Il prof. Gambardella e gli obiettivi del Consorzio BENECON

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Carmine Gambardella, Cattedra UNESCO su Paesaggio, Beni Culturali e Governo del Territorio è Presidente del Consorzio Universitario BENECON, costituito da cinque Atenei italiani (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”, Università di Napoli “Federico II”, Università Pegaso, Università di Salerno, Università del Sannio), Rettore dell’Università Politecnica Europea in Bulgaria. Il centro BENECON effettua: analisi e diagnosi del territorio, riqualificazione ambientale, recupero e manutenzione di contesti paesaggistici, archeologici, urbani ed edilizi ed inoltre progetta e realizza “imprese verdi” e strutture eco museali.

Perché il Consorzio Universitario BENECON è un Centro di Eccellenza nell’ambito della Ricerca scientifica?

«La natura giuridica e lo Statuto del BENECON prevedono che tutti i Docenti dei 5 Atenei che costituiscono il Consorzio Universitario, per le proprie specifiche competenze disciplinari, possono partecipare ai progetti scientifici e operativi. Il BENECON è uno dei pochi Centri di Ricerca al mondo che per l’innovativa attrezzatura tecnologica – dell’importo di oltre dieci milioni di euro – può effettuare ogni tipo di rilievo complesso aereo, superficiale, sotterraneo e subacqueo sui beni del patrimonio materiale e immateriale, culturale, ambientale e paesaggistico, sulle infrastrutture e sui trasporti, solo per citare alcuni esempi. In qualità di referente scientifico coordino numerosi progetti su incarico di istituzioni pubbliche in Italia e all’estero.
Ho firmato nel 2012 una Convenzione con il Comando Generale della Guardia di Finanza per attività di telerilevamento mediante sensori aviotrasportati.
Fra il 2012 e il 2018, grazie a una cooperazione fra il BENECON, il Ministero degli Interni (SCIP), la Guardia di Finanza e il Governo Albanese, abbiamo contribuito alla drastica riduzione di cannabis in quel Paese.
Visti i notevoli risultati raggiunti in Albania, Rappresentanti istituzionali della Polizia del Governo della Serbia e della Criminalpol hanno effettuato un sopralluogo al BENECON per potersi eventualmente avvalere delle nostre competenze per il contrasto alla cannabis anche in Serbia».

Esperienze di rilievo complesso e gestione del territorio in Italia?

«Il BENECON, in cooperazione con la Guardia di Finanza, e su incarico di numerose Procure della Repubblica, ha effettuato attività di telerilevamento aereo con sensori iperspettrali, termografici e fotografici, e ha elaborato cartografie su supporto GIS e report scientifici sui parametri ambientali di siti potenzialmente inquinati in molte Regioni italiane. Numerosi i progetti di sviluppo e gestione territoriale che sono considerati ormai “best practices” internazionali sul management del Patrimonio Mondiale, e che hanno riguardato i siti UNESCO in Campania.
Il Progetto Campus Pompei, per esempio, ha interessato il rilievo, la rappresentazione complessa, la mappatura e la restituzione su supporto GIS del territorio di Pompei e dell’Area F3 “Miglio d’Oro-Torrese-Stabiese” con importanti progetti di rilancio territoriale e sostenibile».

Il BENECON è impegnato in un’intensa attività internazionale…

«Nel 2003 ho ideato il Forum internazionale di Studi “Le Vie dei Mercanti” che nel 2019 è alla sua XVII edizione, in 17 anni si è costituita una comunità scientifica di circa sette mila studiosi che si confrontano su ricerche e progetti operativi di notevole interesse, dal locale al mondiale. Sto inoltre sviluppando un importante progetto nel mio ruolo di Rettore del Politecnico Europeo in Bulgaria, attraverso la realizzazione di un “network universitario e dei saperi” che riguarda i Balcani, il bacino del Mediterraneo e l’Africa.

Inoltre da otto anni abbiamo sviluppato un Corso seminariale con rilascio di titolo di partecipazione congiunta con la Rutgers, l’Università del New Jersey, una delle più prestigiose degli States nei programmi per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale. Il BENECON ha ottenuto importanti riscontri anche in Asia dove sono stato invitato da rappresentanti istituzionali a Shanghai e nei siti UNESCO di Hangzhou e Wuyi per mostrare la mia visione sullo sviluppo del loro inestimabile patrimonio, al momento poco tutelato e valorizzato».

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