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Il 21 Marzo si celebra la Giornata Mondiale della Poesia, proprio nel primo giorno di primavera, momento di rinascita. La voce di speranza apportata dalle parole, dalla letteratura e dalle rime sembra essere oggi più che mai un’ancora di salvezza per le nostre vite e per le difficoltà che il mondo sta affrontando.

La Giornata Mondiale della Poesia è stata costituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale UNESCO nell’anno 1999.  Questa giornata arriva, soprattutto nello stesso giorno del compleanno di Alda Merini, che quest’anno avrebbe compiuto 90 anni”. Alda è considerata la poetessa più importante nel panorama della letteratura italiana contemporanea. È riuscita a trasformare in prosa e poesia, i suoi pensieri, tutto il dolore sofferto nel corso della sua vita: dalla depressione post partum agli anni rinchiusa in manicomio per un disturbo bipolare. Nasce in una famiglia modesta, dove gli venne negata l’ammissione al liceo Manzoni per non aver superato la prova di italiano, un evento paradossale che richiama quelli di molti altri inizialmente incompresi personaggi illustri dell’umanità. Si dedicata allo studio del pianoforte sin da adolescente, ed esordisce come autrice a soli quindici anni con due sue poesie, “Il gobbo” e “Luce”.

Ribelle e fuori dagli schemi per antonomasia, incontra i suoi demoni per la prima volta nel 1947, quando viene internata per un mese in un ospedale psichiatrico. Stimata da Eugenio Montale e amica di Salvatore Quasimodo, sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune attività a Milano, nel 1953. Dopo la nascita, nel 1955, della primogenita Emanuela, per la poetessa inizia un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene infatti internata al “Paolo Pini” fino al 1972. Durante questi anni, Alda Merini continua a frequentare la sua famiglia ed infatti nascono altre tre figlie (Barbara, Flavia e Simonetta). Seguono altri anni in cui si alternano periodi di salute e di malattia, ma nel 1979 torna a scrivere e racconta la sua esperienza in manicomio. Rimasta vedova, nel 1981, Alda Merini decide di dare in affitto una delle camere di casa sua al pittore Charles ed inizia a comunicare telefonicamente con il poeta Michele Pierri, suo estimatore. I due nel 1983 si sposano e si trasferiscono a Taranto, dove rimarranno tre anni. In quel periodo, oltre a scrivere poesie, la poetessa torna nuovamente in manicomio. Nel 1986 torna a Milano ed inizia una nuova terapia. Fino al 2003 scrive e pubblica diverse opere, riceve il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la Poesia; le viene assegnato il “Premio Viareggio” per il volume “La vita facile” ed il “Premio Procida-Elsa Morante”. Nel febbraio del 2004 viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Nel 2006 il suo ultimo lavoro: “La nera novella”. Il 1 novembre 2009, Alda Merini muore a Milano nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo a causa di un tumore osseo. La poesia boccia come un fiore all’improvviso, da un gesto semplice, da un incontro o un evento… o semplicemente da un sentimento!

Noi di InformareMagazine Tra le sue tante poesie, tutte meravigliose, abbiamo scelto di concludere con Sorridi, un modo per rendere omaggio alle tante donne, madri, mogli, medici, infermiere, operatrici sanitarie, dirigenti, docenti e a tutte quelle donne in prima linea, in ogni campo, in ogni mestiere, in questo snervante e insidioso periodo di emergenza sanitaria. E non me ne voglia il mondo maschile per questo pensiero di stima al femminile.

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Sorridi donna
sorridi sempre alla vita
anche se lei non ti sorride.
Sorridi agli amori finiti
sorridi ai tuoi dolori
sorridi comunque.
Il tuo sorriso sarà
luce per il tuo cammino
faro per naviganti sperduti.
Il tuo sorriso sarà
un bacio di mamma,
un battito d’ali,
un raggio di sole per tutti.

di Grazia Sposito

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