Fulvio Martusciello, Recovery Fund: la parola d’ordine è modernizzazione»

informareonline-fulvio-martusciello

L’intervista a Fulvio Martusciello, eurodeputato di Forza Italia

Originario di Napoli, l’On. Martusciello è un esponente di primo piano di FI ed è membro dell’ENVI (Commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare). Le sue attività in europarlamento, in questi ultimi mesi, sono state sicuramente impregnate dai lavori inerenti al vaccino contro il coronavirus. L’Europa ha ora un compito oneroso che ne va della salute dei suoi cittadini, partendo da questa riflessione abbiamo posto delle domande all’On. Fulvio Martusciello.

A che punto è la discussione sul vaccino anti-covid nelle sedi europee?

«La Commissione europea ha tracciato progetti prioritari per l’Unione e per i suoi Stati membri, in modo da uscire da questa situazione il più velocemente ed efficacemente possibile.
Ad inizio ottobre abbiamo stipulato un terzo accordo relativo a un vaccino, e così facendo abbiamo ampliato il portafoglio di vaccini sperimentali e quindi le possibilità di trovare un rimedio efficace contro il virus.
Si tratta del vaccino sperimentale contro il Covid-19 prodotto da Janssen che sfrutta la piattaforma tecnologica AdVac®, che è stata utilizzata anche per sviluppare e produrre il vaccino contro l’Ebola recentemente approvato da Janssen e i candidati vaccini Zika, RSV e HIV. Il candidato vaccino è già nella fase III degli studi clinici.
La decisione della Commissione di finanziare questo vaccino si basa su una solida valutazione scientifica, sulla tecnologia utilizzata, sull’esperienza dell’azienda nello sviluppo di vaccini e sulle sue capacità di produzione atte a rifornire l’intera UE».

Molti esperti affermano: “la corsa al vaccino non è una gara a chi arriva prima, ma a chi arriva meglio”, inteso come maggior preparazione. Su questo aspetto come si colloca l’Italia? Il nostro Paese è pronto o è indietro rispetto ad altri?

«La corsa al vaccino assolutamente non è una gara a chi arriva prima. Il Premier Conte ha dichiarato che entro fine dicembre si avrà a disposizione il vaccino ma, appunto, avere il vaccino non è l’unica priorità. Bisogna assicurarlo a tutti. Proprio per questo la Commissione europea oltre ad aver stretto accordi per lo sviluppo e il futuro acquisto dei vaccini con tre case farmaceutiche, ha presentato gli elementi chiave che i Paesi membri (che avranno accesso ai vaccini contemporaneamente in base al numero di cittadini) dovrebbero prendere in considerazione per le loro strategie di vaccinazione contro il Covid-19, così da preparare l’Unione europea e i suoi cittadini al momento in cui sarà disponibile un vaccino sicuro ed efficace».

Si ritiene soddisfatto della cooperazione tra gli Stati in merito alla ricerca sul vaccino?

«Sì. Sin dall’inizio della pandemia l’UE e i suoi Stati membri hanno collaborato per lo sviluppo di un vaccino sicuro contro il Covid-19. A tal fine, hanno coordinando uno sforzo congiunto volto a garantire la produzione di un quantitativo sufficiente di vaccini nell’UE mediante accordi preliminari di acquisto con i produttori di vaccini. Insieme agli Stati membri e all’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’UE sta coordinando uno sforzo globale finalizzato all’accesso universale a un vaccino».

Nell’attesa del vaccino, i cittadini sono costretti a subire le dirette conseguenze di una crisi economica decisamente grave. I fondi del Recovery Fund basteranno? E quali sono gli interventi urgenti da attuare con quelle risorse?

«I fondi Recovery Fund basteranno se verranno utilizzati nella maniera appropriata. Bisogna utilizzarli investendo in sanità, istruzione, giustizia, pubblica amministrazione, digitalizzazione, sostenibilità ambientale e climatica.
L’Italia ha campo libero per fissare priorità e progetti. La parola d’ordine deve essere quella di modernizzare il Paese. L’Italia ha il dovere, oltre che il diritto, di approfittarne avviando progetti d’investimento che possano smuovere l’economia verso l’innovazione, la sostenibilità e il radicamento delle imprese nel territorio».

di Antonio Casaccio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

Print Friendly, PDF & Email