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Sono le piccole realtà a rendere un territorio grande, quelle capaci di promuovere inclusione e tutela delle minoranze: questi i principi fondamentali di Generazione Libera, associazione operativa sul territorio casertano dal 2011.

Nata con l’intento di accogliere bambini e ragazzi con situazioni problematiche per fornire loro un’educazione sociale e culturale, oggi vanta numerosi giovani volontari: una grande speranza per le generazioni future.

Di fondamentale importanza, secondo i volontari dell’associazione, è l’integrazione fra il nucleo di abitanti originari del quartiere e quello degli immigrati, che va progressivamente crescendo.

Per favorire la fusione fra culture i volontari hanno deciso di mettere in campo un corso di italiano per ragazzi stranieri, occasione per imparare meglio una lingua molto diversa dalla loro lingua madre, ma anche per conoscere i propri coetanei.

Ai bambini, soprattutto se vittime di realtà familiari problematiche, è destinato il doposcuola, curato ogni pomeriggio, e molte attività ludiche, come i laboratori di disegno, di danza, e il laboratorio teatrale, in collaborazione con l’associazione teatrale “La Fabbrica”, indirizzato soprattutto a persone con disabilità.

Molto ampia è la rete di associazioni con la quale Generazione Libera collabora

Da “Noi voci di donne”, impegnata per la lotta alla violenza sulle donne, al “Rain Arcigay” di Caserta, all’associazione “Libera, per la lotta contro le mafie”, passando anche per il sodalizio con alcune classi dell’istituto “F. Giordani” di Caserta, che ha aderito al progetto “Nuovi volontari crescono”, favorendo la partecipazione di alcune scolaresche alle attività dell’associazione, condividendone gli ideali.

In questo contesto, di fondamentale importanza è stato l’incontro organizzato con Francesco, figlio di Silvia Ruotolo, vittima innocente della camorra, che ha raccontato ai ragazzi la sua storia e quella della sua associazione: Fondazione Silvia Ruotolo Onlus, in memoria della madre, per la lotta alla criminalità.

«I ragazzi non conoscevano perfettamente la storia di Silvia Ruotolo, sono rimasti sconcertati perché incontrare dal vivo il figlio di una vittima di camorra ha comunque un certo impatto» ci racconta Norma, una delle volontarie dell’associazione.

«Dall’altro lato, secondo me, hanno avuto anche la capacità di crescere e migliorarsi. So che Francesco partecipa spesso a conferenze per raccontare la sua storia, nonostante ciò spesso si interrompeva per trattenere l’emozione, aveva le lacrime agli occhi. Incontrarlo e ascoltarlo è stato di grande effetto anche per noi»

Fra i prossimi appuntamenti con l’associazione figura sicuramente il campo estivo, organizzato ogni anno, e “Free generation”, un nuovo progetto rivolto ai ragazzi dai 14 ai 20 anni con l’intento di accoglierli per nuove esperienze e per mettere in luce le problematiche del territorio, al fine di apportare cambiamenti positivi.

Insomma, è proprio vero: “da soli si cammina veloce, ma insieme si va lontano”.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARTE N°193
MAGGIO 2019

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