Marano accoglie l’infanzia di Giancarlo Siani

Nella magnifica cornice della Parrocchia San Castrese di Marano di Napoli, è stato presentato il libro “Giancarlo Siani, il bambino che vivrà per sempre”, scritto da Angela Mallardo, giornalista, scrittrice, ma soprattutto insegnante presso il 2° Circolo di Mugnano di Napoli, intitolato proprio al giornalista napoletano de “Il Mattino” brutalmente ucciso dalla camorra il 23 settembre del 1985.
Un percorso narrativo di educazione alla legalità e alla cittadinanza consapevole. Rivolto soprattutto ai bambini, dà loro la possibilità di identificarsi con un Giancarlo Siani inedito, che parla in prima persona e racconta della sua “normale” quanto esemplare crescita tra episodi familiari, professionali e sociali. Rimane, comunque, un racconto appropriato anche per tutti coloro che, seppur in età “extra-scolastica”, vogliano guardare da una prospettiva diversa il percorso del giovane cronista.
Un viaggio che parte da un’intervista concessa dal fratello di Giancarlo, Paolo Siani, all’autrice, e che partendo dall’infanzia dei fratelli Siani, attraversa la giovinezza di Giancarlo e arriva alla sua morte. Una “sconfitta” dalle tante iniziative che mantengono vivo il suo impegno giornalistico e umano, su tutte quelle che ha coinvolto la sua Citroen Méhari, ormai simbolo di libertà di stampa e di espressione non solo aò livello locale, ma nazionale ed europeo.
Relatori di spessore si sono avvicendati nel corso dell’evento promosso dall’Associazione Culturale Sant’Isidoro, testimoni della volontà di tenere viva la memoria di Giancarlo Siani, ma soprattutto i suoi valori e la sua volontà di giustizia e verità, come Tommaso Morlando, direttore di Informare e fondatore del Centro Studi Officina Volturno. In un territorio “difficile” come quello campano, con il suo magazine cerca di proporre un giornalismo pulito, fresco, libero da qualunque condizionamento, volto ad “informare”, senza nessun filtro e “a dare voce alle eccellenze dei nostri territori che RESISTONO”, come scritto sul sito della testata. Presente anche il caporedattore di Informare – Antonio Casaccio – che, giovane tra i giovani, è riuscito a toccare le corde giuste nel parlare con i tanti ragazzi presenti, troppo spesso privati di quella speranza bensì viva nelle sue parole. Diversi sono stati i linguaggi con cui si è omaggiato e ricordato negli anni Giancarlo Siani, uno dei quali – quello musicale – è stato rappresentato, per l’occasione, da Nando Misuraca, cantautore e giornalista, che ha deciso di trasmettere la storia e l’essenza del giovane cronista, scrivendo una canzone che ha come protagonista la sua Méhari Verde, “verde come la speranza di un’idea che il tempo non cancella”.
Immancabile è stato l’intervento dell’autrice –
Angela Mallardo – promotrice di un volto “inedito” del giornalista scomparso, un volto più “umano” e meno “vittima di camorra”, con la delicatezza che solo una penna così attenta e vicina alle nuove generazioni poteva donarci, solo una cittadina così appassionatamente attiva poteva trasmetterci. Ciliegina sulla torta di una tavola rotonda a dir poco interessante è stata la presenza di Don Tonino Palmese, vicario episcopale della Chiesa di Napoli e Presidente di POLIS, la fondazione ormai attiva da 10 anni che ha a cuore il riutilizzo dei beni confiscati alla camorra e il supporto alle famiglie delle vittime innocenti della criminalità. Nell’intervento ha raccontato del suo incontro con Paolo Siani e di ciò che ne è scaturito: un quotidiano donare speranza e conforto a chi purtroppo viene ferito inesorabilmente da un’umanità dispersa, da umani che di umano hanno ben poco…
Dopo anni di racconti basati su gli ultimi anni di vita e di inchieste, che hanno svelato (almeno parzialmente) come e perché quel giovane sognatore sia diventato una vittima di camorra, questo libro dà un’immagine di Giancarlo Siani delicata, concreta, di una vita comune e di una passione che lo ha reso eterno.

 

TRATTO DA Magazine Informare N°191

Marzo 2019

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