Gli anziani e la solitudine

Ogin giorno giungono in Redazione nuovi spunti di riflessioni sulle diverse problematiche che affliggono i deboli e noi, che amiamo dare voce a chi non ne ha, cogliamo subito l’occasione e ci facciamo portavoce di una delle peggiori malattie delle persone anziane, la solitudine!

Segue l’accorato comunicato di Cristiani per servire, l’Associazione per la promozione sociale costituita nel maggio del 1994 che non ha richiesto nè gode di contributi economico-finanziari palesi od occulti.

Ferragosto è finito e siamo agli ultimi sgoccioli dell’estate 2016 ma la solitudine resta pur sempre la questione significativa, mentre la popolazione invecchia e mancano luoghi di socializzazione per le persone anziane e verso il bisogno di chi non è autosufficiente.

Purtroppo la solitudine, quando non è una scelta libera e volontaria, diviene una degenerazione naturale che porta alla depressione e talvolta anche alla non autosufficienza.

Quindi la solitudine è uno dei momenti più importanti da tenere in grande considerazione nel ciclo della vita.

In Italia vi sono circa 4 milioni di anziani che vivono da soli e questa mesta solitudine parte solitamente dalla fine  del lavoro quando comincia quella fase post-lavorativa in cui si perdono una serie di relazioni, di amicizie, di abitudini e talvolta si perde anche il coniuge.

Anche la Pastorale della Famiglia, che ne ha esaminato i componenti con le pluralità di doni e problematiche di ciascun componente, ha riconosciuto chiaramente che le persone anziane, pur nella grande aggregazione sociale di questi tempi,  soffre del tram male della “solitudine”.

E’ un concetto molto caro a Papa Francesco, il quale con coraggio e forza ha definito che nella “cultura dello scarto”, le “ persone anziane subiscono non l’indebolimento dell’organismo e la disabilità che può conseguire, ma l’abbandono, l’esclusione, la privazione di amore” ( 20 febbraio 2014 Messaggio alla Pontificia Accademia per la Vita).

Questo è stato, da tempo, il leitmotiv della n/s Associazione.

L’allungamento della vita è una conseguenza del miglioramento delle condizioni socio-sanitarie e dello sviluppo di tecniche diagnostiche e terapeutiche, quindi è comprensibile la crescente n/s richiesta di strutture residenziali ( ovvero Case di Riposo) dove dare risposte funzionali e qualificate alle necessità della popolazione anziana, anche aggiungendo le qualità delle RSA.

E’ una nuova sfida quella che proponiamo, anche nella trasformazione in Residenze Sanitarie Assistite, che apportino una sicura assistenza socio sanitaria, per affrontare le necessità con azioni atte a garantire alle persone anziane uno standard qualitativo di livello elevato e focalizzato alla promozione umana e spirituale.

Quindi necessità di “strutture” che rispondono alle urgenze del territorio, dotate di servizi al cittadino ed alle famiglie da parte delle Istituzioni, dimentiche che esiste una legittima Legislazione Sociale contemplata dalla n/s Costituzione, costituita da quel complesso di norme che tutelano tutti i cittadini, compreso un posto di residenza agli anziani, non dimenticando anche l’apporto dei “ Preti e delle Suore che operano nelle Case di Riposo” ( Papa Francesco 18 ottobre 2013 Vaticano Chiesa Santa Marta ).

Garantire alle persone anziane una vita serena e piena di relazione con gli altri attenta alle necessità ed esigenze della persona non solo nel corpo, ma anche nella mente, nelle emozioni e nello spirito.

E con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II° :” Andiamo avanti con speranza !”

Previte

http://digilander.libero.it/cristianiperservire

About Annamaria La Penna

Pedagogista, si occupa di educazione, formazione e ricerca universitaria prevalentemente nell’educazione degli adulti e del Life Long Learning. Assistente Sociale, mediatrice familiare e consulente tecnico esperto in servizio sociale forense, è impegnata nei servizi e nelle politiche sociali dal 2001. Ha collaborato con alcune testate, tra cui Viewpoint, magazine di promozione culturale umbro (dove nasce e si forma) fino a giungere nel 2016 nella grande famiglia di Informare, dove ricopre il ruolo di caporedattore e direttore organizzativo. Iscritta agli Ordini professionali degli Assistenti Sociali e dei Giornalisti Pubblicisti della Campania. Obiettivo personale e professionale: con passione e dedizione, continuare a migliorare in qualsiasi cosa faccia.