Il gioco d’azzardo è una piaga che affligge la società. Esso rappresenta la terza industria del Paese, dopo Eni e Fiat, ed è interamente nelle mani della criminalità organizzata. Una zona grigia in cui legalità e criminalità fanno affari sulla friabilità e sulla disperazione delle persone. Il fenomeno del gambling, infatti, è strettamente legato a quello sociale.

Il 47% degli italiani che gioca è indigente e il 56% ha un reddito medio-basso, mentre l’86% è cassa-integrato. In pratica, più la gente diventa povera, più sfida la fortuna per fare soldi, e più scivola nella ludopatìa, insieme alle proprie famiglie. Una patologia che lo Stato dovrebbe curare piuttosto che incentivare. Nel 2011, infatti, lo Stato ha speso oltre 106 milioni per pubblicizzare i giochi d’azzardo, arrivando qualche anno fa a sponsorizzare addirittura la Nazionale di calcio.

E, cosa ancor più grave, gli spot pubblicitari, ponendo l’accento esclusivamente sulla vincita, e non sulle reali possibilità di vittoria, che sono bassissime, hanno trasmesso l’illusoria idea che bastava grattare un biglietto per risolvere i problemi della vita. Mentre invece si mettono a rischio, in questo caso “realmente” somme di denaro che possono compromettere il bilancio familiare. Basta pensare alle sale Bingo che ad ogni ora sono stracolme di giocatori in cerca di fortuna. Alcune si sono dotate di servizi navetta per chi non ha propri mezzi di trasporto, soprattutto anziani che, un po’ per solitudine, un po’ con la speranza di un colpo di fortuna, rischiano invece di perdere anche quei quattro spiccioli che percepiscono di pensione.

Per i bimbi, poi, ci sono le ludoteche dove i genitori possono lasciare i propri figli mentre essi giocano. Ma per chi non volesse spostarsi troppo, i nostri paesi e le nostre città pullulano di sale scommesse dove si può azzardare su tutto: dall’Ippica, al Calcio scommesse, ai vari tipi di sport, ed in questo caso i più colpiti sono soprattutto gli adolescenti. Le slot machine, poi, rappresentano il massimo dell’alienazione e, più di tutti i giochi, creano una vera e propria dipendenza. Chi invece non vuole neanche uscire di casa, ha a disposizione le scommesse on line. Infatti oggi per ammalarsi di ludopatìa basta avere un pc o un cellulare a portata di mano.

Infine vi sono le truffe legalizzate, ossia i Giochi pubblici gestiti direttamente dallo Stato come il Lotto dove il margine che lo Stato trattiene arriva, in caso di cinquina, fino quasi al 90%. Nessuna tassa arriva a questo livello, eppure la stupidità umana fa sborsare queste somme senza fiatare, in parte perché molti giocatori sono inconsapevoli delle vincite reali in quanto, a differenza dei pacchetti di sigarette, sui gratta e vinci non vi sono foto che fungono da deterrente o, quanto meno, avvisano in modo chiaro ed inequivocabile che giocare può portare alla distruzione di intere famiglie. Una parte cospicua di queste somme va a finire nelle tasche di Concessionari privati, multinazionali dell’azzardo che operano sul territorio italiano, in nome e per conto dello Stato, la cui complicità si vede chiaramente nella bassa tassazione di cui gli esercenti hanno goduto in questi anni rispetto ad altri beni indispensabili.

L’unico baluardo in difesa della dignità umana è stato rappresentato in questi anni solo dal volontariato di alcune persone come Silvio di Fusco che opera a Mondragone e che con la sua associazione “L’Incontro” da trent’anni a questa parte accoglie i giocatori patologici con le famiglie a seguito, attraverso degli incontri periodici che avvengono in forma anonima. Uno dei momenti più emozionanti di questi incontri è quello delle testimonianze dirette di coloro che sono usciti dal tunnel della dipendenza proprio grazie ai gruppi di auto-aiuto composti da chi ne è già venuto fuori. Il primo passo verso la guarigione è quello di poter essere ascoltati da chi non li giudica perché conosce quel disagio, che può essere superato solo attraverso la piena coscienza che certi meccanismi si attivano sempre per colmare dei vuoti o per sopperire a delle mancanze. In questo percorso vi sono infatti apposite figure professionali come quella del dott. Daniele Leone, specialista in psicoterapia psicoanalitica, che conducono il paziente ludopatico sul sentiero della consapevolezza facendogli intravedere la luce oltre il tunnel. Solo pochi giorni fa è stata approvata la Legge n. 96 che finalmente dispone il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, indipendentemente dal mezzo utilizzato: radio, tv, stampa, internet, inclusi i social media ma molto resta ancora da fare perché il gioco d’azzardo resta ancora una lauta fonte di guadagno, ma “solo” per lo Stato, o meglio, per le multinazionali del gioco d’azzardo.

di Girolama (Mina) Iazzetta

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

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