Una grande voglia di fare politica, di scendere in campo e di ricostruire. Geo Nocchetti, volto storico del giornalismo televisivo, ha deciso di scendere in campo con la lista Fare Democratico, candidata con l’attuale governatore della Regione, Vincenzo De Luca.
Lo abbiamo intervistato e con lui abbiamo analizzato il territorio castellano, le sue criticità, le sue potenzialità, e i motivi che lo hanno portato a maturare la decisione di candidarsi.

Perché la scelta di scendere in campo?

«Ho accumulato quarant’anni di professione sul campo, oltre quella maturata in ambito accademico. Ho cominciato nel casertano e, a differenza dei miei colleghi che rimanevano in redazione e frequentavano i cosiddetti posti che contano a Napoli, io giravo i comuni del casertano, combinandone di tutti i colori.
La mia volontà è quella di restituire in termini di impegno concreto quello che ho fatto in termini di denuncia. Voglio prendere il testimone e portarlo a realizzazione».

Tu hai fatto una scelta di vita importante, ossia quella di trasferirti a Castel Volturno. Cosa ti sta dando questo territorio?

«Ho lasciato il capoluogo partenopeo tre anni fa, esausto. Napoli è l’unica città che fonda il proprio futuro sulla continua celebrazione del passato. È una banalità dire che è una città più bella del mondo, anche perché un cittadino non si alimenta della bellezza statica, ma ha bisogno di servizi. Trasferendomi a Castel Volturno ho ritrovato quell’umanità e quella vivibilità che avevo perso.
È una scelta che possono fare solo le persone compiute, in pace con sé stesse e che abbiano una formazione culturale non conformista, in grado di capire che a Castel Volturno c’è speranza, perché è l’unico territorio che si può recuperare».

Quali proposte allora per Castel Volturno?

«Per Castel Volturno non mi stancherò mai di proporre un commissario, come quello del post terremoto, perché questo territorio non può essere ricostruito con poteri ordinari.
Parliamo di una terra senza sviluppo, preda del degrado, con una classe di lavoro che somiglia a quella degli anni ‘50 e con una presenza di stranieri enorme.
Castel Volturno, facendo da ammortizzatore etnico, ha mantenuto circa 10mila stranieri, il più grande centro di accoglienza abusivo d’Europa».

Come valuta l’operato dell’ultimo mandato di De Luca? Cosa ci sarebbe da migliorare?

«De Luca è un uomo del fare, che ha unito l’attenzione al sociale e l’attenzione alle regole, riuscendo a portarci fuori da un deficit sanitario di 10 miliardi. È una persona che ha fatto, che ha scelto, che si è assunto le sue responsabilità e che ha anticipato le decisioni del governo nell’emergenza da coronavirus».

Come hai visto la comunicazione, mediatica e non, di De Luca?

«De Luca è sé stesso, la comunicazione se la fa da solo. Per una persona sottoposta a quel tipo di pressione e responsabilità quotidiana, credo che qualche caduta sia concessa. L’apparire, prima ancora dell’essere, e il circo mediatico non li ha inventati sicuramente lui».

Quali sono i punti programmatici della tua candidatura?

«Sono candidato nella circoscrizione di Caserta e provincia con la lista Fare Democratico. Io parto da Castel Volturno per rivolgermi poi a tutto il territorio casertano. I punti programmatici sono quelli contenuti nell’accordo di programma del 2003. Castel Volturno ha bisogno del porticciolo turistico e di una profonda ristrutturazione edilizia, in termini ambientali e legali.
La mia proposta, infatti, è la messa in mora nei confronti dei proprietari delle villette diroccate, che avranno un periodo di diffida temporanea, nei quali decidere tra ristrutturazione o espropriazione.
La villetta verrà messa in vendita ad 1 euro, a patto che il nuovo proprietario depositi l’appalto con una nuova ditta, con una polizza che lo impegna a costruire a norma di legge».

di Carmelina D’Aniello
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°208
AGOSTO 2020

 

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