa cogliere il “buono” da questo periodo, poiché solo avendo imparato qualcosa potremmo dire di esserne uscita da vincitori e non da vinti. 

di Clara Gesmundo

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