Frattamaggiore, “Il Cantiere” la sperimentazione si fa in piazzetta

Frattamaggiore

Che cos’è la città? Cosa può definirla tale?

 

Spesso da cittadini ci poniamo queste domande e pur individuandola in quel luogo dove ci siamo insediati, che da sempre ci appartiene, non riusciamo a comprenderequei processi di trasformazione sociale, politici ed economici che ne caratterizzano il cambiamento strutturale e morfologico.

Le nostre città hanno subito una variazione dell’assetto urbano a causa di quei flussi migratori ai quali devono sottendere e, nonostante siano importatori di culture e tradizioni differenti, richiedono nuovi spazi sottraendo aree, ad esempio quelle verdi, che potevano rimanere adibite ad uso della popolazione.
Nonostante negli ultimi tempi la politica si sia orientata verso un diverso sviluppo dell’ambiente cittadino, proprio al riemergere del tema delle disuguaglianze, spesso bisogna chiedere aiuto ad organizzazioni private al fine di soddisfare le esigenze dei singoli individui che popolano la città.

E così che a Frattamaggiore nel 2001, un gruppo di giovani forti di esperienze socio-educative e culturali fatte in Italia e in Europa, decide di mettersi in gioco con “Cantiere Giovani”, una ONG laica ed indipendente.
Dopo varie esperienze all’estero nell’ambito delle politiche sociali, Pasqualino Costanzo responsabile de Il Cantiere racconta del suo desiderio di ritornare per poter dare un contributo valido sul proprio territorio.
Pertanto grazie al coinvolgimento di un gruppo di persone testarde e tenaci sono riusciti a mettere in moto una serie di processi ed a credere che anche nei nostri luoghi potesse essere costruito ciò che in quel preciso momento, sembrava mancare.
Spazi dove i giovani avrebbero avuto la possibilità di dare sfogo ai loro bisogni, alle loro passioni culturali, artistiche. La creazione di un luogo dove le Politiche sociali potessero assumere un concetto nuovo ed innovativo ed a dar vita ad un contesto di auto aiuto e permettere ai giovani di abbandonare il disagio.

 

 

Qual è la riposta data dai giovani del luogo e quella dei migranti e quale tipologia di giovani approcciano al Cantiere Giovani?
«Di sicuro nella tradizionale logica dei gap culturali esistono anche persone che hanno una visione della cultura diversa dagli altri, ma ciò che più interessa non è il concetto culturale in se, bensì una visione di rimettersi in gioco rispetto a ciò che si pensi possa essere il buono, il giusto o il vero. Ciò che importa è l’accettazione dell’altro e creare nuovi stimoli ed attivare quella marcia in più per la crescita».

I progetti nascono in base alle richieste del territorio?
«Le attività a livello locale si suddividono su due livelli: Piazzetta Durante il cui è slogan è “Piattaforma di cooperazione e contaminazione”dove viene sperimentato ciò che localmente si vorrebbe sviluppare. È comunque una piccola realtà che cerca di dare un contributo. Si parte comunque da un’analisi del bisogno, non solo tenendo conto delle esperienze di chi opera, ma anche dai dati statistici dell’ISTAT in merito alla povertà, alla disoccupazione giovanile, evasione scolastica o minori che si trovano in situazioni di aree penali. Siamo consci che esistono poche opportunità per chi vuole vivere questo contesto territoriale in modo diverso dal mero commercio. Non dimentichiamo infatti che le periferie a Nord di Napoli sono caratterizzate da una urbanizzazione selvaggia, con una densità di popolazione molto alta perché l’obiettivo è la costruzione di alloggi abitativi senza tener conto della vivibilità».

Da dieci anni sul territorio Cantiere Giovani si è impegnata a far emergere le eccellenze grazie anche alle risorse regionali, ministeriali ed europee. Il Centro “il Cantiere” infatti è stato riconosciuto dal Consiglio d’Europa uno tra i migliori interventi per il protagonismo e la cittadinanza attiva dei giovani.
L’obiettivo è quello di creare occasioni di sviluppo socio-culturale, educativo e di impegno civile, affinché i giovani abbiano maggiori opportunità e risorse per il cambiamento della società.
Gli incontri in Piazzetta Durante hanno inspirato i ragazzi al PIACERE DI PERDERSI E RITROVARSI TRA I “VICOLI”: occasioni per creare comunità, offrire strumenti per la realizzazione delle proprie ambizioni e speranze.

Così anche per le feste natalizie Cantiere Giovani è tra i promotori del “DURANTE NATALE FEST” realizzato dal Comune di Frattamaggiore e finanziato dalla Regione Campania con la collaborazione di diverse realtà cittadine coadiuvate dalla Pro Loco.

Dal 16 al 23 dicembre infatti in onore del musicista e compositore Francesco Durante, la città di Frattamaggiore si trasforma divenendo la città della Musica. Vari gli appuntamenti nei luoghi nevralgici della cittadina: dal mercatino biologico agli artisti ed animazione di strada, dalla Pedalata di Natale’ al Concerto ed ai luoghi di Durante. Tutte occasioni per la riscoperta del territorio nati per mostrare la vivacità culturale e la riscoperta delle identità territoriali.

Ma gli impegni vanno oltre le festività.
Cantiere Giovani infatti cerca di dare un senso ai propri progetti, anche se a volte fallimentari. «La scelta di lavorare nelle sperimentazione delle politiche giovanili – afferma Pasqualino Costanzo – porta anche ad esiti non positivi proprio perché i progetti sono innovativi ed i quali non sempre sono ben accetti dalle Istituzioni o non rispondono alle idee immaginate. Ciò che è importante però è la necessità di essere presenti e continuare a promuovere possibili cambiamenti».

Scuole e comunità, un progetto realizzato con la collaborazione della Regione Campania dove sono coinvolte le scuole elementari e medie della cittadina partenopea prevede l’apertura pomeridiana degli Istituti scolastici.

Una delle problematiche del Sud Italia è appunto la mancanza di capacità di investire nelle scuole a tempo pieno e l’alternanza scuola/lavoro divenuta oramai un dilemma per i giovani, ha fatto si che l’associazione si mettesse in moto per supportare i ragazzi ad acquisire le competenze necessarie nell’ambito socio-educativo e culturale.
Ancora una volta quindi la comunicazione risulta lo strumento principe per avvicinare i servizi ai cittadini.

di Angela Di Micco