Buongiorno alla Redazione

Un’indispensabile premessa

Non credo che la dimensione che ci ospita sia frutto del caso. Credo in un’Attività Ideale che crea e non é creata. Allora sto poco con i piedi per terra e punto, invece, a raggiungere la dimensione priva di spazio e tempo, operando il Bene – ciò che costruisce – ed evitando il Male – ciò che distrugge, ovvero la negazione del Bene.

Allora, prima per educazione, poi per convinzione, dotato anche se solo di un minimo libero arbitrio, ho scelto di “amare il prossimo come me stesso”, una fatica che rende coscienza, conoscenza, consapevolezza, tolleranza, serenità…

Da educatore negli Istituti Penali per Minorenni, pur dedicandomi anima e corpo nel tentativo di condurre il minore nella giusta direzione, ho potuto produrre risultati poco convincenti, considerate le strutture chiuse e dominate da regole scarsamente flessibili. Il fuori degli Istituti poi … ahinoi! … dove il minore ritorna… !

Nel 2000, in un villaggio situato nel centro del Togo (Africa centro-occidentale), ho provato a dare a una trentina di bambini senza futuro una scuola e una condizione di vita appena dignitosa. Poi ho capito cos’é il Volontariato e, costretto dalla indifferente e/o famelica politica globale, ho dovuto abbandonare il progetto dopo circa cinque  anni di duro e gratuito lavoro: 11 viaggi alla volta di Kaniamboua, ogni volta una permanenza di circa un mese; 4 stracarichi continer di 40 metri trasferiti sul posto; una casa famiglia costruita a piani ma non ultimata… Delle difficoltà incontrate nel rendere possibile il corretto svolgimento del progetto “30 bambini da scolarizzare” ho informato amici, parenti, associazioni… ed anche 18 Autorità nazionali e internazionali (raggiunte a mezzo lettera raccomandata) con la speranza di essere opportunamente sostenuto a portare convenientemente a termine il gratuito impegno assunto. Neanche riconoscenza e/o ringraziamenti per l’opera anche se non riuscita per colpa di impedimenti non dipendenti dalla mia volontà! Zero! Indifferenza assoluta! Anzi, in caso di qualche sporadico riscontro ho ricevuto il netto opposto! Non che abbia bisogno di conferme o quant’ altro! Ma di tanto in tanto qualche pillola di gratitudine, sono sicuro, rinforzerebbe anima, cuore e nervi!

Collocato a riposo, il 2 di aprile 2011 mi sono trasferito qui in Ghana. Da allora abito in Prampram, un villaggio della periferia di Tema, città portuale ad una quarantina di chilometri da Accra, la capitale del Ghana. Cosa ho trovato? Una marea di bambini festosi nonostante la fame, occhi luminosi e sorrisi smaglianti; la famiglia, ovvero il progetto Famiglia, inesistente; in ogni dove tuguri – privi di servizi igienici – e immondizia dappertutto, perfino accanto a ville lussuose e Resort a 5 stelle! Cosa ancora ho trovato?: un sistema politico che favorisce la corruzione e, quindi, l’estorsione, la frode…; numerosissime e frequentatissime Chiese, non importa attive per quale professine religiosa, dirette da … pastori, profeti…,  unici gratuiti punti d’incontro, dove poter anche ballare e cantare… Ma i fedeli, una volta fuori dalla Casa di… Dio, all’occorrenza ricorrono a riti poco… ortodossi; hanno insufficiente rispetto per i Comandamenti che molto spesso ignorano… Insomma non so se esista una autentica coscienza religiosa, nonostante tutti in Chiesa! … Che peccato! Un bel Paese ricco di risorse ma povero di generale cultura, povero di saggezza! Cosa fa una noce nel sacco? Non fa rumore! Ebbene a me, un idelista in un contesto amorfo,  non interessa far rumore. A me interessa fare la mia parte.

Chi é Michael Martey?

