“Ganza Diva”, Standing Ovation per Drusilla Foer al Belvedere di San Leucio

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Titolo volutamente provocatorio, il nostro, partorito dopo lo spettacolo di Drusilla Foer al Belvedere di San Leucio ieri in occasione della fortunata rassegna “Un estate da BelvedeRE 2022“. Provocatorio, poiché scomoda ironicamente un capolavoro come il celeberrimo cantabile della cavatina della protagonista nella Norma del Bellini, impreziosita dalla voce di Maria Callas. Infondo, l’artista distrugge le opere d’arte. La Foer è l’artista di una ironia fuori dagli schemi perbenistici.

Già diventato cult, “Eleganzissima Estate” va in scena in una versione rivisitata, arricchita di nuovi racconti e di nuove canzoni, fra le quali alcune inedite, che Drusilla Foer interpreta dal vivo, alla sua maniera, accompagnata dai Maestri Loris di Leo al pianoforte, Franco Godi alla chitarra e Marco Caponi al Sax.

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Tutti in piedi per Drusilla

Il personaggio della Foer, nobildonna toscana, è l’invenzione dell’attore Gianluca Gori. Nel suo show, si muove, si dimena, beve gin tonic e si atteggia a grande diva vissuta. Tutto è comunque riuscitissimo, non volgare. Un rispettoso, elegante esperimento performativo premiato da riconoscimenti e premi nazionali. Il suo tour estivo sta ottendendo sold out in tutta Italia: curiosità, certo. Non solo. Talento nella creazione e nella scrittura di un personaggio en travesti. Credibilità.

Consenso da parte di un pubblico che coinvolge giovani e meno giovani. Se si vuol obiettare con il termine “Diva”, lo si faccia liberamente. A patto però di uscire dal pensiero limitante ed ingannevole – che serpeggia spesso in questi casi – di un attore che si esibisce nei panni di una donna. Una pratica non nuova nel settore non solo teatrale e che dovrebbe cercare di sfuggire dalle mere parodie sterili. Gori è la Foer, Drusilla è Gianluca. Allora, si potrà dire che l’atto provocatorio in teatro – o in ogni forma d’arte, è credibile quando queste due “vite” mangiano dallo stesso piatto.

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Monologhi, canzoni, boutade: il “patetico caso” di Madame Foer

Credibilità a braccetto con un certo talento – interessanti i monologhi su temi a rischio banalizzazione (guerra, inclusione, sesso, esistenze difficili), buone interpretazioni/performance sui classici della musica. “I will Survive” di Gloria Gaynor, eseguita in una tonalità più umana della disumana – in senso positivo – estensione vocale della cantante statunitense. Drusilla sale sul pianoforte del bravo Maestro Loris Di Leo e canta Purple Rain di Prince. Voce sporca di chi capisce cosa sta cantando. Elemento mancante – ma necessario – in tanti “coveristi” del nostro panorama italiano.

l recital è un mish-mash emotivo e musicale che racconta, con humour tagliente e commovente malinconia, aneddoti e ricordi intensi della vita da girovaga di questo personaggio, vissuta fra la Toscana, Cuba, l’America e l’Europa, costellata di incontri e grandi amicizie con persone fuori dal comune e personaggi famosi, fra il reale e il verosimile. Boutade e racconti confidenziali.

Un “patetico caso”, conosciuto dal grande pubblico in occasione del Festival di Sanremo scorso, dove ha affiancato l’Amadeus Nazionale. E chissà se per il 2023 non ci sia l’idea “grulla” di parteciparvi come concorrente. Non a caso, è atteso un disco composto da canzoni inedite scritte per lei da grandi firme della canzone italiana.

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