Gioia e lacrime al Don Diana Day

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La premiazione di Paolo Ascierto e la commozione della sorella di Don Peppe Diana

Nemmeno io, come semplice cronista, ho potuto trattenere l’emozione in alcuni momenti. Impossibile nascondere i solchi sul viso scavati dalle lacrime per la tristezza, per la gioia o per l’orgoglio durante la 13esima edizione del Don Diana Day; la manifestazione che si celebra nel giorno del compleanno di Giuseppe Diana, il prete barbaramente ucciso nella sagrestia della chiesa San Nicola di Bari di Casal di Principe nel ’94.

Questa edizione è stata davvero speciale, per due motivi. Perché si è svolto direttamente dopo la crisi sanitaria di Covid-19. Perché si è potuta commemorare la prematura scomparsa di Valerio Taglione, coordinatore del Comitato Don Peppe Diana.

Casa Don Diana è un bene confiscato alla camorra, più precisamente ad Egidio Coppola, contabile degli Schiavone. Casa Don Diana oggi è uno spazio per la collettività, con un’aula studio ed una biblioteca. Qui sono allestite tre mostre fotografiche permanenti: i volti delle vittime innocenti di camorra; i volti degli associati del Comitato; “con gli occhi di Augusto”, ovvero del fotografo Augusto di Meo, il testimone oculare dell’omicidio del prete, in cui racconta Giuseppe Diana prima e dopo la sua morte, la persona che fu e la sua eredità nel cambiamento che i cittadini casalesi hanno ottenuto nel tempo.

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La commozione di Augusto di Meo ricordando Don Peppe Diana

«Con l’omicidio di Don Diana pensavano di uccidere la speranza. Invece no, si è formato un popolo!»

Le secche parole di Gianni Solino ci introducono alle premiazioni della serata. Dapprima le Menzioni Speciali a Cesare Moreno, di Maestri di Strada, ad Antonio Gaudioso di Cittadinanzattiva e ad Eugenia Carfora, la “preside del Parco Verde” di Caivano, che con la sua fiamma ardente si rivolge al Ministro della Salute Roberto Speranza, anche lui tra i presenti: «Facciamo presto! In alcuni luoghi la scuola è l’unico posto sicuro. Il Covid si sconfigge andando a scuola!».

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Eugenia Carfora si rivolge al Ministro
Mentre il “Premio nazionale don Diana – Per amore del mio popolo” è andato a seguito di una votazione online ad Aldo Policastro, Procuratore di Benevento, a Carlo Borgomeo, presidente di Fondazione con il Sud e all’oncologo Paolo Ascierto ed il suo team, che per primi hanno usato il tocilizumab sui pazienti affetti da Covid-19 per ridurne gli effetti.
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La premiazione di Paolo Ascierto e la commozione della sorella di Don Peppe Diana

Paolo Ascierto ci ha tenuto a ragguagliarci sull’evoluzione dello studio per la preparazione del vaccino contro il Coronavirus; ci vuole del tempo e dovremo convivere con il virus almeno fino all’estate prossima, periodo intorno al quale, se la sperimentazione dovesse andare bene, si prevede di ottenere il vaccino finito.

Carichi di ricordi ma soprattutto di speranza i discorsi del Sindaco casalese Renato Natale, del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho e della sorella di Don Diana. Momenti certamente tristi ma anche gioiosi, come la distribuizione agli astanti di foulard colorati da sventolare urlando: «Siamo in ritardo ma ancora in tempo!»
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L’incontro tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e Paolo Ascierto

Chiude la serata il discorso del Ministro Roberto Speranza; accogliendo le parole di Eugenia Carfora, annuncia di voler ripristinare il rapporto organico tra scuola e strutture sanitarie. La responsabilità non può ancora cadere su dirigenti scolastici e insegnanti. «Oggi il nostro impegno è riaprire tutte le scuole, subito e in sicurezza».

di Francesco Cimmino

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