Un nativo di Prampram che ha visto la luce il 10 gennaio del 1981. Sua madre aveva già un figlio  quando si unì a suo padre. Dall’unione dei suoi genitori sono successivamente nati altri 5 fratelli e sorelle, due dei quali morti a qualche mese dalla nascita. Ora, Michael compreso,  sono 4 i figli viventi: due femmine e due maschi di stessa madre e stesso padre. Ma Michael, oltre al fratellastro avuto dalla madre col primo partner, ha anche altri fratellastri e sorellastre: i figli che il padre, pescatore, ha avuto dalle occasionali relazioni intrecciate con altre tre donne. Insomma una bella famiglia, molto … allargata! Michael conosce e frequenta i suoi fratellastri tranne una sorellastra che il padre ha avuto dalla breve relazione vissuta con l’ultima delle tre donne, allontanatasi da Prampram, insieme alla figlia ancora piccola, per dove non si sa.

Nel 2007 il padre di Michael muore ammazzato. Nonostante la sua vita poco degna di nota, la sua morte improvvisa e soprattuto imprevista (ancora non si conosce il movente), lascia un vuoto nella famiglia allargata.

Un ennesimo colpo duro per Michael, che della sua infanzia non ha ricordi significativi: un passato da rimuovere! Insistendo, egli racconta di aver frequentato la scuola primaria con appena un sufficiente profitto, e, contemporaneamente, di aver svolto, neanche adolescente, piccoli saltuari lavori manuali utili al suo… mantenimento. Sollecitato a rispondere, racconta pure di aver spesso sofferto la fame, di aver camminato scalzo, di aver lavato di sera la canottiera da indossare il giorno dopo e che il suo unico svago é stato ed ancora é il calcio: una passione comune alla maggioranza dei giovani del posto senza alternativa.  Abbandonati gli studi per ovvi motivi, Michael apprende il mestiere di muratore e come tale lavora quando può. Poi, un po’ perché deve superare la perdita dei fratellini in erba e quella del padre; un po’ per superare le sofferenze del quotidiano, la depressione in agguato e l’eventuale conseguente dipendenza dalla birra; un po’ perché non aver ancora un partner a 26 anni é poco raccomandabile per l’opinione popolare; un po’ perché le passioni, le esigenze vitali diventano sempre meno domabili, queste istanze convincono Michael ad avvicinare Nicolina dalla quale ha Federa, nata nel 2010. Nicolina, una coetanea da tempo conosciuta, era già madre di Michael junior. Dal loro racconto non si evince che essi avessero l’idea di mettere su famiglia. Avevano in mente di pianificare una vita rispondente per immagine ad una vita “normale”. Il gruppo Nicolina-Michael senior-Michael junior-Federa-Patient vive in una stanzetta di pochi metri quadrati, priva di qualunque accessorio. Nel 2011, considerato lo spazio abitativo, non sorprende la nascita di Barbara. Quando i genitori escono di casa per lavoro, Michael junior e Patient, entrambi di otto anni, assistono le piccole sorelline. Dio solo sa come non si siano mai verificati incidenti tali da turbare la quiete familiare. Patient entra a far parte della famiglia di Michael fin da piccola, quando il padre, residente in un villaggio del centro del Ghana privo di scuola, la da in affidamento a Nicolina, amica di famiglia, con il proposito di scolarizzarla. Di fatto Patient, a solo otto anni, fa da baby-sitter, fa il bucato… e va anche a scuola quando Michael e Nicolina possono permettersi l’asilo nido per Federa e Barbara. D’altra parte a Nicolina non piace affatto rimanere nel tugurio dove assistere la prole. Nicolina preferisce vendere chissà cosa – oggi arachidi, domani slippers o bevande o … in ogni caso merce trasportata in una bacinella di alluminio trasportata in testa – in giro per il paese e soprattutto ai semafori delle vie cittadine. Il modico guadagno serve per i suoi spostamenti e a soddisfare qualche sua esigenza personale. Al resto deve pensarci Michael soprannominato Chicago.

Dal 2 aprile 2011 fino alla fine di giugno io resto in una stanza di un modesto resort di Prampram, in attesa che la casa, da me precedentemente acquistata ancora in costruzione, sia comoda da abitare. Uno dei muratori dell’impresa da me ingaggiata per il perfezionamento della casa é proprio Michael, ovvero Chicago. Egli lavora nella mia tenuta e, da quando la abito, rimane a dormire nel casotto destinato al guardiano notturno. Con il senno di poi capisco che dormire fuori la catapecchia é tutt’altro che un sacrificio per Chicago e che favorire il “bianco” significa accreditarsi sicuramente degli eventuali vantaggi. Cosa produce lo stare ad un continuo contatto di gomito? un processo osmotico, facilitato da me oltremodo disponibile e dalla voglia di Chicago di affacciarsi su un mondo “diverso”.

