Carlo nordio ministro

Giustizia, altra riforma in vista? Le toghe preparano le barricate

Fabio Russo 07/12/2022
Updated 2022/12/07 at 10:18 AM
2 Minuti per la lettura

L’uso eccessivo e strumentale delle intercettazioni, la loro oculata selezione con la diffusione pilotata, l’azione penale diventata arbitraria e quasi capricciosa, l’adozione della custodia cautelare come strumento di pressione investigativa, lo snaturamento dell’informazione di garanzia diventata condanna mediatica anticipata e persino strumento di estromissione degli avversari politici

Temi fondamentali, ammesso che non si tratti di semplici spot

Sono queste le parole usate dal Ministro Carlo Nordio nell’illustrare le linee programmatiche del suo dicastero dinanzi alla commissione Giustizia del Senato.
Musica per le orecchie della compagine forense dei penalisti, senza dubbio, ammesso che non si tratti di semplici spot, sollecitati dai cartelli partitici che appoggiano questo Governo. Temi, a mio avviso, fondamentali, che se si traduccessero realmente in interventi normativi ad hoc in materia di misure cautelari ed intercettazioni, darebbero nuovo vigore ad un principio caposaldo del nostro sistema “la presunzione di innocenza“.


Certo, il pericolo di una “superfetazione normativa” , in un momento storico in cui non abbiamo ancora somatizzato la riforma Cartabia, è dietro l’angolo. Il rischio per la classe forense – ma anche per la magistratura – è di trovarsi incartati in riforme a raffica che renderebbero il processo un complicato groviglio da interpretare, appesantendolo piuttosto che semplificando, passando più tempo a studiarlo, piuttosto che a celebrarlo.

La replica puntuale dell’ANM

Tuttavia, gli obiettivi che si prefigge il Ministro della Giustizia sono – nelle intenzioni – apprezzabili.
Certamente non saranno dello stesso avviso i magistrati. Non si è fatta attendere la replica preoccupata dell’ANM infatti. Il baluardo della separazione delle carriere è un nervo scoperto, putroppo, che se minimamente sollecitato desta la reazione corporativa delle toghe. Fenomeno strano, ritengo, considerato che l’esistenza di uffici diversi/separati, inquirente e giudicante, sarebbe solo una maggiore garanzia di imparzialità del loro lavoro. E pazienza se i PM la mattina non potranno prendere il caffè con i loro amici Gip, semplicemente scendendo una rampa di scale. A noi avvocati questo “privilegio” non è stato mai concesso.

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