Giugliano, impianto rifiuti nella ex Turbogas: cronistoria dell’ennesimo scempio sul territorio

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Tutte le falle di una scelta che appare agli occhi dei più totalmente scellerata

By Antonio Galluccio

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GIUGLIANO – È di questi giorni la notizia – raccolta in esclusiva dalla nostra redazione – dell’avvio dei lavori per il nuovo impianto di spacchettamento delle ecoballe di Taverna del Re che sorgerà nella ex centrale Turbogas di Ponte Riccio. Un vero e proprio scempio ambientale in una zona già vessata dalle scelte scellerate della politica regionale in materia ambientale.

La cronistoria

Già nel 2015, in occasione della campagna elettorale, il candidato alla presidenza della Regione Campania Vincenzo De Luca e l’allora premier Matteo Renzi, visitarono la città della monnezza costruita a Giugliano, Taverna del Re, per annunciarne la liberazione dalle balle in 4 anni, balle giunte lì da ogni parte per decenni occupando 130 ettari di suolo, sottratto alle comunità di Giugliano e Villa Literno.

Nel 2016 la Regione Campania vara il nuovo Piano Regionale Rifiuti, interrogandosi sulla necessità di liberare Taverna del Re dalle milioni di ecoballe che ospita. Il Governatore De Luca annuncia la sua contrarietà alla costruzione di inceneritori ma al tempo stesso, prevede la realizzazione di nuovi impianti di trattamento dei rifiuti. In un primo momento la strategia prevedeva di portare le balle fuori Regione o all’estero. Quando queste balle hanno cominciato a circolare, i Paesi che le hanno ricevute hanno, però, bloccato il rapporto con la Regione a causa della qualità del rifiuto consegnato.

Quelle balle insistono su Taverna del Re da decenni, rifiuti ammassati per kmq che nel tempo si sono decomposti non essendo mai stati caratterizzati, rilasciando tossicità nei terreni di quella che fu la ‘Campania Felix’ e generando un danno irreversibile al territorio che continua ad essere vessato da fallimentari soluzioni che aggiungono impianti e impatto ambientale ma non hanno mai risolto il problema, tanto meno ristorato le comunità che abitano in quei luoghi.

L’idea dell’impianto di spacchettamento

Nasce così l’idea, e avviato l’iter, per il più grande impianto europeo di spacchettamento delle balle, previsto in località Ponte Riccio, sempre a Giugliano, una zona di confine tra diversi comuni, i più vicini Qualiano e Villaricca. L’impianto dovrà trattare meccanicamente le balle di Taverna del Re, o meglio ne dovrà trattare solo 400.000 tonnellate a fronte delle 5 milioni complessive che si estendono anche sul territorio di Villa Literno.

Nel 2017, a fronte di una conferenza dei servizi disertata dall’allora sindaco della città di Giugliano, Antonio Poziello, si autorizza l’impianto. Nel 2018 la Regione acquista il terreno adiacente la ex centrale Turbogas Enel di Ponte Riccio. Cittadini, associazioni e politici locali insorgono contro l’ennesimo scempio a danno del territorio.

La localizzazione a Ponte Riccio

Nonostante si adducano motivazioni di conforto rispetto al basso impatto ambientale dell’impianto destinato a produrre CSS (combustibile solido secondario) da trasferire poi a cementifici e inceneritori, non si ravvede il motivo per il quale collocare l’impianto a km di distanza dalla loro attuale sede pur insistendo nello stesso comune, impattando notevolmente attraverso il trasporto su gomma. Trasporto che avverrebbe su una unica strada di collegamento, strada trafficata che passa accanto ad uno dei centri commerciali più grandi del Sud Italia oltre che in zone ad alta densità abitativa nonché sede di colture locali in cui vengono coltivati prodotti IGP.

