Fuorigrotta ’rosso-sangue’, ammazzato un 30enne in pieno stile camorristico

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Sembra di essere ritornati all’epoca della Nco e della Nf

Ancora una volta a Napoli è stato sparso del sangue per le strade. Stavolta a farne le spese è il 30enne Andrea Merolla di Fuorigrotta che la notte tra il 10 e l’11 novembre è stato inseguito ed ammazzato a colpi di arma da fuoco come un boss in via Caio Duilio. I killer viaggiavano in scooter e al loro arrivo Merolla ha provato a nascondersi dietro un distributore, per schivare i colpi, ma a nulla è servito.

Una volta centrato il bersaglio, i killer sono fuggiti via facendo perdere le proprie tracce. Il 30enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Paolo, perdendo la vita poco dopo a causa delle gravi ferite riportate nel raid. La salma è stata trasferita al Secondo Policlinico di Napoli per l’autopsia disposta dalla Procura di Napoli.

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Si tratta del secondo omicidio che avviene a Fuorigrotta a distanza di pochi mesi. A marzo, sempre a Fuorigrotta, è stato ucciso il 77enne Antonio Volpe in via Leopardi, che nel 2005 era invece riuscito a sfuggire ad un altro raid.

Oggi nel napoletano e su tutto il territorio regionale i morti ammazzati non si contano più. Sembra quasi di essere ritornati negli anni ’80 quando Napoli e la Campania erano inondate dal sangue dei morti della guerra tra la Nco e la Nuova Famiglia. Oggi gli scenari sono differenti, non c’è l’esercito di Cutolo contro i suoi nemici guidati da Carmine Alfieri, ci sono vari cani sciolti e diverse realtà che vorrebbero mettersi al comando di una zona. Non ci sono strategie precise come durante gli anni passati ma ci sono, proprio per questo, più caos ed intenti sanguinari e violenti senza alcun controllo.
Oggi la ‘febbre‘ da social network ha colpito anche i clan, o parte dei loro esponenti più giovani, che non hanno alcuna esitazione o timore nel ‘mostrare’ il loro potere, il loro predominio ed il loro stile di vite al popolo del web. È il caso, ad esempio, di Massimiliano Esposito Junior, figlio del ras di Bagnoli, detto ‘’‘o scugnato”, che lo scorso giugno pubblicò sulla piattaforma Tik Tok il video dei festeggiamenti del proprio 18esimo compleanno tra fiumi di champagne, ballerine sudamericane, dj-set, neomelodici ed un mare di amici e parenti.

Secondo gli inquirenti, il video sarebbe stato realizzato per lanciare un messaggio: il clan Esposito è vivo e vegeto.

Negli scorsi precedenti, proprio il rampollo degli Esposito era stato protagonista di un video trap dove veniva ostentata la ricchezza e la droga in pieno stile malavitoso. Sembra che si sia voluto mandare un segnale dopo il pentimento di Yusseff Aboumouslim, esponente di spicco dell’organizzazione criminale, definito ‘un tumore’ precedentemente anche dal figlio di un altro boss.

Tale sfrontatezza si traduce in azioni eclatanti per strada a danno non soltanto dei ‘rivali’ ma anche della cittadinanza, dei commercianti e degli imprenditori. Meno cervello ma più muscoli. Questo è il pensiero malavitoso attuale. Del resto senza catene di comando ben delineate, a guidare i gruppi ed i clan non sempre vi si trovano grandi strateghi, spesso bastano ed avanzano l’indole violenta e la sete di potere e di sangue per fare un capo.

Il Prefetto, la magistratura, le forze dell’ordine dovranno tenere sotto controllo la situazione e proteggere i cittadini andando a smontare le molteplici realtà criminali che si sono formate o che si stanno formando.

di Fabio De Rienzo

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