Giornate Europee dell’Archeologia, riaprono i musei di Succivo e Alife

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Le Giornate Europee dell’Archeologia fanno festa da venerdì a domenica con la riapertura di tutti i Musei archeologici della Provincia, ed è significativa questa coincidenza  dal momento  che il riconoscimento e la valorizzazione dell’eredità storica e culturale delle singole comunità locali è alla base degli ideali di pace e di sviluppo dell’Unione Europea.

La Direzione Regionale Musei Campania ha messo in campo tutte le energie per riaprire in questa data, evidenziando il ruolo inclusivo della cultura e sostenendo la funzione dei Musei come strumenti di coesione sociale. Brava Marta Ragozzino e bravi i Direttori dei Musei. Si comincia venerdì con il Museo dell’Agro Atellano a Succivo, museo straordinario che ‘racconta’ la storia di alcuni millenni intorno al fiume Clanio: in primo piano troviamo i numerosi reperti provenienti dalle tante necropoli con i corredi dell’Orientalizzante Antico (fine VIII-inizi VII sec. a. C.) provenienti dalla necropoli di Gricignano, testimonianza dei rapporti commerciali che intercorrevano fra gli insediamenti di quest’area e le nuove colonie di Pithecusa (Ischia) e Cuma. Andiamo allora ad ammirare questi splendidi vasi, queste belle anfore, i piatti decorati con pesci, le eleganti coppe abbellite da motivi naturalistici, i severi crateri che fanno orgogliosa mostra di sé nelle luminose vetrine. Val la pena davvero. L’altro splendido Museo a dare il via alle Giornate dell’Archeologia è il Museo dell’Antica Allifae. Alife dalle grandi mura che la chiudevano quasi in cerchio (I sec. a. C.) è ancora oggi bellissima e unica. Le origini di questa città si perdono nel tempo: fu conquistata dai Romani, insieme a Rufrae, la moderna Presenzano, nel 326 a. C. e nei secoli distrutta più volte, prima dai Saraceni (865), poi da Ruggero il Normanno (1138) per passare nelle mani dei Gaetani d’Aragona (sec. XVII). Splendidi i segni dell’antica gloria: le porte romane, le mura strepitose (7 metri di altezza per 2.5 di larghezza) in opus incertum, le terme, il Criptoportico, l’Anfiteatro (il quarto dopo il Colosseo, Pompei e Capys per grandezza), l’acquedotto e il mausoleo degli Acilii Glabriones trasformato in Cappella in onore di S. Giovanni Gerosolimitano nel XIII sec. e infine in strano monumento ai Caduti in guerra (1924): rimane, comunque, un bellissimo esempio di architettura funeraria. Il Museo archeologico dell’antica Allifae nasce con l’intento di illustrare la storia e la cultura delle popolazioni che abitarono nell’antichità il territorio del Matese casertano, in origine parte del Sannio e poi inserito nella Regio I augustea (Latium et Campania).
Nel Museo sono raccolte le testimonianze relative alle varie fasi di occupazione umana del territorio alifano, dalla preistoria all’età romana. 
L’esposizione si sviluppa in un’ampia sala con numerosi reperti (armi e strumenti litici, vasellame ceramico e vitreo, oggetti in metallo), pertinenti soprattutto alle necropoli sannitiche, distinti per contesti cronologici e/o territoriali. Nella sala vi sono, inoltre, un gruppo di fontane in calcare scolpite a rilievo e alcuni dipinti parietali, tra cui un affresco in IV stile proveniente da una domus romana posta sul decumano massimo della città antica, esplorata agli inizi degli anni Novanta del XX secolo. 
In una sala sottostante sono collocati i resti di pavimenti a mosaico con decorazioni geometriche bianco-nere, databili tra il I secolo a.C. ed il I secolo d.C., rinvenuti in varie abitazioni della città antica (Alife, Piazza XIX Ottobre; tel. 0823 787005).

di Jolanda Capriglione
Presidente del Club per l’Unesco-Caserta

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