informareonline-kidsinfluencer

Come ormai è noto, più di una persona su tre sul pianeta è iscritta ai social media. Il 60% degli utenti è però ossessionato dall’industria miliardaria degli influencer.

Il problema si presenta quando sulla piattaforma Instagram o YouTube a fare da testimonial è un bambino o una bambina che, con il suo essere cute mediante espressioni adulti, suoni disarmanti e teneri errori di dizione, conquista i followers creando nuove linee di marketing online.             

Quella dei Kidsinfluencer è un mondo tanto cute quanto inquietante nei retroscena.

Fenomeni sempre più evidenti fioriscono dai canali YouTube e Instagram, basti pensare ai 22 milioni di iscritti al canale Ryan’s World che ha fatto guadagnare ai genitori circa 20 milioni di euro, o alle gemelline Mila ed Emma Stauffer che a quattro anni, godono ormai di fama mondiale. Si tratta di un fenomeno che coinvolge decine di bambini con almeno 1 milione di like, e che rientrano nella fascia età dai due ai quattro anni (la cuteness poi cala…).

Gli artifici del loro successo sono pertanto i genitori che, spesso, sono a loro volta YouTuber.

Secondo Forbes, tra i 10 top influencer si descrivono “positive lifestyle family brand”: a soli nove mesi Halston Blake Fisher ha già una carriera da influencer (quando era una un feto, il suo Instagram contava 60 mila iscritti, grazie ai video postati dai genitori Kyler e Madison Fisher). Oltre Halston c’è però anche il profilo delle sorelline gemelle che contano 3 milioni di follower arrivando insieme a fatturare circa due 3 milioni di dollari l’anno.

informareonline-kidsinfluencer-2

Tuttavia i giudizi di alcuni critici risultano essere davvero molto duri. C’è, infatti, chi paragona l’attività dei piccoli influencer al lavoro minorile. Lo psicoanalista Fabio Galimberti spiega: «Nonostante i milioni di followers l’unico like che conta per i bimbi è quello dei genitori. Tutti i bambini cercano di rispondere alle loro aspettative, ma se il desiderio di soddisfarli diventa un lavoro, allora è un problema».

Sono soltanto i soldi a spingere i genitori a mettere in mostra i propri figli o c’è dell’altro?

Secondo Galimberti, l’altro motivo è il narcisismo: ogni genitore conserva un desiderio infantile non realizzato e il figlio rappresenta una seconda chances.                            Tuttavia, questo meccanismo scatta anche nella psiche dei genitori follower che seguendo il lifestyle dei kidsinfluencer modellano la vita dei propri figli su quella proposta: un conformismo fuorviante che fa sentire i genitori “bravi genitori”.

 

di Nunzia Gargiulo

Print Friendly, PDF & Email