Gesù Bambino Palestina

Gesù Bambino è nato duemila anni fa a Betlemme e muore ogni giorno in Palestina

Ciro Giso 25/12/2023
Updated 2024/03/26 at 10:06 PM
3 Minuti per la lettura

L’esercito israeliano ha ucciso Gesù bambino più di 10mila volte. Se nel nostro immaginario di fantasia Babbo Natale vola nei cieli trainato dalle renne, nella realtà sono caccia e droni a riempire i cieli del mondo: nessuna magia, loro sono i soli a volare sulla Striscia, bombardandola intensamente da tre mesi.

Nessun regalo. E neanche acqua, né elettricità, né cibo. Le infrastrutture e le centrali energetiche sono state distrutte dall’esercito israeliano, per sfinire il popolo palestinese. Il cibo degli aiuti umanitari scarseggia, non tutto quello che arriva passa oltre i pochi varchi di accesso, dato che i soldati fermano i camion e distruggono ciò che trasportano. Come distruggono – ridendo – perfino i giocattoli dei bambini nei negozi ormai abbandonati tra le rovine delle città. A Gaza se non si muore sotto i missili, si muore di fame e malattie.

Nulla entra se non le bombe. E nessuno può fuggire. Attorno Gaza una barriera lunga chilometri previene ogni spostamento da e per la Striscia di terra di soli 365 chilometri quadrati. Se Maria e Giuseppe vagassero oggi per le terre che calpestarono duemila anni fa, troverebbero solo muri di cemento e reti elettrificate. Anche la più piccola mangiatoia ridotta in macerie.

A Gaza, un bambino non ha prospettive di alcun genere. Né oggi né in alcun altro giorno della sua vita. Gli ospedali da più di un mese non funzionano e non permettono l’incubazione dei neonati bisognosi di cure, mentre per chi è più grande neanche la scuola è un luogo sicuro dalla pioggia di morte e distruzione.

Morti nel sonno. Anche stanotte i bombardamenti continuano. Lo faranno ancora i prossimi giorni e finché i nostri paesi lo permettono, sostenendo l’occupazione di Israele sulla Palestina. E lo permettono, perché ancora in troppi di noi gli concediamo di farlo. Ai nostri infami paesi che non chiudono gli occhi, ma li aprono bene per mirare su bambini, anziani, donne e uomini. Il nostro mondo che sa cosa sta facendo, complice dell’ennesimo genocidio.

Noi che viviamo sicuri
nelle nostre tiepide case.

Di Ciro Giso

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