Una parentesi

Credo che l’Uomo sia abilitato a compiere scelte ma limitatamente. Tanto per dire che: non mi sono svegliato una mattina con l’intenzione di cambiare la mia esistenza. A mio avviso, ogni individuo vivente nasce con un percorso da seguire poco modificabile. Perciò, a parte la mia volontà, una serie di occasioni, interferenze, giochi di vita… mi portano in Ghana. Parto. Parto per far coincidere la  volontà Ideale con la mia voglia di trasformare qualcosa, dare all’altro motivo di cambiare in meglio, per capire, cambiare, trasformare eventualmente il mio “io”. Ovviamente il cambiamento ha un esoso costo!

Il cambiamento

L’esperienza lavorativa mi ha insegnato che, per consentire ad un soggetto di orientarsi diversamente dal passato, bisogna innanzitutto variare il contesto del suo vissuto; bisogna procurargli cultura e condizioni necessarie per garantirgli un’efficace autosufficienza; ovvero bisogna garantirgli un lavoro adeguato e onestamente pagato; bisogna assicurargli il rispetto come sacrosanto diritto umano… insomma una bella impresa, indubbiamente doverosa ma… qui… casca l’asino. Tutti pretendono il rispetto, spesso indebitamente la Casta, ma ricambiarlo…

Michael lavora nella mia tenuta con premura. Egli, quando ha bisogno della mia presenza, mi chiama papà. In effetti per tutti, almeno qui in Ghana, il protettore, chi assiste, viene chiamato papà. Vestito dei panni di educatore, mio malgrado, il mio primo passo nei riguardi di Michael é stato stabilire un rapporto di fiducia: Michael in casa mia é un mio collaboratore. Mi chiamo Giovanni ed esigo il rspetto che do, indipendentemente dai ruoli impegnati. Da questo momento divento il compagno adulto di Chicago (una figura prevista dalla psicologia).

Proviamo a slegare un cane che fin da cucciolo é stato attaccato ad un guinzaglio! Il cane sembra impazzire, sembra disorientato… Non crede ai suoi occhi. Poi bisogna di nuovo legarlo e poi ancora lo si slega. Quest’altalena tra uno stato di libertà e quello di schiavitù genera continui sentimenti opposti. Eppure, in una maniera o in un’altra, é proprio in questa direzione, tra amore e odio, tra gioie e dolori che si svolge la storia degli esseri viventi. Bisogna pertanto raggiungere un equilibrio, salutare per una armonica convivenza civile: rinunciare magari a qualche gioia ma anche promuovere ogni opportunità idonea a contrastare le insopportabili sofferenze.

Nei primi mesi del 2012 visito la famiglia di Michael. Non so come definire il ricovero. Le sorelline, Federa e Barbara, giocano in un piccolo spazio come dei gattini in compagnia dei loro assistenti Michael junior e Patient di appena otto anni. A seguito di questa mia visita, la famigliola si trasferisce in un altro tugurio un tantino meglio organizzato e in un posto più centrale: vicino si trova un vasto campo per i bisogni fisiologici e davanti l’ingresso una superficie più ampia dove cucinare. Una nuova sistemazione ancora però insoddisfacente e impotente a favorire dignità. Chicago non dorme più nel casotto di casa mia. Nel 2014 Federa ha ormai 4 anni, mentre Barbara circa 3. Gioando con loro mi accorgo che che le bambine, ma anche Michael junior, chiamano per nome i loro genitori. A domanda, non sanno che Michael e Nicolina sono rispettivamente il loro papà e la loro mamma! … Resto basito e da subito gli indico i componenti di una famiglia e dialogo su argomenti relativi. Poi capisco che nessuno della famiglia ha documenti di identità. Non perdo tempo. In un Ufficio dell’Anagrafe di Tema é possibile ricostruire l’identità di qualunque cittadino del Ghana anche se adulti. Oggi Nicolina, Michael senior e junior, Patient, Federa e Barbara hanno il documento in questione. Provvisto del documento di identità mi é stato possibile iscrivere a scuola guida Michael (Chicago) che ha conseguito, nei tempi previsti, la patente di guida. Ho anche provveduto per l’Assicurazione della Salute per ciascuno dei componenti la famiglia. Attualmente Chicago é pure in possesso del passaporto. Nel settembre del 2014 nasce Ivan, il figlio non nato per caso ma desiderato. Ivan viene dichiarato all’Anagrafe appena nato e da sempre gode dell’assicurazione medica. Ora esiste la famiglia Martey! Si é finalmente configurata una famiglia. Michael comincia seriamente a credere nel cambiamento. Comincia a riconoscere di essere stato un numero, un soggetto domato da politica dominante poco democratica, plagiato da una Chiesa non certamente quella del grembiule. Michael diventa giorno per giorno un soggetto di storia, capace di analizzare, criticare e sintetizzare.

