Futsal: la voce dei giovani

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UNA REALTA’ CONTRO I LIMITI STRUTTURALI.

Il futsal, o calcio a cinque se preferite. Un movimento che all’interno del Belpaese conta oggi centotrentamila tesserati e oltre cinquemila società.

Poi c’è Francesco Gigliofiorito, trentatré anni, quasi due decenni di questo sport e tanta soddisfazione per il proprio cammino. Perché parliamo di uno che a certi livelli ci è arrivato con abnegazione e sacrificio e non grazie al talento naturale, come lui stesso ammette.

Radici ramificate nel proprio territorio, quella Marcianise che gli ha dato grosse opportunità, che lo ha fatto esordire, a vent’anni, in Serie A e fatto entrare nel giro della Nazionale Maggiore a ventiquattro. Qui ha provato l’emozione più grande della sua carriera: il canto dell’Inno di Mameli con la maglia azzurra.

«Ho avuto la fortuna di trovarmi in un contesto vincente qual era il Marcianise di Carlo Sparaco, una società molto ambiziosa» – racconta – «Non mi sono mai fissato mete ben precise, le occasioni mi sono piovute addosso man mano e per mia grande forza di volontà sono riuscito a raccoglierne i frutti».

Gioie, ma anche dolori a Marcianise, quando ha scelto di rimanere nella sua città anche dopo la retrocessione in A2, perdendo di fatto il treno della Nazionale. «Scelte ponderate e consapevoli. Non ho rimpianti, casomai il rammarico di sapere che avrei potuto giocare tranquillamente qualche anno in più nella massima serie, e magari far parte del gruppo dell’Italia che poi ha vinto l’Europeo. Non sarei mai andato via dalla mia città, quando l’ho fatto è stato perché la Marcianise del futsal era scomparsa».

A distanza di anni, dove guarda oggi Francesco? Dopo che con Pasquale Campanile, amico di vita e di sport, ha fondato una scuola calcio a cinque, la Marcianise Futsal Academy, conosciuta dagli addetti ai lavori come grande oggetto di impatto nazionale, l’attenzione di Francesco è per i giovani. «Il lavoro che facciamo lo reputo unico in Campania e con pochi simili in tutto il territorio Italiano. Coltiviamo ragazzi del posto e mettiamo a loro disposizione tecnici qualificati. Su questa base, poi, sono arrivati i risultati, come la convocazione di alcuni nostri ragazzi nelle nazionali giovanili». Eppure, Marcianise non ha più rivisto i fasti di un tempo. «L’idea iniziale era proprio quella di ricreare i grandi palcoscenici che questa città ha vissuto partendo dal settore giovanile. Ma per evidenti limiti strutturali non sarà possibile. Ed è un peccato, perché le risorse tecniche ci sono.»

Già, i limiti strutturali. Da anni le infrastrutture sono il problema principale di questo sport, che necessita di impianti di adeguate condizioni. Giancarlo Abete, all’indomani della vittoria dell’Italia agli Europei 2014, pronunciava questa frase: «Questa vittoria deve stimolare il percorso di crescita del futsal in Italia». È accaduto? Diremmo di no, e Francesco Gigliofiorito sembra essere d’accordo: «Mancano le basi, le strutture, le scuole calcio, i tecnici (qualificati, ndr), i soldi. Insomma, manca tutto. E per il CONI esiste solo ed esclusivamente uno sport che è il calcio. La politica, poi, ha la responsabilità di reperire risorse per costruire o quanto meno riqualificare strutture fatiscenti. E in tutto questo è il movimento calcio a cinque che ci rimette».

Bisogna invertire la rotta, sperando che possa riflettere anche sulla selezione azzurra. «Tutti vorremmo rivedere presto la Nazionale Italiana alzare trofei» – continua il futsalero marcianisano – «Dopo una vittoria così importante come quella di Anversa (Europeo 2014, ndr), non si doveva restare legati agli eroi di quella impresa.»

Speranze, sogni. Quello di cui è sicuro Francesco è ciò che sente il suo cuore – «continuare a veder vivere la nostra scuola calcio» – per sentirsi ancora un po’ di più a casa.

di Giuseppe Amoroso

Tratto da Informare N°188 Dicembre 2018

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