Fridays For Future Napoli, il reportage dalla piazza

Ciro Giso 24/09/2022
Updated 2022/09/24 at 9:08 PM
2 Minuti per la lettura

Erano più di 2mila i ragazzi scesi ieri in piazza a Napoli per i Fridays for Future al grido di “rivoluzione ecologica”.

Tanti gli studenti delle scuole, «abbiamo saltato una lezione per darvene una» dicono, denunciando l’inquinamento delle grandi aziende e la distruzione ambientale dei territori campani assieme a coordinamenti come Stop Biocidio. Tanta anche la rabbia per la morte di Giuliano De Seta, studente morto durante un turno di alternanza scuola-lavoro. «Ci uccide e non ci insegna nulla» spiegano i collettivi.

Poi il blitz all’ingresso dell’università Federico II: corpi sulle scalinate a simboleggiare le morti causate da guerra e inquinamento. Una denuncia degli attivisti contro le collaborazioni degli atenei napoletani con imprese che lavorano nel settore tecnologico-militare o ad alto inquinamento.

Fridays for Future Napoli contro le grandi navi

A fine corteo gli attivisti hanno raggiunto e occupato il molo di Napoli per denunciare l’inquinamento prodotto dalle grandi navi.

«Fuori le grandi navi dalle città – dicono gli attivisti – chiediamo ai governi di inserire tra le priorità lo smantellamento delle grandi navi, 213 navi da crociera del Mediterraneo emettono quanto 4 milioni di automobili. Ecomostri che non devono più circolare né nel Mediterraneo né altrove». Ad oggi, un pernottamento su una nave da crociera consuma 12 volte l’energia di uno in hotel, mentre l’impronta carbonica di questi viaggi è ancora più alta di quelli in aereo.

Ph. Ciro Giso

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