Gli angeli caduti e la nuova filosofia Victoria’s Secret

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Si è fatto attendere ma torna con più di qualche novità la lingerie marchiata Victoria’s Secret, protagonista fondamentale dell’intimo per molti.

Anche gli angeli cambiano rotta e per Victoria Secret la svolta è radicale. Si rimpastano le basi di uno dei marchi di lingerie più osannato e al contempo controverso per l’immagine perfetta e statuaria della fisicità femminile. Lo stop intrapreso nel 2019 è alla fase finale, si può ufficializzare il ritorno del brand con concetti nuovi. Non vedremo più gli stereotipi che fino al 2016 hanno concesso un fatturato annuo di oltre 12 miliardi di dollari per poi favorirne la crisi.

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Eccessiva magrezza, diete insostenibili e critiche sull’inclusività degli “Angeli” hanno causato aspri dibattiti a cui Victoria’s Secret reagisce, a distanza di tempo, con una ridefinizione maturata. Le ali vengono deposte e a sostituirle giungono sette donne di successo. Rappresenteranno Victoria’s Secret svolgendo un duplice ruolo, saranno infatti volto e consulenti per la nuova VS collective. Chi sono? La campionessa di calcio e attivista lgbtw Megan Rapinoe, Paloma Elsesser modella curvy, la fotografa e fondatrice di Girlgaze Amanda de Cadenet, la modella ex rifugiata Adut Akech, Valentina Sampaio attrice e modella transgender, Priyanka Chopra Jones attrice ed imprenditrice indiana e la diciassettenne sciatrice e freestyle cinese-americana Eileen Gu.

Si punta all’inclusività e ad attenzionare la generazione Z creando, in collaborazione con queste partners, collezioni di prodotti e attività che possano ispirare e supportare le donne. Per iniziare, è il primo anno in cui il marchio ha celebrato la festa della mamma ed ha pensato ad integrare alle linee d’intimo una collezione dedicata a capi premaman. Inoltre, Raul Martinez, direttore creativo, ha intelligentemente seguito i consigli della figlia diciassettenne per assicurarsi un’innovazione aperta a 360°.
Victoria’s Secret deve fronteggiare l’esigenza della clientela fedele e contemporaneamente far breccia nella gen Z sempre più improntata sull’accettazione di canoni di bellezza non stereotipati e all’inclusività. Ciò comporterà una rimodulazione dell’atteso fashion show che potrebbe tenersi nel 2022. Valorizzare senza escludere, comprendere che ogni corpo è bello anche oltre la taglia 40 e proporzioni fisiche. Il nuovo storytelling è quel che serviva ed era ora arrivasse!

di Chiara Del Prete

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