Per una serie di fortunate circostanze, Michael viene in possesso di un piccolo terreno dove sarà possibile edificare una casa di due ampie stanze, con bagno e cucina sufficienti ai bisogni elementari. La famigliola trasecola al pensiero di avere un giorno una casa con un piccolo giardino esterno dove mangiare e trascorrere le ore libere. Allora il sogno di questa famiglia, in effetti, diventa anche il mio nuovo sogno. Provvedo in ogni direzione e a distanza di poco tempo la famiglia si trasferisce nella nuova abitazione. In casa non mancano la televisione, la radio, il frigorifero, la cucina a gas, un modesto computer, la corrente elettrica, l’acqua! A Chicago ho dato anche elementi di cultura generale, tanto che oggi sa dare la definizione del Parlamento, del Governo, della Magistratura. Insieme abbiamo volato alla volta del Senegal. A questo punto Chiacago sa di non essere solo un cittadino di Prampram, sa di essere un cittadino del mondo. Un’esperienza inimmaginabile! Chicago al momento confeziona manicaretti della cucina italiana. Sa governare il giardino, guida agevolmente qualunque vettura, impara giorno per giorno a dialogare con i potenti e con le ultime ruote del carro allo stesso modo, ma soprattutto sa  di essere a casa sua il capofamiglia, dimostrando di voler essere per i suoi cari convenientemente responsabile. Tutto va per il verso giusto? No! Non mancano gli incidenti di percorso! Barbara si gonfia come un pallone! I suoi reni hanno urgente bisogno di cure. Chicago appare disorientato. Precedentemente, quando la sua vita scorreva “per opera e virtù dello Spirito Santo”, forse non si sarebbe preoccupato più di tanto. Sempre da me sostenuto, per mesi accompagna con tutte le premure possibili ed amore incondizionato Barbara presso lo specifico centro medico per le necessarie cure. Al momento Barbara sta bene, ma ha sempre bisogno di essere periodicamente controllata. Anche Ivan, proprio in questi mesi avverte delle difficoltà visive, per le quali sta ricevendo i rimedi essenziali. Ivan frequenta un adeguato asilo privato.

La prima volta

Chicago, anche se volesse negare la sua radicale trsformazione, sono i suoi vicini a rimarcargli il suo cambiamento: lo chiamano “l’italiano”. In ogni caso per me Chicago ha preso coscienza di essere un nuovo Michael quando ha espresso per la prima volta prima a se stesso poi a me il suo desiderio di voler contrarrre matrimonio con Nicolina. Da tempo sto cercando di soddisfare questo suo straordinario e significativo desiderio. Ho messo da parte 1000 euro ancora insufficienti per la cerimonia, ne occorrerebbero almeno altri 2-3000. Imprevisti e l’assistenza che sto offrendo ad altri altrettanto sventurati mi impediscono ancora per il momento di coronare il sogno di Michael. Personalmente anch’io per la prima volta, grazie a Chiacago, posso affermare di aver realizzato nel mio arco vitale un progetto esistenziale dalla A alla Z con le mie semplici forze. E forse non sarebbe sbagliato se Chicago mi continuasse a chiamare papà. Vogliamo fare ancora qualcosa insieme per Michael? Resto in attesa di un cortese riscontro di questa Redazione. Grazie per l’attenzione. Cordiali saluti. Giovanni Carbone

dr. Giovanni Carbone, Educatore della Giustizia, pensionato, nato a Somma Vesuviana (NA)Iscritto all’Aire.

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