Girasoledisegna: come fondere insieme musica e disegno

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Per i suoi 17.000 follower di Instagram si chiama “Girasoledisegna”, per noi invece è Martina De Luisi: vent’anni, studia al conservatorio di Benevento e oltre alla sua passione per la musica, coltiva quella per il disegno, soprattutto digitale. 

Alcune delle sue illustrazioni sono state esposte alla mostra dal titolo “Power Flower” di Ariano Irpino, e la maggior parte di loro sono ispirate dai testi delle canzoni che ascolta. È molto interessante il processo, totalmente spontaneo, che Martina segue per creare le sue illustrazioni: partendo da un primo ascolto della canzone, ne suona qualche nota al piano, o anche con altri strumenti come ad esempio chitarra, ukulele e basso. Poi estrapola dal testo quei passaggi che più la emozionano. Immagina colori, contesti, soggetti, effettuando di fatto un vero e proprio studio con lo scopo di creare una sorta di “polaroid emozionale”: l’emozione di una canzone catturata in un’immagine. Martina disegna spesso testi di musicisti come Calcutta, Francesco Motta o Frah Quintale per citarne alcuni, provenienti dal panorama indie italiano (un genere musicale caratterizzato da artisti che scelgono di produrre la loro musica in maniera indipendente e senza seguire i canoni imposti dagli stili musicali del momento ndr.), passando poi per le canzoni di Caparezza, Battisti, Jim Morrison ed Amy Whinehouse; una conoscenza della musica a 360 gradi le permette di avere sempre nuove ispirazioni.  

Soffermandoci sulla musica Indie italiana, Martina ci dice: «È vero, negli ultimi tempi la musica indie è sempre più in voga qui in Italia; alcuni dei fruitori di questo genere musicale si lamentano del fatto che prima, essendo un genere di nicchia veniva ascoltato da pochi, mentre ora tutti lo ascoltano. C’è paradossalmente una sorta di gelosia nei confronti della musica che si ascolta, quando in realtà questa nasce proprio per essere condivisa. Personalmente credo sia stupido lamentarsi di quante persone ascoltano questo genere musicale o addirittura etichettare una persona che ascolta l’indie come “l’alternativo di turno”: ognuno ascolta ciò che vuole, la musica non dovrebbe avere etichette». 

Martina inoltre ci racconta della sua passione per l’arte, che porta con sé sin da bambina, ispirandosi oggi ad artisti come Van Gogh, Dalì, Klimt, e queste sue preferenze risaltano nelle sue illustrazioni, nei colori e nei tratti del suo stile artistico.

Siamo certi che il numero dei suoi follower è destinato ad aumentare, perché ad attrarre l’attenzione non è solo la musica illustrata (ascoltata soprattutto dai più giovani), ma soprattutto quell’ insieme di emozioni disordinate, racchiuse nei colori di quello che lei stessa definisce “un profilo incasinato”. 

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di Daniela Russo

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