Sono decine di migliaia in tutta la Campania gli studenti che venerdì 29 novembre hanno aderito al 4° sciopero globale chiamato dal movimento Fridays for Future.

Le piazze si sono riempite ancora una volta di giovani uniti dalla necessità di bloccare la città per ribadire l’urgenza della crisi climatica. Scandiscono lo slogan di questo sciopero, “Stop talking, act now”, che sottolinea l’inefficienza delle misure adottate fino ad ora dalle istituzioni.

Il corteo napoletano, partito da piazza Garibaldi, ha scelto di attraversare la periferia fino a raggiungere la sede centrale della compagnia petrolifera Q8 a San Giovanni a Teduccio. Un percorso individuato per portare solidarietà a tutte quelle zone che subiscono la devastazione dovuta alla presenza sul territorio di raffinerie e grandi aziende inquinanti.

«Oggi andiamo in quella terra di morte dove troppe persone si sono ammalate per colpa di questo modello di sviluppo scellerato» interviene Davide Dioguardi, uno dei portavoce di Fridays for Future Napoli, dalla testa del corteo. «Vogliamo la riconversione ecologica sotto controllo popolare dei quartieri inquinati affinché si rompa il ricatto tra salute e lavoro» afferma poi un’altra manifestante.

Il corteo arriva quindi ai cancelli della Q8 dove con un sit-in blocca il passaggio di camion che trasportano i combustibili fossili, creando code lunghe chilometri. La manifestazione sottolinea però la più profonda solidarietà con i lavoratori dell’azienda, puntando il dito contro i grandi dirigenti, che intascano i soldi sulla pelle delle gente che muore per la devastazione e la contaminazione delle falde acquifere, del suolo e dell’aria e causate da queste aziende.

In questa tappa finale il corteo ha affisso degli striscioni per esprimere solidarietà anche verso la città di Taranto, dove continuano le proteste in merito all’acciaieria Ilva. Affisse anche quattro foto ritraenti Claudio Descalzi e Giuseppe Zappalà, rispettivamente amministratori delegati delle aziende Eni e Q8, il presidente della regione De Luca e Trump. Sotto i loro volti l’accusa lanciata dal corteo, che li vede colpevoli di devastazione ambientale.


«A differenza di Greta noi sappiamo bene chi sono i colpevoli della crisi che stiamo vivendo» afferma ancora una degli strikers, seppur sottolineando la condivisione delle lotte portate avanti dall’attivista svedese. «Già da anni portavamo avanti queste vertenze sui nostri territori» conclude poi riferendosi a movimenti come Stop Biocidio che da anni conducono numerose battaglie nelle zone della Terra dei Fuochi.

A concludere la mattinata è un’esibizione live di Maurizio Capone, musicista e cantautore napoletano, ideatore della band Capone & BungtBangt, che produce brani realizzati unicamente con strumenti creati attraverso il riciclo di materiali di scarto. Il brano che presenta al corteo è un inedito dedicato al moviemento Fridays for Future, intitolato “Le mani nel sole”.

I giovani napoletani di Fridays for Future non si fermano qui, continuando la loro attività sul territorio attraverso assemblee pubbliche tenute ogni mercoledì a via Mezzocannone, nel centro storico di Napoli.

di Marianna Donadio
Foto di Margherita Del Duca

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