La fotografia di Augusto De Luca raccontata attraverso i suoi ritratti

Augusto De Luca, fotografo napoletano

Augusto De Luca, (Napoli, 1 luglio 1955) è un fotografo italiano. Ha ritratto molti personaggi celebri: Renato Carosone, Rick Wakeman, Carla Fracci, Hermann Nitsch, Pupella Maggio, Giorgio Napolitano.
È conosciuto anche come “Il Cacciatore di Graffiti”.

Ed ecco venir fuori cento, mille Napoli. La Napoli di opere magiche quotidiane legate alle emozioni, alle angosce, alle paure di timbro infantile. La Napoli del mistero che ha per effetto di dare a ciascun accadimento, per quanto familiare e riconoscibile, un carattere di mai veduto e di coltivare, in tale spiazzamento, la più profonda e singolare delle Seduzioni.

Ha seguito un percorso di studi classici che lo hanno portato a conseguire la laurea in giurisprudenza.
È diventato fotografo professionista nella metà degli anni ’70. Si è dedicato alla fotografia analogica tradizionale e alla sperimentazione utilizzando diversi materiali fotografici. Il suo stile è caratterizzato da un’attenzione particolare per le inquadrature e per le minime unità espressive dell’oggetto inquadrato. Immagini di netto realismo sono affiancate da altre nelle quali forme e segni correlandosi ricordano la lezione della metafisica. È conosciuto a livello internazionale ed ha esposto in numerose gallerie sia in Italia che all’estero. Le sue fotografie compaiono in collezioni pubbliche e private come quelle della International Polaroid Collection (USA), della Biblioteca Nazionale di Parigi, dell’Archivio Fotografico Comunale di Roma, della Galleria Nazionale delle Arti Estetiche della Cina (Pechino), del Museo de la Photographie di Charleroi (Belgio).

A differenza di altre città ogni elemento fondante è separato dal contesto urbano ed è incorniciato dall’ampio e luminoso golfo; Golfo e Vesuvio, insomma, fanno da “sfondo placentare” al Maschio Angioino, al Castel Sant’Elmo, al Castel dell’Ovo, al Palazzo Reale.

Augusto De Luca ha realizzato anche immagini destinate a campagne pubblicitarie, copertine di dischi e libri fotografici. L’azienda di telecomunicazioni Telecom Italia gli affidò l’incarico di illustrare con fotografie della città di Napoli tre schede telefoniche pubbliche, con una tiratura di sette milioni di esemplari, e quattro schede con fotografie di Parigi, Dublino, Berlino e Bruxelles, con una tiratura di dodici milioni di esemplari. I suoi libri fotografici hanno avuto prefazioni e contributi testuali come quelli del poeta Mario Luzi, della regista Lina Wertmuller, del compositore Ennio Morricone, dello storico Giovanni Pugliese Carratelli, dei giornalisti Maurizio Costanzo e Sandro Curzi, dell’architetto Paolo Portoghesi.

Città surreale per eccellenza, con un santo che, nel surreale, brucia una particolare dedizione a quel popolo alchemico di cui è protettore. Il miracolo di San Gennaro non è un miracolo qualsiasi, è un evento unico al mondo, un prodigio che si ripete ogni anno perché non vadano a vuoto le invocazioni più perentorie e più fantasiose d’una massa di fedeli che dialoga a modo suo col trascendente.

Infine ha ricevuto il Premio Città di Roma nel 1996 per il libro Roma Nostra (Gangemi Editore), insieme al maestro e compositore Ennio Morricone (De Luca per le fotografie e Morricone per la poesia “Roma Amore” contenuta nello stesso libro).

di Carmine Colurcio