Gino Pellegrino: il racconto dello sviluppo dei Laghi Nabi e della città di Parete

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Gino Pellegrino: il racconto dello sviluppo dei Laghi Nabi e della città di Parete

Investire nei territori nella quale nessuno crede e puntare tanto sui giovani: ecco i segreti che l’imprenditore Gino Pellegrino ha usato, nel corso dei suoi anni, per la sua carriera imprenditoriale e politica. Sindaco di Parete, città divenuta ormai modello per tutto l’agro aversano, e proprietario dei Laghi Nabi di Castel Volturno, eccellenza del turismo ecosostenibile in Italia, Pellegrino è riuscito a promuovere un grande sviluppo socio-economico, ambientale e culturale di queste due realtà, ottenendo numerosi risultati positivi e riconoscimenti. Eletto Sindaco a Parete con il 98% di consensi e premiato come eccellenza alla Prima edizione del Premio d’Eccellenza Città di Castel Volturno, l’architetto e imprenditore si racconta ai nostri microfoni.

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I Laghi Nabi sono senza alcun dubbio un esempio di sana imprenditoria capace di valorizzare un territorio noto, purtroppo, per fatti legati alla camorra. Come avete superato il periodo di pandemia?

«Adesso l’abbiamo superato, ma c’è stato un momento bruttissimo dove ho messo tutti in cassa integrazione ed il turismo è stato pressoché azzerato. Dopo il lockdown siamo andati molto meglio perché le persone cercavano proprio gli spazi all’aperto con il distanziamento e noi siamo la massima espressione di tutto questo dato che abbiamo delle camere galleggianti a 50 metri l’una dall’altra ed è tutto all’aria aperta. Abbiamo avuto un riscontro mediatico davvero importante in occasione dell’inaugurazione dei Laghi Nabi, dai Tg nazionali ad Onda Blu.

Aprire un glamping al Sud, ma soprattutto a Castel Volturno e proporre dunque un turismo ecosostenibile in un contesto come questo, è diventata inevitabilmente una notizia e questa risonanza ci ha aiutato molto, anche perché il turismo più in voga è quello esperienziale. Anche dormire in una tenda sull’acqua è un’esperienza nuova rispetto a chi va ad un albergo sul mare. Inoltre, noi abbiamo cercato di superare la denominazione di “Castel Volturno” dando il nome di “Laghi Nabi” che sarebbe un mix tra Natura e Bioarchitettura, nonostante noi non abbiamo mai rinnegato la nostra provenienza».

Nella vostra linea di marketing, nell’approccio al cliente, c’è anche la narrazione storica di quel posto?

«Abbiamo investito 15mila euro e facciamo storytelling sull’evoluzione dei Laghi Nabi. La mia idea è di fare un ecomuseo diffuso per raccontare tutta la storia: fino a 6 mila anni fa lì arrivava il mare, poi i sedimenti del Volturno hanno portato la spiaggia molto più avanti e, successivamente, negli anni ’70, hanno iniziato a scavare la sabbia e si sono formati questi specchi d’acqua che, se fossero stati naturali, non si sarebbe potuto fare tutto il complesso perché sarebbero rientrati nella logica del demanio».

Che tipo di turismo riuscite ad intercettare?

«Quando abbiamo inaugurato, post lockdown, sono arrivati principalmente turisti italiani. Ultimamente stiamo cercando di fare una promozione in tutta Europa e soprattutto nel Nord».

I trasporti pubblici, non garantiti a Castel Volturno, incidono sulla tua attività?

«Il trasporto è un problema marginale perché noi, in genere, o andiamo a prendere i turisti all’aeroporto o alla stazione di Villa Literno. Del resto, molte località turistiche hanno problemi di trasporto come la Costiera Amalfitana o Matera. Il problema serio è, invece, la gestione dei rifiuti: quando arriva il turista e trova spazzatura ovunque, è davvero la cosa che più ci fa male.

Soprattutto quando chiede di uscire e visitare le località abbiamo sempre molte difficoltà ed ogni volta che li abbiamo indirizzati su Castel Volturno o su Pinetamare, abbiamo sempre avuto recensioni pessime. La speranza è che, anche se molti non ci credono nell’investire su Castel Volturno, possiamo essere un modello di riferimento perché io non sono pro al fatto che restiamo una cattedrale nel deserto. Secondo me una cosa molto positiva sarebbe continuare ad investire in modo che il turista riesca a vivere più di un’esperienza nello stesso posto».

Sei stato eletto sindaco al Comune di Parete con il 98%, risultando il sindaco con più consensi d’Italia. Con un occhio esterno, visto che operi come imprenditore a Castel Volturno, che suggerimenti daresti?

«La mia fortuna è proprio quella di collegare la vita politica a quella imprenditoriale. È molto difficile ed in un territorio come Castel Volturno lo è ancora di più. Io penso che dall’investimento nelle realtà difficili si abbia il miglior riscontro perché è lì che c’è molto da recuperare. L’obiettivo primario è la rigenerazione urbana e ambientale, quindi economico-sociale, degli spazi, del centro storico e, in questo caso, anche del mare. Il mio segreto a Parete è stato valorizzare il territorio iniziando dai giovani.

Ad esempio, abbiamo recuperato il Centro Storico restaurando il Palazzo Ducale ed invece di metterci uffici del Comune, ho affidato gli spazi ai giovani del territorio. Ho fatto un bando per gestire un Museo d’arte contemporanea della fragola (anche per un’operazione di marketing territoriale), un bando per la gestione della biblioteca, della sala lettura e degli eventi culturali; un bando per il laboratorio musicale e poi uno di carattere commerciale per individuare dei giovani che volevano gestire un punto di enogastronomia per promuovere i prodotti del territorio.

Hanno partecipato molti giovani e ad oggi si è creata una sorta di “movida culturale”. Sono partito col cambiare i capi degli Uffici, inserendo dei giovani professionisti, in modo tale da riuscire a creare una giusta corrispondenza perché quello che molto spesso frena una buona amministrazione è proprio la poca collaborazione con gli Uffici.

Ho messo i giovani al centro perché hanno la forza e la mentalità giusta. Ho recuperato degli spazi urbani della Villa Comunale coinvolgendo giovani architetti e, successivamente, ho affidato il punto di bar e ristoro ed oggi è diventato un luogo di aggregazione sociale. Ho coinvolto molti ragazzi in un grande laboratorio di idee su tutte le esigenze del Comune da quelle infrastrutturali, quelle economiche, quelle socioculturali e ci siamo circondati di progettualità. Il segreto è fare un rapporto di co-creazione. Ad oggi Parete è diventato un vero e proprio punto di riferimento per i Comuni dell’agro aversano».

PNRR: fondi essenziali che arriveranno per i Comuni. Quali consigli si sente di dare all’amministrazione di Castel Volturno e qual è la sua preoccupazione da Sindaco?

«Un consiglio è avere degli Uffici ben organizzati, ma soprattutto un Ufficio tecnico strutturato che, nei tempi, riesce a presentare progetti, appaltare e far realizzare i lavori. Sul piano politico, invece, la priorità è avere un’idea di Città: prima di passare alla progettazione, se non hai chiara un’idea di città, non sai come valorizzare i tuoi punti di forza, nonostante si possano avere dei fondi. Il PNRR interverrà proprio nella rigenerazione ambientale e urbana ed è un’occasione per tutti i Comuni, soprattutto per Castel Volturno che è molto ampio, ha una splendida linea di costa ed il fiume Volturno».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°224 – DICEMBRE 2021

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