Fred Perry blocca le vendite di maglie usate dai neonazisti

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La Fred Perry blocca la vendita delle polo nere con collo e manicotti gialli. Il marchio inglese ha deciso di stoppare la produzione poiché un gruppo neonazista le ha adottate come vere e proprie divise

I cosiddetti Proud Boys sono stati creati dal co-fondatore della rivista Vice Gavin McInnes nel 2016 in vista dell’elezione di Donald Trump a presidente. Da allora McInnes ha preso le distanze dall’organizzazione, che dichiara pubblicamente di essere “alt-right” o nazionalista bianco con una storia di glorificazione della violenza e della misoginia.

Le origini del brand e alcune news sui Proud Boys

Nel 2017 il direttore generale di Fred Perry, John Flynn, descrivendo i punti di riferimento dell’azienda ricordava che “il fondatore del marchio era figlio di un socialista della working class, membro del parlamento, che divenne un campione di tennis quando il tennis era uno sport elitario”. 

Prima di Fred Perry anche Facebook, Twitter e Instagram avevano bannato il gruppo dalle loro piattaforme, in applicazione delle rispettive policy contro “i gruppi che propagandano odio”.

Nel 2018 però l’FBI ha classificato l’organizzazione come un “gruppo estremista”, mentre il Southern Poverty Law Center lo elenca appunto come un gruppo di odio.

Le ferme dichiarazioni di Fred Perry 

La società, di proprietà dalla Japan’s Hit Union, promette che la distribuzione sarà ferma finché “l’associazione con i Proud Boys non sarà cessata. La maglietta è un capo simbolo della «subcultura British» e dovrebbe rappresentare valori come quello della inclusività, diversità e indipendenza”.

Fred Perry ha dichiarato sul suo sito che “per essere assolutamente chiari, se vedi qualsiasi materiale o prodotto di Proud Boys con la nostra corona di alloro o qualsiasi elemento correlato nero / giallo / giallo, non ha assolutamente nulla a che fare con noi. Stiamo lavorando con i nostri avvocati per perseguire qualsiasi uso illegale del nostro marchio”.

 In realtà il gruppo si è sempre opposto all’uso politico e strumentale delle sue magliette. Spesso però le polo del brand con la coroncina di alloro sono state associate a militanti di gruppi di destra, anche estrema, come gli skinhead.

di Matteo Giacca

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