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Giugliano: inaugurato l’ennesimo impianto rifiuti, tra lo scetticismo di cittadini… e amministrazione

Donato Di Stasio 05/10/2022
Updated 2022/10/05 at 10:29 AM
7 Minuti per la lettura

Discariche, biodigestori, inceneritori, stabilimenti di trattamento e imballaggio per i rifiuti: parliamo di impianti che dovrebbero essere allocati in un posto isolato, o quanto meno distante alcune decine di chilometri dal centro abitato più vicino, sia per le quantità ingenti di rifiuti “trattati” da ognuno di essi, sia per una serie di processi di lavorazione che potrebbero risultare dannosi per l’uomo e per l’ambiente. Qualora poi uno stabilimento non funzionasse alla perfezione, il rischio sarebbe addirittura più elevato. Lo sanno e lo ricordano bene i cittadini di Giugliano e dei paesi limitrofi, che nell’estate 2021 sono stati costretti a barricarsi nelle loro case con le finestre chiuse, causa terribili odori nauseabondi provenienti dalla zona ASI, situata a metà strada tra il centro storico e la fascia costiera.

Giugliano e il nuovo stabilimento rifiuti a Ponte Riccio

A parte l’inceneritore di Acerra, tutti gli altri impianti citati all’inizio si trovano qui. Se ne contano più di 30, senza dimenticare Taverna del Re e le sue 200mila tonnellate di ecoballe lasciate lì per anni e anni, al punto che Google ha deciso di segnalarle agli automobilisti con un gran rettangolo di colore scuro sulla sua mappa. Proprio per queste ecoballe, e non solo, lunedì 12 settembre è stato inaugurato un nuovo stabilimento a Ponte Riccio (sempre nella zona industriale di Giugliano, al posto della vecchia centrale Enel) che dovrebbe riuscire, nel giro di due anni, nel lavoro di spacchettamento delle stesse.

“Ancora un altro impianto, ancora rifiuti” hanno pensato comitati e cittadini, che sin dallo scorso inverno avevano cercato di opporre resistenza alla costruzione e alla funzionalità dello stabilimento, resistenza appoggiata dall’attuale amministrazione guidata da Nicola Pirozzi e da molti sindaci dell’area nord di Napoli.

Ma i ricorsi presentati per dire no al nuovo impianto, approvato e consentito dalla Regione Campania, furono poi respinti dal TAR e dal Consiglio di Stato. A preoccupare l’intera popolazione dell’hinterland giuglianese non è l’impianto in sé e per sé (esso infatti servirebbe a mettere una pietra definitiva sopra la vergogna di Taverna del Re), bensì una serie di elementi e fattori inquinanti.

L’intervista ad Arianna Organo del Comitato Kosmos

Ce ne ha raccontati alcuni Arianna Organo del Comitato Kosmos che, raggiunta dai microfoni di Informare, ha esordito dicendo che «la privatizzazione delle strutture che si occupano del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti non permette un controllo e delle verifiche adeguate. Spesso avvengono delle modifiche sulle funzioni e sulla natura degli impianti». Il riferimento è per lo stabilimento STIR, colpevole principale dei miasmi dell’anno scorso, il quale, secondo l’attivista, «non funzionava bene perché doveva trattare solo un determinato tipo di rifiuto, ma si stava adattando per cercare di trattare anche l’indifferenziato. La cosa non è andata bene e noi siamo stati infettati dalla puzza».

Organo ribadisce la sua contrarietà e quella del comitato al nuovo impianto per le ecoballe, perché «la gestione dei rifiuti sui nostri territori non funziona, non la vogliono fare per bene», e lancia un attacco ai proprietari degli impianti, che secondo lei dovrebbero «investire in qualche rinnovamento dei meccanismi dei sistemi di trattamento, invece continuano ad inquinare il territorio e magari a prendere incentivi statali, facendoci respirare un’aria malsana. Gli impianti qui a Giugliano non solo sono obsoleti, ma non funzionano neanche bene».

Per quanto riguarda l’impatto ambientale, da tenere particolarmente in considerazione è il tragitto che i veicoli che trasportano rifiuti dovranno percorrere da Taverna del Re al nuovo impianto per lo spacchettamento, circa 12 km di distanza tra la destinazione di partenza e quella di arrivo che potrebbero pesare sulla nocività causata. Non mancano frecciate al governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, reo secondo Organo di «aver smantellato la vecchia centrale Enel senza nemmeno aver garantito ai gestori un’opera di bonifica e di ripristino del luogo, cosa che si dovrebbe fare secondo la legge». Il nuovo impianto per lo spacchettamento delle ecoballe dovrebbe entrare in funzione durante il mese di ottobre e l’intero lavoro dovrebbe compiersi nell’arco di due anni, quindi entro la fine del 2024.

Le parole di Anna Savarese, Assessore alla Transizione Ecologica di Giugliano

Per avere più delucidazioni sul funzionamento dello stabilimento, abbiamo raggiunto telefonicamente Anna Savarese, vicesindaco e Assessore alla Transizione Ecologica di Giugliano che da mesi sta seguendo da vicino gli sviluppi della vicenda. «Il nuovo impianto, oltre allo spacchettamento delle ecoballe, provvederà anche al conferimento delle materie selezionate presso le specifiche piattaforme di trattamento. Inoltre, esso è meccanico e non prevede combustione.

Per ogni veicolo che arriverà da Taverna del Re, sarà aperta una ecoballa per verificare che il materiale presente all’interno sia quello previsto dal progetto, cioè il 60% di materia Css (materia che può essere combusta), il 30-35% tra plastica, alluminio e vetro e la restante parte minima di materiale che sarà destinato alla termovalorizzazione. Se si dovesse trovare altro tipo di materiale, come umido o rifiuti pericolosi ci sarà uno stop» dice Savarese.

La necessità di una bonifica ai rifiuti

L’Assessore, oltre a rimarcare la distanza dell’attuale amministrazione dalla costruzione del nuovo impianto, ci ha svelato le due perplessità che ancora permangono: il carico pressorio degli stabilimenti a Giugliano e la necessità di bonificare queste aree dedicate ai rifiuti. Alla domanda su quali opere di controllo ci saranno, Savarese ha spiegato che «il piano di monitoraggio prevede controlli a cura dell’Arpac su tutte le matrici ambientali, ovvero acqua e aria, ma anche sul rumore che può produrre l’impianto, con dei dati. L’unica criticità è che il rapporto consegnato al comune sarà annuale, ma chiederemo che questi studi siano più ravvicinati, magari bimestrali o trimestrali, in modo da rassicurare i cittadini e noi stessi sull’andamento del lavoro».

Altra priorità dell’amministrazione nei prossimi mesi sarà la bonifica e la messa in sicurezza di alcuni stabilimenti. Mentre quello dei prossimi anni sarà dire basta, una volta per tutte, a nuovi impianti a Giugliano.

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