“Il fuoco dell’abbandono”, incendio al Parco Verde di Caivano

Scoppia l’incendio e l’aria del parco verde diventa irrespirabile

Da Chilometri di distanza, percorrendo semplicemente l’autostrada, si intravede una nube nera che ha circondato un’intera zona della provincia di Napoli.

Ci troviamo a Caivano, comune con il record di morte per causa cancerogena dell’interland campano, e più precisamente nel Parco Verde. Se tracciassimo, come nei film, delle rette ad intreccio per trovare un epicentro della terra dei fuochi questo sarebbe sicuramente nelle case popolari. Geograficamente è impossibile, è vero, perchè l’area della terra dei fuochi si estende verso il casertano, ma sicuramente, per media edistituzioni, il male si raccoglie tutto quanto lì, che sia criminale o cancerogeno.

Scoppia un incendio vicino alla Premar, la conseguente nube investe totalmente il Parco Verde rendendo l’aria irrespirabile e costringendo gli abitanti delle case nei pressi del fuoco a scendere per strada, con bambini al seguito. Vengono chiamati più volte i pompieri, le forze dell’ordine, ma queste tardano ad arrivare. E che fa? meglio che il Parco Verde affondi nei propri gas, giusto?

Tanto è una zona borderline, urbanisticamente e socialmente, porta solo danni e scompiglio, cosa importa se c’è un piccolo incendio che rende l’aria incandescente.

L’abbandono fa male, alla gente e alle case popolari. Per i problemi che ci sono, e sono tanti, sarebbe opportuno riservare maggiore attenzione e “prontezza” nei riguardi di queste zone invece che abbandonarle ai loro problemi sperando che, per selezione naturale, questi si risolvano.

Tanto cosa interessa?

Chissa quante volte è stato detto “Hanna fa’ una lampa!”

About Savio De Marco

Savio De Marco classe '92 Napoletano. Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli. Laureato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche. Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti.