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Giornali, finanziamenti pubblici e libertà di stampa

Gianrenzo Orbassano 28/06/2023
Updated 2023/06/28 at 6:18 AM
3 Minuti per la lettura

All’inizio del mese di febbraio 2021, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, facente parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha fornito l’elenco dei cosiddetti “contributi pubblici diretti” versati dallo Stato ai giornali per l’anno 2021.

Come puoi leggere sul sito del dipartimento, l’obiettivo di questi contributi è quello di «sostenere l’attività editoriale di quotidiani e periodici in osservanza del principio del pluralismo dell’informazione, con particolare riguardo alle voci informative radicate nelle realtà locali». Ai contributi all’editoria possono accedere varie tipologie di quotidiani e periodici, a patto che «esercitino unicamente un’attività informativa autonoma e indipendente di carattere generale».

Ecco quanto ricevono i giornali dai contributi pubblici

Nel 2021 il quotidiano che ha ricevuto più soldi di tutti è stato il Dolomiten, pubblicato in lingua tedesca in Trentino-Alto Adige. Al Dolomiten sono stati assegnati quasi 6,2 milioni di euro, al lordo delle ritenute. Al secondo e al terzo posto ci sono rispettivamente il settimanale Famiglia cristiana e il quotidiano Avvenire, entrambi di ispirazione cattolica, con 6 milioni e circa 5,6 milioni di euro. Con 4 milioni di euro a testa, Italia oggi e la Gazzetta del Sud si posizionano in quarta e quinta posizione. Due quotidiani noti a livello nazionale sono invece in sesta e ottava posizione: stiamo parlando di Libero (quasi 3,9 milioni di euro) e del manifesto (3,3 milioni di euro). Il Foglio, con quasi 1,9 milioni di euro di contributi, è il primo quotidiano fuori dalla top 10, in undicesima posizione. 

I finanziamenti pubblici assegnati ai giornali italiani avvengono principalmente tramite il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, istituito per sostenere l’editoria e promuovere la diversità dei mezzi di informazione.

Indipendenza editoriale e neutralità dell’informazione

La distribuzione dei finanziamenti pubblici ai giornali continua a essere oggetto di dibattito. I sostenitori sostengono che tali finanziamenti siano necessari per garantire la pluralità dell’informazione e sostenere il settore giornalistico in un contesto economico difficile. I critici sollevano preoccupazioni riguardo alla possibile dipendenza dei giornali dai finanziamenti pubblici, che potrebbe minacciare l’indipendenza editoriale e la neutralità dell’informazione.

La domanda è: è giusto che i giornali assorbano un’enorme quantità di finanziamenti pubblici? Potrebbe essere una causa al minare dell’indipendenza editoriale? Quando i soldi del contribuente finiscono nelle tasche dei giornali, c’è il rischio che questi siano costretti a seguire determinate linee editoriali per paura di perdere il supporto finanziario. Quindi, invece di presentare una vasta gamma di opinioni e punti di vista, i giornali potrebbero finire per conformarsi a un’unica narrazione, limitando la libertà di stampa.

Inoltre, l’assegnazione di finanziamenti pubblici ai giornali crea una distorsione nel mercato. Alcune organizzazioni vengono favorite rispetto ad altre, creando una situazione di concorrenza distorta. Questo non solo danneggia la diversità dei media, ma impedisce anche l’innovazione nel settore. Perché le aziende dovrebbero sforzarsi di migliorarsi se possono semplicemente dipendere dal denaro dei contribuenti?

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