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Francia: hackerato il pass sanitario del presidente Macron

Ilaria Ainora 21/09/2021
Updated 2021/09/22 at 12:00 PM
2 Minuti per la lettura

Il QR code del presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è stato divulgato sui social network, in particolare su Snapchat e Twitter. Lo stesso è accaduto, giorni fa, anche al primo ministro Jean Castex.

La responsabilità dei sanitari

Complice dell’accaduto, stando alle dichiarazioni dell’Eliseo, “la negligenza o il dolo degli operatori sanitari”: una fuga di notizie imputabile ad “una violazione di regole deontologiche”. Da settembre, gli operatori sanitari hanno avuto accesso ai dati medici del presidente, così come di tutti i francesi vaccinati, tramite l’organismo di centralizzazione dei dati sui vaccini. Un sistema mirante a rendere più efficiente la gestione delle vaccinazioni ma, a quanto pare, non esente da errori. Gli operatori sanitari sarebbero ora nel mirino della Cassa nazionale d’assicurazione malattia che ha adito Consiglio nazionale dell’Ordine dei medici affinché prenda provvedimenti sanzionatori.

I dati divulgati

Sul pass diffuso in rete, oltre al codice QR è visibile la data di nascita del presidente: 21 dicembre 1977. Viene, peraltro, indicato il vaccino ricevuto. Pfizer / BioNTech. Una leggera incongruenza: dal pass risulta, come data di vaccinazione, il 13 luglio 2021, mentre Emmanuel Macron avrebbe ricevuto il vaccino il 31 maggio. La svista è subito spiegata: come ha precisato l’Eliseo a Mediapart il 26 agosto, la vaccinazione è stata registrata un mese e mezzo dopo la data effettiva a causa di un errore nella trasmissione dei dati.

Il trattamento sanzionatorio

L’utilizzo del pass di un terzo, come si legge sul sito service-public.fr, è sanzionata con una multa di 750 euro, diminuita a 135 euro se pagata rapidamente. Se alla prima verbalizzazione segue, nei 15 successivi, una nuova violazione, l’importo raggiunge i 1.500 euro. Se l’episodio si verifica più di tre volte in 30 giorni, la sanzione è aumentata a sei mesi di reclusione e a 3750 euro di multa. È ancora dubbio se, nel caso di specie, siano ravvisabili gli estremi della frode.

di Ilaria Ainora

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