Tra l’altro la cosiddetta “area vasta”, sempre a Giugliano, zona che comprende Taverna del Re e immediatamente adiacente il sito individuato dalla Regione nella ex Centrale Turbogas, è stata dichiarata SIN (Sito di Interesse Nazionale). In virtù anche di questa considerazione, su quella porzione di territorio non è possibile e non è consigliabile farlo in prossimità, costruire ulteriori impianti di trattamento rifiuti. In un comune che ne ha visti autorizzare ulteriori 14 solo negli ultimi 5 anni, che ospita già la bomba ecologica della Resit unitamente a discariche legali e illegali e che vive quotidianamente il dramma della terra dei fuochi.

Il ricorso del comune di Qualiano

Nel 2018, il comune di Qualiano – guidato dal sindaco Raffaele De Leonardis – avvia l’iter e intenta un ricorso amministrativo contro la scelta della Regione Campania a guida De Luca, nonostante non abbia la competenza in qualità di ente locale direttamente ospitante il futuro impianto, è il comune che in linea d’aria ne subirebbe il maggiore danno e pertanto il sindaco, in qualità di tutore della salute pubblica, che per definizione non ha confini territoriali, è stato il primo a battersi per far valere le ragioni di un’area nella sua complessità già martoriata. Ricorso che è ancora in attesa di giudizio nel merito.

Gli ostacoli aggirati per la costruzione

Lo scorso febbraio, con ulteriori argomentazioni, la Procura di Napoli Nord pubblica un report in cui si sancisce il legame tra rifiuti e incidenza nonché la correlazione con le neoplasie. Inoltre, già la Commissione Parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, ci ha consegnato un quadro sconcertante della realtà giuglianese e della località Ponte Riccio in particolare in tema ambientale.

Inoltre, il DL 61/2007 “Interventi straordinari per superare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e per garantire l’esercizio dei propri poteri agli enti ordinariamente competenti”, all’art. 3 cita “Divieto di localizzazione di nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti in alcuni comuni della provincia di Napoli” : Dalla data di entrata in vigore del presente decreto ed in assenza di interventi di riqualificazione o di opere di bonifica del territorio dell’area «Flegrea» – ricompresa nei comuni di Giugliano in Campania, Villaricca, Qualiano e Quarto in provincia di Napoli, per il territorio contermine a quello della discarica «Masseria Riconta» – non possono essere ulteriormente localizzati nuovi siti di smaltimento finale di rifiuti.


Da impianto per le ecoballe a inceneritore

Il dubbio dei cittadini e dei comitati è che l’estensione dell’area acquistata dalla Regione e la parziale lavorazione che l’impianto svolgerà rispetto al fenomeno complessivo di “Taverna del Re”, unitamente alla velata possibilità di espansione e trasformazione che si intuisce dal Piano Regionale dei rifiuti, possano lasciare il passo alla possibilità della costruzione di un termovalorizzatore o inceneritore in una zona che oggettivamente non lo potrebbe sopportare in termini ambientali.

Perchè non farlo a Taverna del Re?

Fermo restando che è volontà di tutti risolvere il problema dei rifiuti e completare il ciclo, passando anche per gli impianti, sarebbe opportuno se questi rispondessero ad una visione regionale ampia e logica. Visto che ancora una volta si è scelto di penalizzare la città di Giugliano, perchè non realizzare il detto impianto presso il sito di Taverna del Re per evitare quanto meno il trasporto su gomma e l’enorme impatto ambientale che questo genererebbe? Inoltre, non sono mai state eseguite bonifiche dei territori fino ad oggi vessati dall’emergenza e dallo stoccaggio selvaggio dei rifiuti ed in vista del nascente impianto non si ravvede la utilità, soprattutto tenendo conto che l’investimento milionario non risolverà il problema e lascia molti dubbi sulla destinazione successiva dell’impianto stesso. I cittadini si sentono abbandonati ad un destino che li colloca ai margini della civiltà, soprattutto nella zona di Ponte Riccio che vive tra una zona ASI a vocazione esclusivamente rifiuti, prostituzione, roghi tossici e campi rom.

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